Reggio, controlli della Polizia locale: quattro denunce e sanzioni contro abusivismo e degrado urbano
Nelle ultime 48 ore gli agenti hanno denunciato quattro persone per occupazioni abusive di immobili e suolo pubblico. Sanzionata anche una donna per attività di meretricio in piazza Garibaldi, con ordine di allontanamento
Prosegue l'attività della Polizia Locale di Reggio Calabria a tutela del patrimonio pubblico, del demanio e del decoro urbano. Nelle ultime 48 ore gli agenti della caserma Macheda-Marino hanno denunciato quattro persone al termine di una serie di controlli mirati sul territorio.
Le indagini hanno portato al deferimento all'autorità giudiziaria di quattro soggetti per diverse ipotesi di reato, tra cui occupazione abusiva di suolo pubblico, occupazione abusiva e violazione del provvedimento di rilascio di un immobile confiscato alla criminalità organizzata, nonché occupazione abusiva di un'area appartenente al demanio marittimo.
In particolare, durante un controllo lungo il litorale è stata accertata l'occupazione senza titolo di un'ampia porzione di spiaggia da parte di uno stabilimento balneare, che aveva collocato ombrelloni e sdraio su un'area del demanio marittimo. Per il titolare è scattata la denuncia per violazione del Codice della Navigazione.
Nel corso di un'altra operazione di controllo del territorio, gli agenti sono intervenuti in piazza Garibaldi, dove hanno individuato una cittadina romena dedita all'attività di meretricio. Nei suoi confronti è stata elevata una sanzione amministrativa ed è stato emesso un ordine di allontanamento, il cosiddetto Daspo urbano. Il provvedimento è stato trasmesso anche alla Questura, considerata la recidività della condotta contestata.
Dal Comando della Polizia Locale fanno sapere che le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni con ulteriori servizi finalizzati al contrasto delle occupazioni abusive, alla tutela dei beni pubblici e al mantenimento del decoro urbano.
Si precisa che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, nei confronti delle persone coinvolte, vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.