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12/09/2025 ore 12.45
Società

Reggio e "Lo Stretto mai visto": un Istituto nazionale di Biologia Marina potrebbe presto diventare realtà

All’incontro della Fondazione Mediterranea, esperti e istituzioni rilanciano la tutela dell’ecosistema e l’iter per la nuova scuola di ricerca
di Redazione

«Lo Stretto mai visto» è il titolo di un’immersione virtuale tra foto e video alla scoperta della flora e fauna dello Stretto, organizzata dalla Fondazione Mediterranea al Circolo di Società.

Dopo i saluti del presidente del Circolo dott. Giuseppe Franco e del delegato agli eventi culturali ing. Lucio Bonaccorsi, il presidente della Fondazione dr. Vincenzo Vitale ha introdotto la serata citando un anonimo poeta ellenistico dell’Antologia Palatina che celebrava Ibico e la sua città: «Io canto Reggio, estrema città dell’Italia marina / che si abbevera sempre all’onda di Trinacria». Da qui il filo conduttore della manifestazione: lo Stretto come legame tra Reggio e Messina, non solo per la sua poesia e magia, ma per la ricchezza invisibile che custodisce sotto la superficie dell’acqua.

Vitale ha quindi dato la parola al prof. Franco Andaloro, consulente della Presidenza del Consiglio per le tematiche di biologia marina, collegato da Trapani. Nel suo intervento sulla pesca del pesce spada e sui miti strettesi, Andaloro ha lanciato un annuncio importante: la possibile istituzione a Reggio Calabria di un istituto nazionale di biologia marina.

Un tema approfondito dal dott. Domenico Laurendi, presidente dell’Ordine calabrese dei biologi, che ha delineato l’iter e le caratteristiche della futura scuola di biologia marina, in attesa degli ultimi passaggi burocratici.

A seguire il dott. Antonino Nicolò, presidente della sezione reggina della Lega Navale, ha garantito l’appoggio dell’organizzazione alle iniziative che favoriscano lo sviluppo della marineria e della cultura del mare.

L’intervento clou è stato affidato al fotografo naturalista Francesco Turano, autore del volume Teoria Mediterranea, introdotto dal dott. Umberto Montella della Fondazione Mediterranea. Attraverso video e immagini, Turano ha mostrato le profondità dello Stretto commentando i cambiamenti della flora e della fauna marina, impoverite negli ultimi anni per effetto dei mutamenti climatici e dell’inquinamento.

Un appello forte il suo, alla protezione dell’ecosistema marino, anche attraverso l’istituzione di aree marine protette, strumenti capaci di coniugare tutela ambientale e sviluppo economico. In questo percorso, la nascita di un Istituto di Biologia Marina a Reggio rappresenterebbe un tassello strategico, atteso e auspicato in tempi brevi.