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02/09/2025 ore 14.50
Società

Reggio, Frittelli (Gom) replica al Nursind: «Continuerò a lavorare per la nostra città e per la sua gente, con la stessa passione di sempre»

«Il nostro operato è trasparente e si basa sul dialogo con tutti i sindacati, ma solo attraverso i canali ufficiali»
di Redazione
Fritte nuova foto stati

«Leggo con sgomento ma senza alcuna sorpresa il comunicato pubblicato nei giorni scorsi dal Sindacato Nursind. Ho l’onore di dirigere il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria da 6 mesi: un impegno complesso, carico di aspettative, in una provincia dove l’ospedale costituisce l’unico punto di riferimento per un bacino di utenza di circa 530.000 persone. 

Il G.O.M. – si legge in una nota diffusa da Tiziana Frittelli,commissaria straordinaria del Grande ospedale metropolitano, la quale replica alle dichiarazioni dell’organizzazione sindacale Nursind, è una bellissima realtà – fatta di professionisti competenti, con ottime attrezzature e aree di eccellenza clinica – che deve tuttavia far fronte ad un numero di utenti elevato e a pazienti spesso molto complessi, con patologie talora associate ad importanti problematiche sociali. 

Proprio per questo, la prima azione messa in campo durante la mia gestione è stata quella di “centralizzare” la preospedalizzazione (ovvero quelle indagini preliminari agli interventi chirurgici) per essere certi che i pazienti siano chiamati secondo l’unico criterio obiettivo che fonda l’efficienza assistenziale in ambito ospedaliero, ovvero la gravità dell’intervento. In tale prospettiva, abbiamo chiamato oltre 2.000 pazienti in lista dal 2024 per poter intervenire esclusivamente in base a questo criterio ed abbattere le liste di attesa.

Altre azioni immediatamente attuate sono state: l’accelerazione dei lavori (terminati il 18 agosto scorso) per il montaggio di un telecomandato posizionato presso l’unità operativa di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza (Pronto Soccorso); la progettazione dei lavori di ampliamento dello stesso; l’assunzione di ulteriori tre unità mediche per abbreviare il più possibile le attese e consentire maggiore comfort ai pazienti e ai loro accompagnatori

Riguardo poi ai pazienti più fragili, ovvero quelli con disabilità psichica, il 15 settembre partirà il progetto “Tobia Dama”, pensato per garantire un’assistenza personalizzata a questa tipologia di pazienti, che potranno essere costantemente seguiti in ambienti dedicati per i prelievi ed ECG ed accompagnati nel complessivo percorso diagnostico terapeutico all’interno dell’ospedale.

Il 15 settembre partirà anche una prima centralizzazione degli ambulatori, dai quali il paziente uscirà già con la prenotazione, e non con la semplice prescrizione, per gli accertamenti successivi, semplificando pertanto il percorso di prenotazione degli appuntamenti. 

L’attenzione in questi mesi è stata massima anche, più in generale, sui lavori da effettuare all’interno dell’ospedale: sono finalmente pronte le nuove sale parto, i cui lavori di approntamento erano bloccati da anni; sono iniziati i lavori già finanziati per un reparto di Terapia Intensiva e un P.S. dedicato da tenere a disposizione per una eventuale nuova pandemia; stiamo ultimando i lavori per la nuova sala operatoria oculistica con connessi ambulatori; a breve partiranno i lavori per l’allargamento degli spazi dedicati all’Ortopedia ed alla Cardiochirurgia; sono stati montati e messi in funzione i nuovi angiografi di ultima generazione per l’area cardiologica. Abbiamo altresì bandito 5 avvisi per responsabili di struttura complessa (Malattie Infettive, Pediatria, Centro Regionale Trapianti, Neurologia, Nefrologia), ovvero tutti quelli consentiti dall’attuale piano dei fabbisogni, per dare finalmente stabilità alle strutture finora dirette da “facenti funzione” interni, con, ovviamente, un limitato potere di “governance”.

Dal mio arrivo, per la prima volta al G.O.M., tutti i responsabili di struttura hanno mensilmente a disposizione i dati sulla rispettiva produzione sanitaria. Questi dati consentono a chi li riceve di seguire con più consapevolezza la propria attività e alla direzione di prendere decisioni (ad esempio sul fabbisogno di personale) esclusivamente sulla base dei dati di attività, piuttosto che su decisioni individuali non meglio strutturate. Parimenti, per la prima volta, i professionisti del G.O.M. hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con un esperto sui dati del Programma Nazionale Esiti, che monitora la qualità dell’assistenza relativamente agli esiti di salute, e che ha evidenziato peraltro varie aree cliniche con ottimi risultati, perché non vogliamo solo offrire più prestazioni possibili, ma volgiamo offrire le migliori in termini di qualità confrontandoci con dati nazionali.

Dal punto di vista amministrativo la situazione relativa alla carenza di personale è preoccupante. Intanto, abbiamo chiuso da pochi giorni la gara per avere un Data Protection Officer, come richiesto dalla normativa vigente, a tutela della privacy dei pazienti, che mancava da tempo; dal 25 agosto abbiamo un nuovo avvocato, figura che era rimasta scoperta; abbiamo avviato un avviso per un dirigente da assegnare al Provveditorato, da molto tempo assente, avendo nel frattempo avviato una modalità di formulazione degli appalti più congrua in termini quali-quantitativi, con immediati e significativi risultati in termini di risparmi.

Veniamo ora alle dinamiche sindacali oggetto delle sdegnate recriminazioni del sindacato Nursind. 

La situazione che ho trovato sul versante del personale del comparto è stata sorprendente in senso negativo. Dal 2013 non venivano assegnati incarichi di coordinamento, pertanto la governance delle attività cliniche è stata attribuita, per lungo tempo, a “facenti funzione” coordinatori; tuttavia, la vera gestione di un reparto dal punto di vista operativo non può che essere svolta dal c.d. caposala, che al G.O.M. ad oggi manca in quasi tutti i reparti. Inoltre, da anni non erano state fatte progressioni economiche per il personale. Era stata bandita quella del 2024, che pagheremo a settembre, ma senza una programmazione almeno triennale delle progressioni, solo una fetta del personale ne avrebbe diritto. Quindi, all’indomani del mio insediamento, abbiamo subito verificato e deliberato i fondi contrattuali, sia per la dirigenza che per il comparto, operazione necessaria proprio per prospettare con sicurezza le ulteriori progressioni e stabilendo la corretta entità delle risorse da utilizzare. 

Quanto agli incarichi, quando sono arrivata erano stati banditi incarichi organizzativi e professionali (gli ex caposala) che, però, ho ritenuto di revocare e ribandire: da 26 sono diventati 56, in modo da creare una rete di governo per tutto il personale sanitario, con la garanzia di un percorso di autonomia e crescita professionale fino ad oggi inesistente.

Sempre nell’ottica della complessiva crescita delle professioni sanitarie, sono stata il primo Commissario a richiedere nel fabbisogno del personale un posto da dirigente delle professioni sanitarie, ad oggi assente al G.O.M..

Inoltre, in sede di contrattazione aziendale – modificando con il pieno accordo sindacale l’assetto distributivo dei pertinenti fondi contrattuali – abbiamo stanziato risorse che ci consentiranno di programmare bandi per progressioni economiche per un altro biennio.

Guarda caso, all’esito dell’approvazione del suddetto nuovo regolamento sugli incarichi e dell’avvio delle procedure ivi regolate avvenuto con il convinto consenso e la fattiva partecipazione della “quasi” totalità dei sindacati che hanno percorso, insieme alla direzione aziendale, le istituzionali vie previste dal CCNL, è inopinatamente iniziata la guerra Nursind: nel giro di soli due mesi la stessa Nursind ha trasmesso al G.O.M. e, a titolo di strumentale “amplificazione”, ad altri numerosi enti/organi, ben venticinque note, alcune delle quali ripetute, strumentali e, soprattutto, non rispettose di quanto deciso in sede di confronto istituzionale con gli altri sindacati.

A titolo di esempio, anche agli effetti della palese pretestuosità di quanto riportato nella segnalazione: è stata fatta una denuncia sulle condizioni igieniche di un reparto – dove era stato trasferito momentaneamente un altro per avviare lavori urgenti – da sempre occupato con attività sanitarie, senza che mai, in precedenza, fosse intervenuta alcuna denuncia; mi si eccepisce inopinatamente, con grande scandalo e pesanti insinuazioni, di non avere pubblicato anche sulla Gazzetta Ufficiale una mobilità per collaboratori, pubblicata solo sul sito aziendale, come peraltro previsto – e questo è dirimente – dalla normativa vigente e come da omologa prassi da sempre seguita dagli uffici aziendali in tali circostanze senza che mai alcuna contestazione, da parte della “solerte” Nursind, sia stata avanzata  a  proposito delle altre numerose procedure di mobilità; ancora Nursind ha sollevato eccezioni sull’atto aziendale inviato in Regione, senza che lo stesso sindacato abbia posto eccezioni prima della deliberazione definitiva entro i termini che gli sarebbero stati consentiti dalla previa informativa regolarmente inviata dall’azienda a tutte le organizzazioni sindacali. 

Una cosa non ho fatto e non farò mai: trattative riservate con i singoli sindacati, tanto più alla vigilia del conferimento di incarichi. Questi devono essere affidati ai più bravi, non ai più sindacalizzati e l’unica garanzia di trasparenza che un Commissario può dare è seguire le prerogative previste dal CCNL. 

Orbene, nella nota della Nursind inviata al Prefetto e citata nella nota pubblicata, si legge, in incipit – presumo motivo della vera ragione del malcontento di questa organizzazione sindacale – che la sottoscritta avrebbe «… eluso qualunque confronto ‘de visu’, anche e sopratutto di tipo informale, attenendosi rigidamente ai confronti istituzionali ed alla normativa che li regola (questo rimane, per lei, l’unico uso pedissequo delle normative)…»

Ebbene sì, credo nella legge, nello stato di diritto, nella necessità di un’azione amministrativa al di sopra di ogni sospetto, e al di fuori di relazioni “in camera caritatis”,  a garanzia della trasparenza per tutti.

Finisco con le parole estrapolate da un comunicato unitario di Cgil, Uil, Fials e Coordinamento Rsu, ricevuto in data 24 giugno u.s., all’esito di una delle tante esternazioni Nursind: «Ribadiamo, pertanto, che il percorso intrapreso dalla direzione rappresenta una netta e positiva discontinuità rispetto alle gestioni precedenti. L’attuale direzione si distingue infatti, per una maggiore apertura al confronto e per la volontà di coinvolgere in modo più concreto le lavoratrici ed i lavoratori, offrendo loro più ampi spazi di partecipazione e dialogo. Pur restando margini di ulteriore miglioramento, riteniamo che questa nuova impostazione costituisca un significativo passo avanti rispetto al passato». Comunque, al di là di ogni atteggiamento offensivo della mia onorabilità e dell’immagine mia ed aziendale, a tutela della quale mi riservo di rivolgermi alle autorità competenti, continuerò a lavorare, con i nostri professionisti, per dare un servizio sempre migliore ad una Città e alla sua gente, che in pochi mesi mi ha rubato il cuore».