Reggio, la Fondazione Mediterranea spegne 20 candeline
Il sodalizio reggino promette un futuro di rinnovato impegno nell’alveo dei suoi valori costitutivi, assunti e fatti propri dalla nuova generazione di aderenti
Venti anni fa, il 4 aprile del 2006 per atto del notaio Francesco Albanese, veniva costituita la Fondazione Mediterranea da parte dell’Associazione Mediterranea Rhegion, nata nel 2003 per atto del notaio Carlo Zagami, con la partecipazione del Comune di Reggio Calabria e dell’allora Provincia oltre che del Circolo di Società e del Consorzio per il Bergamotto
20 anni, che poi sono in effetti 23, non sono molti per una Fondazione il cui respiro va oltre l’orizzonte di vita dei suoi costituenti, ma sono comunque abbastanza per chi la guida e per chi partecipa alla sua vita. 23 anni di intensa attività “politica”, nel senso più alto e nobile del termine ovvero di ricerca del bene comune, con un costante impegno nella ricerca del maggiore interesse dei cittadini dell’Area dello Stretto.
In questa ricorrenza, che sarà caratterizzata dall’Assemblea sociale annuale che si terrà sabato 18 aprile alle 12 nei locali gentilmente offerti per l’occasione dal Circolo del Tennis, verranno attribuite tre menzioni particolari del Premio ai Saperi Contaminati intitolato alla figura di Bertrand Russell, la cui cerimonia ufficiale si tiene a novembre al dipartimento di Ingegneria dell’Università Mediterranea, partner del Premio.
Le menzioni particolari in questa loro prima edizione sono state attribuite a reggini che in ambiti diversi e lontani dai loro specifici professionali sono risusciti a costruire un percorso culturale di alto livello con cui hanno contribuito alla crescita della comunità.
Angelo Vazzana, medico chirurgo e biologo, già dirigente ospedaliero, attento e qualificato cultore di biologia marina con particolare riguardo a quella dello Stretto, ha prodotto studi e ricerche sulla flora e la fauna marina oltre che sul microclima e le correnti dello Stretto, non trascurando i suoi miti e la sua storia. È stato ideatore e promotore del “museo di biologia marina e paleontologia” di Reggio Calabria.
Giuseppe Nicolò, già funzionario della DIA, esperto micologo, è un qualificato musicofilo e librettista oltre che conduttore di trasmissioni televisive sulla storia della musica. Possiede una delle più grandi collezioni italiane di grammofoni antichi e dischi in gommalacca 78 giri.
Gennaro Cortese, già dirigente di Telecom SpA, nel corso della sua costante attività culturale che, partendo dalle scienze della comunicazione, spazia dalla sociologia alla filosofia dalla pedagogia al turismo, ha “collezionato” ben 8 lauree, stabilendo un indiscusso primato.
Nella relazione annuale della presidenza, il dr. Vincenzo Vitale, senza dilungarsi a elencare tutte le attività svolte nei citati 23 anni e pur senza troppo soffermarsi con ineludibile malinconia i primi tempi, fatti di entusiasmi e delusioni, di impegno civile e anche di piacevole socialità, evidenzierà il milieu culturale dei primi anni e come sulla sua falsariga e nel cui alveo tutto il successivo impegno si è dipanato e concretizzato.
«Tutte le tematiche affrontate, e le problematiche a esse connesse, sono state oggetto di riflessione ben prima che l’attenzione pubblica si focalizzasse su di esse: basti pensare all’integrazione del sistema portuale dell’Area dello Stretto (2003) o alla Città Metropolitana (2004) o al sistema dei trasporti sotto forma di metropolitana del mare (2007), ecc. – Così si legge in un passo della relazione del Presidente dr. Vitale – Ispirata da un mix di pragmatismo e idealismo, di signorilità e coerenza, di autonomia e fermezza, in un’ottica di azione politica nel senso più alto del termine, la Fondazione, pur ben integrata nello spirito del tempo (zeitgeist), non si è da questo mai fatta condizionare, assumendo a volte posizioni scomode di denuncia dell’inefficienza pubblica o dei suoi errori: basta ricordare la lotta per la salvezza di Piazza De Nava dalla sua talebana distruzione».
Nel festeggiare i suoi primi 20 anni, la Fondazione Mediterranea promette un futuro di rinnovato impegno nell’alveo dei suoi valori costitutivi, assunti e fatti propri dalla nuova generazione di aderenti, fatta dai giovani professionisti che nei prossimi anni subentreranno alla guida del sodalizio reggino.