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18/02/2026 ore 21.00
Società

Reggio, l’area archeologica di piazza Garibaldi in balìa di intemperie (estreme) e inciviltà – GALLERY

Approvati qualche giorno fa collaudo (sottoscritto alla fine di dicembre) e stato finale dei lavori conclusi già la scorsa estate. Da allora gli scavi sono visibili dalla strada ma non ancora accessibili dal pubblico. La mancanza di interventi di pulizia sta esponendo i tesori emersi a degrado

di Anna Foti

Un ombrello in un angolo dell’area archeologica è paradigmatico della condizione attuale degli scavi di piazza Garibaldi, nel centro storico di Reggio Calabria. Le intemperie estreme e l’inciviltà di chi, nonostante la presenza di un cestino, si ostini a buttare i rifiuti al di là delle ringhiera, lasciano segni. L’area è ancora chiusa al pubblico, nonostante i lavori siano finiti già la scorsa estate, con la conseguenza che la mancata gestione porta con sè anche la carenza di interventi di pulizia. 

Il settore Lavori Pubblici del comune di Reggio Calabria ha approvato nei giorni scorsi il collaudo tecnico/amministrativo e le risultanze dello stato finale e della relazione sul conto finale, provvedendo a disporre la relativa liquidazione in favore dell’impresa esecutrice dei lavori di Samoa restauri srl di messa in sicurezza scavi piazza Garibaldi 1° stralcio - valorizzazione e fruizione resti archeologici. L’ammontare dei lavori eseguiti e quello delle somministrazioni ammontano a circa 924mila euro. Si avvicina la conclusione di un iter, piuttosto lungo, che dopo oltre un anno non ha ancora consegnato l’opera, visibile dalla strada, al pubblico.

Reggio, ecco i dissuasori intorno all’area archeologica di piazza Garibaldi ma gli automobilisti non demordono…

Il 2025 si era chiuso con la posa dei dissuasori attorno all’area archeologica. Il parcheggio selvaggio che impediva l’affaccio ha indotto il Comune, in fase di collaudo, a ritenere necessario il loro posizionamento. Allo stato, tuttavia, essi garantiscono uno spazio libero in prossimità della ringhiera per l’avvicinamento delle persone ma per nulla dissuadono la cittadinanza a non parcheggiare dove non dovrebbe, ossia al di là dei dissuasori. Dunque la problematica non sembra di fatto superata e l’affaccio risulta al pubblico raggiungibile passando comunque tra le auto irregolarmente parcheggiate.

Area visibile da mesi ma non ancora accessibile

Prima la pausa per la programmazione delle opere di completamento, lo stallo e il subappalto, quindi la ripresa nel gennaio dello scorso anno e poi ancora la proroga per attendere le ringhiere, sostituite in corsa nell’estate 2025. Poi finalmente la conclusione dei lavori e la rimozione dei panelli. L’area è da allora e visibile ma ancora non accessibile. Altro lasso di tempo durato mesi prima della collocazione dei dissuasori e il collaudo. E adesso?

Reggio, gli scavi archeologici di Piazza Garibaldi ancora chiusi in attesa del collaudo fissato a fine mese

Ancora i pannelli illustrativi devono essere allestiti ma soprattutto occorre capire come sarà gestita l’area archeologica. La supervisione resta in capo alla Sovrintendenza mentre la manutenzione in capo all’Amministrazione comunale. Ma per la gestione si opterà per un accordo che disciplini le aperture e le modalità per rispondere a eventuali richieste di visite di gruppo oppure sarà pubblicato un bando per esternalizzare il tutto?

L’auspicio è che non occorra un altro anno per venire a capo di questo nuovo iter, perchè intanto gli scavi restano esposti all’inciviltà di chi butta i rifiuti, specie nelle aree verdi adiacenti alla ringhiera. Per il forte vento, dentro l’area vi sono anche oggetti arrivati dalla strada. Occorrerebbe un intervento di pulizia.

E infatti sugli stessi reperti, esposti anche alle intemperie, in queste ultime settimane abbastanza estreme, precipitate anche ingenti piogge. Il sistema di drenaggio ha assolto al suo compito ma c’è da dire che è un’impalcatura in legno a reggere la terra e a tracciare il percorso funzionale all’accesso del pubblico.

Se dunque questi eventi estremi dovessero essere in futuro troppo frequenti, sarà d’obbligo interrogarsi su come tutelare i reperti emersi.

Il pregio dei reperti e il prosieguo delle indagini archeologiche

Oltre due mila anni di storia racchiusi in questi scavi. Tra le evidenze archeologiche emerse nel corso della campagna scavi conclusa già nei mesi scorsi spicca un tempio di età Augustea, forse di prima età Giulio Claudia, dunque dei primissimi decenni del I secolo d.C., rinvenuto laddove un tempo sorgeva l’area sacra della città antica. Ma le indagini archeologiche proseguiranno.

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Un finanziamento straordinario è stato già accordato dal Mic alla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia ed è pari a 400 mila euro. L’avvio delle indagini è legato all’apertura al pubblico dell’area archeologica.