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11/03/2026 ore 11.28
Società

Reggio, oltre un milione di euro per infanzia e adolescenza: la Giunta comunale rimodula il piano degli interventi

Dai centri diurni di Arghillà e Pellaro al supporto per i bambini ospedalizzati: il Comune riorganizza le risorse per contrastare la povertà educativa e sostenere le fragilità

di Melania Neri

La Giunta comunale di Reggio Calabria ha approvato la rimodulazione del Piano annuale degli interventi per l’infanzia e l’adolescenza finanziato dal Fondo Nazionale Infanzia e Adolescenza (FNIA) relativo all’anno 2024. Il provvedimento prevede un investimento complessivo di 1.059.853 euro destinato a servizi sociali ed educativi rivolti a minori e famiglie del territorio.

La decisione è stata assunta all’unanimità dall’esecutivo comunale e dichiarata immediatamente esecutiva, con l’obiettivo di garantire continuità agli interventi già programmati e di rafforzare alcune azioni a sostegno delle fasce più giovani della popolazione. Le risorse provengono dal fondo nazionale previsto dalla Legge 285 del 1997, che individua quindici città italiane, tra cui Reggio Calabria, come destinatarie di finanziamenti dedicati alle politiche per i minori.

I fondi assegnati al Comune derivano da due decreti interministeriali emanati nel 2025 dal Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, di concerto con i ministeri del Lavoro, dell’Interno, dell’Economia e della Giustizia.

Nel dettaglio, al Comune sono stati destinati 1.026.375,91 euro come quota del Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, a cui si aggiungono 33.478,02 euro derivanti dall’incremento delle risorse disponibili per la stessa annualità. Il totale supera quindi il milione di euro e sarà impiegato per sostenere una serie di servizi educativi, sociali e di inclusione.

La rimodulazione del piano non modifica l’ammontare complessivo del finanziamento, ma ridefinisce la distribuzione delle risorse per rispondere in modo più efficace ai bisogni emergenti del territorio.

Tra le principali azioni finanziate figurano i centri diurni per minori nei quartieri di Pellaro e Arghillà, che riceveranno rispettivamente circa 185 mila euro e 122 mila euro per attività educative, di sostegno sociale e di accompagnamento alla crescita.

Una quota significativa delle risorse, oltre 310 mila euro, sarà destinata ai centri socio-educativi per minori con disabilità, mentre quasi 272 mila euro finanzieranno servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero, tra cui una ludoteca rivolta ai bambini tra i sei e i dieci anni.

Il piano prevede inoltre 30 mila euro per percorsi di inclusione sociale e lavorativa destinati a minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e 34 mila euro per attività ludico-ricreative dedicate ai bambini malati o ricoverati in ospedale.

Tra gli interventi più rilevanti introdotti con la rimodulazione figura l’istituzione di una comunità specialistica educativa per minori con disturbi del comportamento o situazioni di grave disagio sociale. Il servizio, finanziato con oltre 45 mila euro, sarà rivolto in particolare a ragazze tra i 12 e i 18 anni che necessitano di percorsi educativi intensivi e di un supporto specialistico continuo.

La struttura potrà accogliere giovani che non possono essere seguite adeguatamente nel contesto familiare e offrirà percorsi personalizzati orientati alla formazione, all’autonomia e all’inserimento nel mondo del lavoro, anche su indicazione dell’autorità giudiziaria minorile.

Tra le azioni previste rientra anche il potenziamento del servizio adozioni e affidamenti, con uno stanziamento di quasi 60 mila euro, finalizzato a rafforzare le attività di accompagnamento e supporto alle famiglie coinvolte nei percorsi di accoglienza dei minori.

Il piano tiene inoltre conto delle strategie nazionali di contrasto alla povertà educativa minorile. In questo contesto, il centro diurno previsto nel quartiere Modena sarà realizzato attraverso l’iniziativa “Organizziamo la speranza”, sostenuta dal fondo nazionale dedicato a questo ambito e promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La scelta ha consentito di destinare parte delle risorse FNIA ad altri interventi prioritari senza modificare il quadro finanziario complessivo.