Reggio scala la classifica di PornHub ed entra nella top ten per consumo di video hard su internet
La città supera diverse realtà metropolitane secondo una rilevazione sui comportamenti digitali. Il dato colloca la città dello Stretto tra le più attive del Paese nella specifica categoria
C’è un dato che, letto di sfuggita, potrebbe strappare un sorriso. Riletto con attenzione, invece, apre uno squarcio interessante sul rapporto tra territorio, cultura digitale e abitudini private. Nell’infografica diffusa in occasione del Transgender Day of Visibility, ricorrenza annuale che cade il 31 marzo dedicata alla sensibilizzazione contro le discriminazioni verso le persone transgender in tutto il mondo, Reggio Calabria compare nella Top 10 italiana - con un +11% rispetto alla media nazionale - delle visualizzazioni di contenuti porno transgender su una delle principali piattaforme globali per adulti.
Sia ben chiaro sin da subito: de gustibus non disputandum est. E soprattutto nel raccontare questa classifica non si vuole ne porre un giudizio e ne fare da arbitri stabilendo cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Ci limitiamo a tratteggiare i dati inserendoli dentro ad un contesto globale.
Non è un primato – dicevamo – quello reggino, e neppure una coda di classifica. Però è una posizione tutt’altro che neutra. Nono posto in Italia, davanti a città come Roma, Bologna e Milano. Già questo basterebbe a ribaltare qualche luogo comune. Perché se l’immaginario collettivo continua a raccontare il Sud come distante da certi temi, i numeri - freddi, silenziosi, spesso più sinceri di tante dichiarazioni o ostentazioni machiste pubbliche - restituiscono una fotografia diversa. Reggio non si limita a osservare, partecipa. E lo fa con una intensità superiore alla media nazionale.
Certo, è il regno della navigazione anonima, del “tanto non mi vede nessuno”, del clic fatto magari con una certa cautela. Ma proprio qui sta il punto: l’algoritmo non giudica, registra. E quel +11% diventa un indicatore, piccolo ma significativo, di un interesse che esiste, che si muove, che cresce sotto traccia.
C’è anche un altro elemento che merita attenzione. In testa alla classifica non ci sono le grandi metropoli, ma città di dimensioni più contenute. Segno che la fruizione digitale, soprattutto quando riguarda contenuti sensibili o identitari, segue logiche meno prevedibili di quanto si immagini. Reggio Calabria, in questo senso, si inserisce perfettamente in questo schema: una città che, lontano dai riflettori, si muove molto più in linea con i trend globali di quanto faccia vedere, senza complessi e senza bisogno di certificazioni esterne.
Certo il tono generale può strappare una battuta facile. Ma fermarsi alla superficie sarebbe riduttivo. Perché dentro quel +11% c’è anche una domanda sociale, una curiosità che supera stereotipi e rigidità. C’è, in fondo, una città che cambia - magari in silenzio, magari di notte, davanti a uno schermo - ma cambia davvero. E forse il punto è proprio questo: la realtà reggina corre più veloce dei racconti che continuiamo a farne.