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01/01/2026 ore 12.41
Società

Reggio si risveglia col consueto tuffo in mare di Capodanno: «Sia un 2026 da protagonisti»

A mezzogiorno la nuotata sul Lungomare Falcomatà dedicata a Mimì Fortugno, con la città che si ritrova e guarda al 2026

di Silvio Cacciatore

A mezzogiorno in punto, come da tradizione, Reggio Calabria ha salutato il nuovo anno con il 53° Tuffo in mare di Capodanno “Mimì Fortugno”, appuntamento identitario che da oltre mezzo secolo lega il primo giorno dell’anno alle acque dello Stretto. Sul Lungomare Falcomatà, tra curiosi, famiglie e partecipanti arrivati anche da fuori città, il mare è tornato a essere spazio di festa e di comunità, con tanti reggini che non hanno rinunciato alla nuotata augurale, favorita da condizioni meteo particolarmente miti.

Tra i presenti anche Giuseppe Falcomatà, già sindaco ed oggi consigliere regionale, che ha vissuto in prima persona l'evento tuffandosi fra le acque dello Stretto. «Devo dire che ogni anno pensiamo che si faccia soltanto un tuffo per rispettare la tradizione, ma quest’anno una lunga nuotata perché l’acqua era meravigliosa che ci ricorda la fortuna di essere nati in questo luogo. Ovviamente questo non basta, ma siccome siamo nel momento dei buoni auspici e dei buoni propositi, credo che giornate come questa ce le dobbiamo portare tutto l’anno. L’auspicio è di ricordarci chi siamo e di non perdere mai lo spirito di lottare in cui crediamo. Che sia un 2026 in cui non si molla di un millimetro, nel quale non si delega agli altri il nostro futuro, e nel quale ognuno possa sentirsi protagonista del posto in cui vive e non assistere da spettatore a quello che gli accade intorno».

Un messaggio che si intreccia con il senso profondo della manifestazione, dedicata alla memoria di Mimì Fortugno, e portata avanti da oltre cinquant’anni come momento di aggregazione sociale e identità cittadina. A sottolinearlo anche l’organizzatore Tonino Massara, che ha ricordato come «il tuffo di Capodanno inaugura l’anno che viene ed è un pensiero per il futuro», parlando di una tradizione che si rinnova «grazie alla memoria di Mimì Fortugno» e che rappresenta «un momento in cui la città si riunisce, fa festa».

Il Tuffo di Capodanno continua a segnare l’inizio dell’anno reggino con un gesto che resiste al tempo e alle mode. Una tradizione che richiama partecipazione, memoria e presenza reale, restituendo l’immagine di una città capace di aprire le porte al nuovo anno con fede e speranza, ma anche con un pizzico di allegria.