Sezioni
06/05/2026 ore 14.32
Società

Riapertura scuola Arghillà, Lav Romanò: «Potrebbe contribuire a rafforzare dinamiche di segregazione»

L’associazione di promozione sociale paventa un rischio e invoca una strategia più ampia e strutturale, capace di incidere sulle cause profonde del disagio

di Redazione

«In un’area già segnata da una forte concentrazione di disagio socio-economico, l’istituzione di un ulteriore plesso scolastico locale potrebbe paradossalmente contribuire a rafforzare dinamiche di segregazione, trasformandosi in una “scuola ghetto” piuttosto che in un reale strumento di inclusione» È quanto dichiara l’associazione di promozione sociale Lav Romanò con sede a Cosenza con riferimento al quartiere di Arghllà, auspicando un confronto più profondo e condiviso sulle cause strutturali del disagio.

«È opportuno ricordare che nel quartiere, nella zona sud, è già presente una scuola dell’infanzia con una composizione fortemente omogenea, elemento che dovrebbe indurre a riflettere sull’efficacia di un modello basato sulla concentrazione.

La vera priorità per Arghillà dovrebbe essere invece una strategia più ampia e strutturale, capace di incidere sulle cause profonde del disagio. In primo luogo, appare fondamentale promuovere politiche di dislocazione abitativa, finalizzate a ridurre la pressione della povertà e a contrastare l’effetto di concentrazione sociale che da anni caratterizza il quartiere. Parallelamente, è necessario incentivare la presenza di uffici, servizi e funzioni pubbliche diversificate, così da rendere Arghillà un luogo vissuto e frequentato dall’intera città, e non un’area isolata e marginalizzata.

In questo quadro, non si può non rilevare come anche una parte del terzo settore rischi, talvolta, di perdere occasioni importanti per promuovere un cambiamento realmente duraturo ed efficace, privilegiando approcci che appaiono orientati più alla continuità dei finanziamenti che alla costruzione di soluzioni strutturali e trasformative. Una riflessione condivisa e più autocritica su questo aspetto sarebbe auspicabile.

Non meno rilevante è la questione dell’efficacia degli investimenti già realizzati. A fronte di milioni di finanziamenti, non si registra, ad oggi, un cambiamento sostanziale nelle condizioni di vita della popolazione residente. Questo dato impone una riflessione seria sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulla capacità degli interventi di produrre effetti duraturi.

Emblematico, in tal senso, è il caso del campetto sportivo inaugurato appena tre anni fa e già bisognoso di nuovi interventi migliorativi realizzati in questi mesi con fondi della Chiesa Valdese, che sicuramente rendono felici molte bambine e bambini ma che solleva anche interrogativi sulla qualità della realizzazione iniziale e sulla gestione delle opere finanziate con fondi pubblici.

Senza negare l’importanza dell’educazione e della presenza di servizi di prossimità che andrebbero potenziate in ogni quartiere della città, è necessario evitare soluzioni semplicistiche e puntare invece su politiche integrate, capaci di generare inclusione reale, mobilità sociale e apertura del quartiere verso l’esterno. Solo attraverso un approccio complessivo e lungimirante sarà possibile avviare un autentico percorso di rigenerazione urbana e sociale per Arghillà», conclude l’associazione di promozione Lav Romanò con sede a Cosenza.