Riti pasquali nel reggino: un intreccio di cultura, storia e fede popolare
La Settimana Santa in Calabria si configura come un’esperienza profondamente radicata nel cuore della regione, un patrimonio secolare dove la cultura, la storia e la fede popolare si intrecciano per dar vita a manifestazioni di intensa spiritualità e denso simbolismo. In questi giorni, la quotidianità cede il passo al sacro, in un susseguirsi di riti e usanze che narrano l’anima più autentica delle comunità calabresi.
Ogni paese, ogni borgo, ogni angolo di questa terra interpreta e celebra la Passione di Cristo attraverso rituali unici. Dalla Domenica delle Palme, che rievoca l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme tra una folla festante che agita rami di palma, fino alla gioiosa esplosione della Resurrezione, il territorio reggino, come l’intera Calabria, si costella quindi di riti e usanze pasquali che affondano le loro radici in tradizioni millenarie, mescolandosi con la fede, la cultura popolare e persino antiche usanze pagane, condensando così le molteplici anime custodite da questa terra.
Un viaggio tra riti e tradizioni nel reggino
Nel cuore della Locride, a Caulonia, l’ingresso di Gesù a Gerusalemme rivive con suggestiva intensità attraverso “La bussata”. I fedeli, in processione dall’Arciconfraternita del Santissimo Rosario, raggiungono il sagrato della Chiesa Matrice e lì bussano ritualmente alla porta, il tutto scandito da antichi canti sacri.
Il Giovedì Santo vede le chiese del territorio metropolitano reggino, specialmente sul versante pianigiano, trasformarsi in mete di devozione con l’allestimento dei sepolcri, luoghi di preghiera e meditazione. Il Venerdì Santo è poi caratterizzato da solenni processioni che attraversano i centri di Cittanova, Cinquefrondi, Laureana di Borrello, Rosarno, Rizziconi, Oppido Mamertina, Melicucco, Polistena, Palmi, Seminara, Gioia Tauro, Taurianova e molti altri, testimoniando una fede viva e partecipata.
Il Sabato Santo a Caulonia è animato dall’antico rito del Caracolo. Vestiti di saio bianco e incappucciati con corone di spine, i rappresentanti delle due arciconfraternite, del Rosario e dell’Immacolata, si ritrovano nel cuore del paese prima dell’inizio di una processione di otto statue che ripercorrono i momenti salienti della Passione di Cristo, culminando con l’ingresso nella Chiesa Matrice e il successivo ritorno in piazza.
Un momento particolarmente toccante e diffuso è la Svelata, celebrata in molti comuni come Mammola e, sul versante ionico, a Gioiosa Ionica, Siderno e nuovamente Caulonia. La statua della Madonna, velata di nero in segno di lutto, e quella di Gesù Cristo risorto vengono rapidamente avvicinate l’una all’altra. Nell’istante dell’incontro, il velo cade, sciogliendo il dolore di Maria nel segno radioso della Resurrezione.
Sull’altro versante del territorio metropolitano di Reggio Calabria, questo rito assume il nome celebre di Affruntata (o anche Cunfrunta e Ncrinata), rappresentando l’incontro commovente tra Maria e il Figlio risorto. Tradizionalmente, San Giovanni Apostolo è il mediatore di questo incontro, l’annunciatore della vittoria di Cristo sulla morte. Questo rito, la cui celebrazione ha variato nel tempo tra la domenica di Pasqua, il lunedì dell’Angelo e il martedì successivo, si rinnova ogni anno nel giorno di Pasqua in numerosi comuni del reggino.
Rizziconi custodisce da oltre due secoli la sentita tradizione dell’Affruntata, un commovente incontro tra la statua del Cristo risorto e quella di Maria, preceduto dal viaggio dell’apostolo Giovanni alla ricerca del “Risorto”. I preparativi iniziano già nella mattinata del giovedì santo, con la rimozione delle statue dalle loro nicchie per essere preparate all’evento. Il venerdì santo è dedicato all’ornamento della statua di Maria, un rituale rigoroso riservato alle donne. Il sabato si preparano le statue di San Giovanni e del Cristo Risorto. La mattina di Pasqua, dopo la messa, le statue iniziano il loro avvicinamento da punti diversi del paese, guidate dagli ordini del priore del SS. Rosario. Dopo una breve corsa, i santi si incontrano e la Madonna viene svelata dal manto nero del lutto, rivelando una veste turchese ricamata di stelle. In quel momento, le statue si inchinano reciprocamente per tre volte, quasi a sfiorarsi.
Anche quest’anno, grande è l’attesa a Bagnara Calabra per l’organizzazione dell’Affruntata, una rappresentazione sacra per eccellenza che risale al XVII secolo, all’epoca della fondazione delle Confraternite del Rosario nel Meridione d’Italia. Questo rito evocativo, amplificatore di spiritualità, richiama nella cittadina della Costa Viola, nel giorno di Pasqua, un gran numero di visitatori provenienti da tutta la Calabria e da fuori regione. Pur mantenendo intatto il suo nucleo centrale, l’Affruntata di Bagnara ha subito graduali modifiche a partire dal 1978 per rispondere in modo più adeguato alla sensibilità contemporanea e alle esigenze di una maggiore aderenza evangelica, conservando però il suo carattere di evento spettacolare unico nel suo genere.