Rosarno a lezione di Costituzione, le istituzioni entrano in aula
Il percorso è iniziato a novembre e ha portato i ragazzi del “Piria” ad approfondire la nascita della Repubblica
Un cortometraggio animato per raccontare ottant’anni di storia repubblicana. È il progetto realizzato dagli studenti della 3aB del Liceo Scientifico “Raffaele Piria”, che hanno partecipato al concorso nazionale “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola – Lezioni di Costituzione”. Il lavoro, dal titolo “Ottant’anni di storia... Noi, figli di quelle voci”, ripercorre il periodo che va dal referendum del 1946 fino al 2026, con un linguaggio pensato per coinvolgere le nuove generazioni. Il percorso è iniziato a novembre e ha portato la classe ad approfondire la nascita della Repubblica, il ruolo dell’Assemblea Costituente e i principi fondamentali della Carta. A guidare gli studenti è stata la docente referente Antonia Tamiro, autrice del testo narrativo che accompagna il video.
Un momento significativo del progetto è stato l’incontro istituzionale organizzato nell’auditorium del Liceo e introdotto dalla dirigente scolastica Maria Rosaria Russo. A seguire, i saluti del dott. Pasquale Cutrì, Sindaco di Rosarno. All’iniziativa hanno preso parte il dr. Santo Melidona, Procuratore aggiunto della Procura di Palmi, la dr.ssa Giorgia Nda, Sostituto Procuratore di Palmi, la dr.ssa Ottavia Martina, Giudice del Tribunale penale di Palmi e il Capitano Nicola De Maio, Comandante della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro. Il cortometraggio, della durata di quattro minuti, propone una sintesi delle principali tappe della storia repubblicana, sottolineando come la Costituzione continui a rappresentare un riferimento vivo nella formazione dei cittadini. Un messaggio che gli studenti hanno voluto rivolgere ai loro coetanei, ribadendo l’importanza della partecipazione e della consapevolezza civica. Il progetto conferma il ruolo del Liceo “Piria” come realtà attiva nel territorio, capace di coniugare studio, creatività e impegno civile.
In un contesto che conosce bene il valore della presenza dello Stato e l’importanza dei presìdi educativi, la scuola diventa spesso il luogo in cui si costruiscono le speranze più solide. È in questo scenario, fatto di sfide ma anche di energie giovani e desiderio di futuro, che nell’auditorium del Liceo Scientifico “Raffaele Piria” si è svolta una vera lezione di Costituzione. Una lezione diversa dalle altre, perché affidata a chi la Costituzione la vive ogni giorno, la interpreta, la difende.
L’incontro rientrava nel progetto “Noi, figli di quelle voci”, dedicato agli 80 anni della Repubblica. In platea non c’erano solo gli studenti della 3aB, ma anche diverse classi dell’istituto, riunite per ascoltare una testimonianza diretta del lavoro delle istituzioni. La dirigente scolastica Maria Rosaria Russo, aprendo la discussione, ha sottolineato l’importanza di portare nella scuola testimonianze autentiche, capaci di mostrare ai ragazzi che la Costituzione non è solo storia, ma un patrimonio vivo che riguarda tutti. Il Procuratore Melidona ha ricostruito le radici storiche della Costituzione italiana, sottolineandone il saldo ancoraggio all’esperienza antifascista. La Carta, ha evidenziato, nasce dalle macerie morali e materiali della dittatura e della guerra, come scelta consapevole di libertà e democrazia. Melidona ha richiamato i principi fondamentali che ne costituiscono l’ossatura: la democrazia repubblicana fondata sul lavoro, quale strumento di dignità e partecipazione; il principio di solidarietà, inteso come dovere inderogabile di coesione sociale; e il principio di uguaglianza, cardine di uno Stato che riconosce e tutela i diritti inviolabili della persona. Un intervento che ha invitato i giovani a considerare la Costituzione non come un testo distante, ma come un patto vivo, frutto di sacrifici e di una precisa scelta di civiltà.
Rivolgendosi direttamente agli studenti, ha spiegato come la Costituzione non si limiti a proclamare diritti, ma impegni la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. In questo percorso, lo studio rappresenta uno strumento decisivo di emancipazione e crescita personale. Attraverso la conoscenza, ha sottolineato, ciascun individuo può sviluppare consapevolezza, senso critico e capacità di partecipazione attiva alla vita democratica. L’istruzione diventa così non solo un diritto, ma anche una responsabilità, un mezzo concreto per realizzare pienamente sé stessi e contribuire al progresso della collettività.
La dr.ssa Martina ha affrontato il tema - centrale e di fondamentale importanza in considerazione delle prospettive di riforma - dei principi di autonomia e indipendenza della magistratura e del principio di separazione tra i poteri dello Stato, ponendo in evidenza l’importanza, per il cittadino, che i magistrati siano indipendenti da qualsiasi tipo di condizionamento (ideologico, politico e mediatico). Si è poi riflettuto sulla complessità del processo di interpretazione delle norme e dell’applicazione delle stesse ai casi concreti, invitandosi i ragazzi a non cedere alle semplificazioni mediatiche. Il Capitano De Maio ha definito la Costituzione una chiamata all’impegno civile. Partendo dall’articolo 1, la Repubblica è stata descritta come una casa comune "fondata sui sogni" e sulla dignità del contributo individuale. Il Capitano ha ricordato la lungimiranza dei Padri Costituenti che, come Ulisse legato all'albero della nave, hanno scelto di vincolarsi a regole certe per proteggere il popolo dalle "sirene" del potere assoluto.
L’articolo 2 afferma il principio della la solidarietà come motore dell'evoluzione umana: un valore che conferisce dignità ad ogni persona e che indica le modalità per modificare la realtà anche attraverso piccole azioni quotidiane. Richiamando l’articolo 3, l'Ufficiale ha ribadito che il rispetto per le donne e l'inclusione sono azioni quotidiane che misurano la civiltà di una nazione. Infine, il riferimento all’articolo 4 è stato un invito a nutrire l’anima con modelli elevati, preferendo il "maestro" al successo facile.
Il messaggio finale ha ripreso il monito del Presidente Mattarella: "La speranza non è un'attesa inoperosa, la speranza siete voi". Un invito ai giovani a non rassegnarsi, a essere esigenti e a sentire la responsabilità di percorrere con coraggio la strada tracciata dai padri costituenti. Figure che, con ruoli diversi, condividono la stessa missione: proteggere i diritti, garantire la giustizia, presidiare il territorio. Il loro messaggio è arrivato chiaro, diretto, senza retorica: la scuola è il primo luogo in cui si costruisce la legalità. Non un concetto astratto, ma un insieme di scelte quotidiane, di responsabilità, di consapevolezza.
Gli studenti hanno ascoltato, chiesto, riflettuto. Per molti, è stata la prima occasione per confrontarsi direttamente con chi rappresenta le istituzioni. Una distanza che si è accorciata, trasformandosi in dialogo, in curiosità, in domande che raccontano la voglia di capire e di partecipare. Vi sono stati, quindi, gli interventi spontanei e interessati di numerosi studenti, i quali hanno offerto al dibattito domande e spunti di approfondimento sui quali si sono confrontati con i relatori. Studenti e ospiti, con parole semplici ma ricche di profondità, hanno confermato quanto la scuola sia un alleato indispensabile per costruire cittadini consapevoli. In un territorio che spesso chiede più Stato, più ascolto, più opportunità, questa lezione di Costituzione ha avuto il sapore di un impegno reciproco: istituzioni che si avvicinano ai giovani, e giovani che scoprono di avere un ruolo nella società democratica. Una mattinata che ha ricordato a tutti che la legalità non si insegna soltanto: si testimonia.