Saline Joniche, il waterfront incompiuto: tra criticità irrisolte e occasioni mancate
Il progetto annunciato come intervento di riqualificazione del lungomare continua a far discutere. Dalla viabilità alla gestione degli spazi pubblici, passando per il piano spiagge e la toponomastica, restano aperte numerose questioni.
A pochi giorni dall'inizio della stagione estiva, torna al centro del dibattito locale il progetto di riqualificazione del cosiddetto waterfront di Saline Ioniche, presentato negli anni scorsi dall'amministrazione comunale guidata dall'ex sindaca Maria Foti come uno degli interventi strategici per il rilancio della frazione costiera di Montebello Ionico.
A distanza di oltre un anno dalla conclusione dei lavori, avvenuta nel dicembre 2024, residenti e osservatori del territorio continuano a evidenziare una serie di criticità che, secondo loro, avrebbero limitato l'efficacia dell'intervento, lasciando irrisolti molti dei problemi storici dell'area.
Al centro delle contestazioni vi è la scelta di destinare parte delle risorse inizialmente previste per la mitigazione del rischio idraulico del lungomare Piromallo alla sistemazione del viale dei Gelsomini. Una decisione formalizzata attraverso gli atti amministrativi adottati nel 2020 e che, secondo i critici dell'operazione, avrebbe modificato l'impianto originario del progetto senza produrre risultati significativi sul fronte della sicurezza.
Le mareggiate che hanno interessato la zona negli ultimi mesi, infatti, hanno riproposto i consueti problemi di allagamento lungo il lungomare, alimentando il dibattito sull'effettiva portata delle opere realizzate.
Tra le questioni segnalate vi è quella del viale dei Gelsomini, che continua a rappresentare uno dei principali nodi della viabilità estiva. La strada resta priva di uno sbocco alternativo e il traffico nei mesi di maggiore affluenza genera frequentemente situazioni di congestione e parcheggi irregolari.
Secondo diversi residenti, durante l'esecuzione dei lavori non sarebbe stata colta l'occasione per realizzare interventi strutturali in grado di migliorare la circolazione, come il collegamento viario ipotizzato in passato nella parte terminale del viale.
Restano inoltre aperte le questioni legate alla manutenzione del verde e alla presenza di cavi elettrici e telefonici aerei che continuano a caratterizzare l'area, mentre permangono interrogativi sulla regolarizzazione catastale di alcune strade urbanizzate da anni.
Particolare attenzione viene rivolta anche a via delle Rose, individuata come principale collegamento tra il centro abitato e il mare.
Qui i marciapiedi realizzati nell'ambito del progetto risultano, secondo diverse segnalazioni, difficilmente fruibili a causa della presenza di alberature che ne ostacolano il passaggio. Una situazione che ha alimentato perplessità sulla progettazione e sull'esecuzione dell'intervento.
L'area che conduce alla spiaggia continua inoltre a presentare problemi di decoro urbano, con la presenza di rifiuti e spazi non adeguatamente valorizzati. Criticità che, secondo i residenti, finiscono per incidere negativamente anche sull'immagine turistica della località.
Un altro elemento che continua ad alimentare il confronto riguarda l'utilizzo delle economie derivanti dal ribasso d'asta. Secondo quanto viene evidenziato da alcuni cittadini, a distanza di tempo dalla conclusione dei lavori non sarebbero stati programmati ulteriori interventi migliorativi nelle aree interessate dal progetto.
Tra i problemi più concreti segnalati emerge anche quello della toponomastica. Nonostante l'approvazione degli odonimi risalga a oltre un decennio fa, l'iter di inserimento nei registri nazionali non risulterebbe ancora completato. Una situazione che continua a creare difficoltà nella consegna della corrispondenza, nei servizi logistici e nell'utilizzo dei sistemi di navigazione satellitare, con conseguenze che interessano residenti, attività commerciali e strutture ricettive.
Sul fronte della programmazione turistica resta aperta anche la questione del Piano comunale delle spiagge. Nei mesi scorsi l'amministrazione ha avviato le procedure per il rilascio delle concessioni demaniali mantenendo la zonizzazione già utilizzata nel 2025, in attesa dell'approvazione definitiva dello strumento di pianificazione. Un passaggio che, secondo alcuni osservatori, rischia di limitare la possibilità di programmare investimenti di lungo periodo e di offrire maggiori certezze agli operatori del settore.
Nelle intenzioni iniziali il waterfront avrebbe dovuto rappresentare il simbolo della rinascita di Saline Ioniche e un tassello importante della valorizzazione del litorale. Oggi, a stagione estiva ormai iniziata, il dibattito resta aperto tra chi difende le opere realizzate e chi ritiene che l'intervento abbia lasciato incompiute molte delle questioni più rilevanti per il futuro della frazione.
Un confronto che inevitabilmente accompagnerà anche la prossima amministrazione comunale, chiamata a misurarsi con le aspettative di un territorio che continua a chiedere infrastrutture, servizi e una visione complessiva di sviluppo.