San Carlo Acutis, mamma Antonia nel Duomo di Reggio: «Accettare la sofferenza è salvezza per altri. La morte è il passaggio per la Vita vera»
VIDEO | Gremita di persone la basilica cattedrale per ascoltare la testimonianza di Antonia Salzano che ha raccontato di un figlio devoto alla Madonna e all'Eucarestia, la cui malattia fulminante, vissuta con Fede e seguita dalla morte a soli 15 anni e da segni e miracoli in tutto il mondo, ha rappresentato il sigillo della sua Santità
«Santità è amare Dio e il Prossimo come noi stessi, fare bene, amare sempre più e soprattutto cercare sempre di aiutare anche gli altri a trovare Dio ».
Antonia Salzano testimonia così la Santità, che ha visto palpitare nel figlio Carlo Acutis, che un maschio ha portato in cielo nel 2006 quando aveva soltanto 15 anni . Andato via dopo aver vissuto nell'amore per Cristo, ha lasciato dietro di sé segni e miracoli che lo scorso anno lo hanno reso Santo per la chiesa Cattolica.
L' adolescente , che si è incarnato con la sua vita vissuta nel Vangelo, seppure breve, una straordinaria normalità abitata dalla Grazia, modello di santità nel quotidiano per le nuove generazioni , è stato canonizzato nel settembre scorso da papa Leone XIV.
Mamma Antonia ha parlato davanti alla folta platea che ha affollato il Duomo di Reggio Calabria in occasione dell'incontro "Un Figlio Santo. La Santità come Vocazione Universale", promosso congiuntamente dall' arcidiocesi di Reggio Calabria–Bova, dal seminario arcivescovile Pio XI e dall'istituto superiore di Scienze Religiose monsignor Vincenzo Zoccali , rappresentati rispettivamente dal rettore Simone Gatto e dalla professoressa Ada Modafferi . Ha parlato di Carlo che aveva messo al mondo per poi donarlo al mondo. Un adolescente devoto alla Madonna e all'Eucarestia, «il primo pane disceso dal cielo per nutrirci e autostrada per Cielo» , e appassionato di informatica che ha testimoniato con la sua vita come la sofferenza, se accettata, possa diventare preghiera e salvezza per altri.
Una consapevolezza che ha sorretto e sorregge anche mamma Antonia che ritiene la morte del figlio quindicenne una delle «decisioni supreme di Dio. Noi accettiamo la volontà di Dio perché tutto concorre al bene per coloro che amano Dio».
Una fervida testimone di una Fede incrollabile che dell'esperienza accanto al figlio si nutre ancora oggi, come se il tempo vissuto con lui, per quanto breve, arrivando fino all'oggi e oltre grazie al respiro eterno della Fede.
«Carlo sapeva che il tempo andava glorificato e non sciupato. Quotidianamente la Messa e il Rosario e ogni sera l'esame di coscienza per lui che si sentiva un peccatore prima di tutto, assetato di preghiera e opere di bene . Era ben consapevole del tempo che passa, di ogni attimo da massimizzare nel Bene, di ogni giorno da vivere come se fosse l'ultimo. Lui diceva che la vita sfugge rispetto all'Eternità e che la morte non avrebbe dovuto essere temuta in quanto passaggio per la vera vita . Chi teme la morte, diceva, non ha fiducia in Dio e invece la fede dona una vita piena di amore per Dio e per il Prossimo che è poi il patrimonio della Vita eterna.
Ogni minuto che passa, diceva Carlo, è un minuto in meno che abbiamo per santificarci e, come ci dice Gesù, per mettere Dio al di sopra di tutto e amarlo sopra ogni cosa. Questa – ha sottolineato mamma Antonia – è la cosa più importante. Invito i giovani a vivere la vita, a massimizzarla per il bene, a fare tutto per amore, come faceva Carlo, ma soprattutto di cercare Dio. Chi trova Dio, diceva Carlo, troverà il senso della sua vita. E lui lo aveva trovato e il modo in cui ha affrontato la malattia e la morte lo hanno dimostrato pienamente.
Un giorno non improvvisamente era riuscito più ad alzarsi dal letto. Una forma di leucemia fulminante, nel 2006 una sentenza di morte e oggi curabile, lo ha portato via dopo pochi giorni . Dolori atroci e sofferenze indicibili e ma lui sempre con il sorriso mai un lamento. I medici erano strabiliati . Per lui la sofferenza, non solo quella fisica, era dono per salvare altre anime, un viatico per fare del Bene . Quella sua morte è stato il sigillo della sua Santità.
Al suo funerale, in tanti vennero anche a pregare ea chiedere una Grazia. Lo conoscevano – ha raccontato ancora mamma Antonia – nella sua semplicità e nel suo candore, per la sua profondità autentica, per la sua Fede pura. Un ragazzo speciale che ha dispensato da allora segni e miracoli in tutto il mondo . Ogni giorno riceviamo attestazioni da ogni colomba. Che lui sarebbe diventato Beato e Santo, me lo disse in sogno e sapevo che sarebbe accaduto. Un miracolo lo fece anche per me, la sua mamma. Dopo la sua morte, a 39 anni desideravo essere ancora mamma ma non restavo incinta. Poi la sua promessa e dopo un mese la gravidanza di due gemelli ».
E in Calabria un pensiero anche a chi in questa terra ha vissuto con Fede, servendo il Prossimo.
« San Francesco da Paola e anche Natuzza, esempio di bontà e di pazienza che ha aiutato tante anime con amore , in questa bella regione sono grandi figure, stelle luminose che il Signore ci manda per aiutarci a pure noi fare lo stesso », ha ricordato Antonia Salzano.
«Una preziosa testimonianza che ci invita a guardare alla Santità non come una realtà straniera, fuori o distante da noi, ma come Presenza dentro di noi. Essa si addice a ciascuno di noi. Ci abita, perché tutti siamo chiamati a essere come Gesù tramite il quale, nel mistero dell'Eucarestia, ci appare Dio che ci nutre . Carlo è testimonianza viva della praticabilità del Vangelo , che è a misura del nostro cuore. Vangelo che ci abita e che ci rende, nel nostro piccolo, semi in grado di crescere », ha sottolineato l'arcivescovo di Reggio Calabria - Bova, monsignor Fortunato Morrone, nel suo intervento introduttivo.
L'incontro apertosi con un momento di preghiera guidato dal vicario generale dell'arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova, don Pasqualino Catanese , si è concluso con uno scambio di doni. Tra questi anche quello del maestro Antonino Ripepi, direttore del Chorus Christi che ha fatto omaggio a mamma Antonia del video dell'oratorio ispirato alla vita del giovane santo , con performance teatrale curata dal collettivo CineForma e dal collettivo SoleLuna, andato in scena al Teatro Cilea di Reggio Calabria in occasione della recente IV edizione dell'evento di beneficenza Christus Vincit - Un concerto per la vita.
Un momento di spiritualità e Fede in nome di Carlo Acutis molto partecipazione a Reggio Calabria, dove già a febbraio la parrocchia di Sant'Agostino aveva accolto le reliquie del giovane Santo . L'incontro ha preceduto l'inaugurazione, presso il seminario Pio XI, della mostra dei Miracoli eucaristici, ideata e realizzata da autodidatta da Carlo Acutis, catalogando casi da diversi Paesi attraverso le sue competenze informatiche. Un'ampia rassegna fotografica, con descrizioni storiche, in cui i pannelli diventano finestre sui luoghi in cui sono avvenuti alcuni dei principali Miracoli Eucaristici (circa 136), verificatisi nel corso dei secoli in diversi Paesi del mondo e riconosciuti dalla Chiesa.