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26/06/2026 ore 13.43
Società

San Cristoforo senza una sede per settembre, l'allarme dell'Istituto Catanoso: «Gli studenti ostaggio della burocrazia»

La comunità scolastica denuncia l'assenza di una soluzione per il trasferimento della primaria interessata dai lavori di demolizione e ricostruzione. Sul tavolo resta l'ipotesi dei locali della parrocchia, ma manca l'intesa con il Comune

di Redazione

Dopo il caso della scuola primaria di Condera, un'altra emergenza rischia di compromettere il regolare avvio del prossimo anno scolastico per l'Istituto comprensivo "Catanoso - De Gasperi - S. Sperato - Cardeto". Stavolta al centro della vicenda c'è il plesso di San Cristoforo, destinato alla demolizione e ricostruzione, ma ancora privo di una sede alternativa dove ospitare gli alunni a partire da settembre.

La denuncia arriva dalla comunità scolastica dell'istituto, che parla di «un'Odissea senza fine» sul fronte dell'edilizia scolastica e punta il dito contro i ritardi burocratici che rischiano di lasciare famiglie e studenti senza certezze a poche settimane dall'inizio delle lezioni.

Secondo quanto evidenziato nel documento, entro il 29 giugno dovranno essere sgomberati arredi e materiali presenti all'interno della scuola di San Cristoforo per consentire l'avvio dell'intervento di demolizione e ricostruzione. Tuttavia, ad oggi, non sarebbe stata ancora individuata una sede idonea a garantire la continuità didattica nell'anno scolastico 2026-2027.

Una situazione che si aggiunge ai disagi già vissuti dagli alunni della primaria di Condera, trasferiti dal settembre 2024 nel plesso di S. Sperato a causa dei lavori di ristrutturazione mai avviati, e a quelli della scuola primaria di Cannavò, chiusa ormai da quattro anni con il conseguente trasferimento di studenti e insegnanti nella sede della scuola secondaria di primo grado.

L'istituto guidato dal dirigente scolastico Marco Geria, sottolinea la nota, si trova ormai in una condizione di forte saturazione degli spazi, senza ulteriori possibilità di redistribuire gli alunni nei plessi già esistenti.

Tra le ipotesi emerse nei mesi scorsi vi è quella dell'utilizzo dei locali della Parrocchia di San Cristoforo, messi a disposizione dalla Curia e dal parroco don Davide Imeneo. Una soluzione ritenuta praticabile anche in seguito ai sopralluoghi effettuati insieme ai Settori Grandi Opere e Manutenzione del Comune di Reggio Calabria.

La struttura parrocchiale, infatti, si trova accanto all'edificio scolastico interessato dai lavori e, secondo la comunità scolastica, dispone di caratteristiche dimensionali e impiantistiche compatibili con l'accoglienza degli studenti, rappresentando l'unica alternativa concreta per evitare ulteriori trasferimenti in altri quartieri.

Tuttavia, il trasferimento non può ancora essere avviato. Per rendere operativa la soluzione è infatti necessario che il Comune formalizzi l'accordo con la Curia e provveda ai lavori di adeguamento dei locali, tra cui la realizzazione di tramezzature, la tinteggiatura degli ambienti, l'adeguamento dell'impianto elettrico, l'installazione di pompe di calore e condizionatori e la sistemazione del cancello esterno.

«Accogliamo con favore la costruzione di un nuovo edificio scolastico, sicuro e moderno – evidenzia la comunità scolastica – ma il futuro non può essere costruito sui disagi del presente. Gli alunni non devono e non possono subire anni di precarietà e continui trasferimenti forzati».

Per questo motivo viene rivolto un appello all'amministrazione comunale affinché acceleri le procedure necessarie a rendere disponibili i locali della parrocchia prima dell'inizio del nuovo anno scolastico.

«Questa importante opportunità di rinnovamento – conclude la nota – non deve essere vanificata da ritardi gestionali. Il diritto all'istruzione deve prevalere sul silenzio delle istituzioni e sulle lungaggini della burocrazia».