San Paolo a Reggio, la memoria del primo annuncio del Vangelo offuscata dal degrado del complesso monumentale di Pentimele
Non ancora completata e più volte vandalizzata l'opera che rievoca lo storico passaggio dell'Apostolo sulla sponda dello Stretto dove nel 61 d.C. fondò la prima comunità cristiana della Calabria. Oggi nel 67 d.C. il suo martirio, con Pietro, ai tempi della persecuzione di Nerone
La raffigurazione bronzea dell'apostolo Paolo e la stele, ideate dallo scultore Michele di Raco, posizionate su un imponente basamento in marmo, su uno degli affacci più suggestivi a picco sullo Stretto, versano in stato di totale abbandono. L'opera monumentale sita a Pentimele, area collinare di Reggio Calabria, non è stata ancora completata e si mostra già deteriorata e vandalizzata.
Tutto in stallo, nonostante nel 2024 l'amministrazione comunale di Reggio Calabria avesse comunicato l'ultimazione dei muri di contenimento della sede stradale di accesso ai fortini con pietrame a secco e nonostante la convenzione sottoscritta lo scorso novembre tra Comune e associazione "Colonna San Paolo" che impegna quest’ultima a cura, manutenzione, gestione e valorizzazione religiosa e culturale dell'intero complesso per una durata di dieci anni, sempre tacitamente rinnovabile, assicurandone la tutela e la fruibilità da parte della collettività, e che impegna il Comune all'allaccio alla rete elettrica e dell'installazione del contatore di energia per le aree pertinenziali.
La prima pietra nel 1961 sul punto più alto
La storia di questo complesso in memoria di San Paolo, patrono dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, la cui solennità si festeggia oggi unitamente all'altro martire Pietro (entrambi martirizzati nel 67 d.C. ai tempi della persecuzione di Nerone), parte dal 1961. Ricorreva il XIX anniversario del centenario dello sbarco di San Paolo a Reggio avvenuto il 21 maggio del 61 d.C.. Su iniziativa dell'allora arcivescovo, monsignore Giovanni Ferro, il Cardinale Bea posa la prima pietra sul punto più alto della collina di Pentimele, punto dal quale la fiamma avrebbe dovuto brillare come un faro luminoso sulla Città e sullo Stretto.
Quel sogno, nonostante promesse e annunci, non è stato ancora realizzato. «Purtroppo, con grande rammarico, dobbiamo prendere atto non solo dello stallo dei lavori, che avrebbero già dovuto essere completati, ma anche dello stato di totale abbandono in cui versa il complesso. Circondato da vegetazione incolta e costantemente vandalizzato, l'opera è in preda al degrado senza che noi si possa intervenire, nonostante la convenzione sottoscritta lo scorso novembre. Fin quando sarà aria di cantiere non potremo fare nulla.
Nonostante io stesso abbia cercato di informarmi presso il Comune non ho avuto informazioni sulle motivazioni di questo stop e sui tempi di ripresa. L'opera è quasi completa, al netto della colonna che nel tempo provvederemo noi a implementare con i sei rocchi (su 10) che mancano. Intanto appena l’opera ci sarà consegnata provvederemo a illuminarla con una colonna di luce alta 20 metri. Non capiamo cosa sia accaduto e ci appelliamo alla nuova Amministrazione affinché sblocchi la situazione e consegni l'opera alla comunità», spiega Alfredo Focà, presidente dell'associazione Colonna San Paolo, sodalizio di estrazione rotariana come l'avvio della costruzione «a cura del Rotary di Reggio Calabria su impulso del Senatore Giuseppe Reale oltre 60 anni fa».
La storia del complesso monumentale
«Sul luogo dove fu posta solennemente la prima pietra furono chiamati a proporre la loro opera tre scultori, due calabresi ed un fiorentino: Monteleone, Guerrisi e Berti. A causa di complessa vicende il monumento non fu realizzato.
Nel tempo il progetto fu ripreso ma il sito sul quale era stata posta la prima pietra nel 1961, invaso da installazioni di varia natura, non era più disponibile. La collocazione fu, dunque, spostata più a valle in una vecchia postazione militare tra una folta pineta posta su di un costone che si affaccia sul mare dello Stretto, alle cui falde si estende la Città (...). Il plinto di base della Colonna sarà in grado di sostenere il peso dei dieci rocchi in marmo bianco di Carrara di metri due di diametro per metri due di altezza cadauno, che saranno sovrapposti fino a raggiungere l'altezza massima di venti metri». È quanto si legge sul sito dell'associazione Colonna di San Paolo.
San Paolo di Tarso e Stefano da Nicea
A San Paolo si deve, infatti, l'opera di evangelizzazione cristiana in Calabria di cui cuore pulsante fu Reggio. Fu proprio nel viaggio verso Roma che fece tappa a Siracusa, Reggio (21 maggio 61 d.C.) e a Pozzuoli. Fu a Reggio che Stefano da Nicea, venuto al suo seguito, assunse la guida dei cristiani, divenendo il primo vescovo della Chiesa reggina, oggi venerato come Santo. Perciò San Paolo è considerato fondatore della Chiesa reggina e padre nella fede dei cristiani di Calabria. Fu Giovanni Paolo II a proclamarlo Patrono principale dell'Arcidiocesi di Reggio Calabria.
Lo storico reggino Pasquale Amato lo ritiene il primo grande evangelizzatore che ha unito idealmente Oriente e Occidente, gettando le basi culturali e spirituali dell'Europa.
Reggio "giuliense" e l'annuncio della Parola di Dio
San Paolo è raffigurato su una delle due sculture site sul sagrato della cattedrale del Duomo di Reggio, opere dallo scultore polistenese Francesco Jerace.
Reca la dedica a “A Paolo di Tarso, servo di Dio che per la prima volta annunciò Cristo ai Reggini Giuliensi”. Accanto anche quella raffigurante il primo vescovo di Reggio, Santo Stefano da Nicea. Per lui la dedica è, infatti, “A Stefano di Nicea, servo di Dio, primo Vescovo dei Reggini Giuliensi”.
Dietro la statua di San Paolo, l’incisione: «Da Reggio è passato San Paolo. Qui per la prima volta ha messo piede sulla vostra terra. Di qua è partito il vangelo, è partita la buona novella...da qui il Cristianesimo ha iniziato il suo cammino in terra calabra espandendosi in ogni direzione, sia verso la costa ionica, sia verso la fascia tirrenica e questo è un primato che mi piace sottolineare e che è motivo di giusto orgoglio per la Chiesa e la Città di Reggio Calabria» - Visita pastorale Reggio Calabria, 7 ottobre 1984, Giovanni Paolo II.
Il prodigio della fiamma ardente di Fede
La fermata di Paolo di Tarso a Reggio lascia in eredità anche il miracolo della Colonna.
Si narra infatti che Paolo sbarcato a Reggio, giunse al Tempio di Artemide, sul promontorio Artemisio (nella zona oggi denominata punta Calamizzi) dove la gente si era radunata per festeggiare la dea Diana. Lì a San Paolo fu accordato di annunciare la Parola di Dio fino a che fosse durata la fiamma di accesa su una colonna. Qui i presenti furono testimoni di una prodigiosa durata della fiamma che iniziò a bruciare la colonna senza spegnersi. Il prezioso resto di quella colonna è conservato all'interno della cattedrale del Duomo di Reggio.
Pietro e Paolo
La tradizione riferisce che il martirio di Pietro e Paolo avvenne nello stesso giorno, il 29 giugno dell’anno 67: Pietro nel circo di Nerone, sul colle Vaticano, Paolo sulla via Ostiense. Sulle loro tombe sorgono oggi la Basilica di San Pietro in Vaticano e la Basilica di San Paolo fuori le Mura.
La fede in Pietro è testimonianza diretta della vita, morte e resurrezione di Cristo. La fede in Paolo, primo missionario della Chiesa, è radicata nel suo impegno nell’evangelizzazione.