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27/03/2026 ore 14.00
Società

Sanità penitenziaria, a Gizzeria presentato il master che prova a cambiare davvero le regole del gioco

FOTO | Ampio confronto tra università, sanità e istituzioni: 50 corsisti per una formazione specialistica che mette al centro diritti, cura e organizzazione del sistema carcere. La Garante Russo: «Ragionare in questi termini significa soffermarsi su quello che è il volano per la costruzione di un welfare penitenziario»

di Silvio Cacciatore

A Gizzeria la sanità penitenziaria esce dalla periferia del dibattito per catapultarsi al centro della scena. Si è svolta ieri nella sala congressi dell'Hotel Marechiaro la presentazione del master di II livello in «Medicina, Psicologia e Sanità in ambito Penitenziario e delle Misure Alternative» dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, iniziativa inserita nel progetto “Magna Grecia Mediterranea” e moderata dalla giornalista di LaC News24 Elisa Barresi.

All’incontro hanno preso parte rappresentanti del mondo accademico, sanitario, istituzionale e giudiziario: il rettore dell’Università Magna Graecia Giovanni Cuda, il direttore della Scuola di Alta Formazione Stefano Alcaro, la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza Aquila Villella, Ernesto Napolillo, direttore generale Detenuti e Trattamento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Ernesto Esposito, dirigente generale del Dipartimento Salute e Servizi sanitari della Regione Calabria, Antonio Battistini, commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, e Lucia Di Furia, direttore generale della stessa Asp.

Presenti inoltre Antonio Maria Pagano, presidente della Società scientifica di medicina penitenziaria, Laura Antonini, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, Teresa Chiodo, presidente del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, Lucia Castellano, provveditrice regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Giovanna Francesca Russo, garante regionale delle persone private della libertà personale, Francesco Siracusano, ordinario di Diritto penale dell’Università Magna Graecia, Francesco Iacopino, presidente della Camera penale di Catanzaro, e Valerio Murgano, componente della giunta nazionale dell’Unione Camere Penali e delegato per l’osservatorio carcere.

Il master coinvolgerà 50 corsisti tra medici, psicologi e infermieri e prevede attività formative e di tirocinio in ambito sanitario penitenziario.
Nel corso del confronto, il direttore del master Giulio Di Mizio, professore associato di Medicina legale dell’Università Magna Graecia di Catanzaro nonché direttore della sanità penitenziaria dell’Asp di Catanzaro, ha evidenziato le finalità del percorso formativo, collegandole all’esperienza maturata sul campo: «Dopo tre anni di attività clinica e di riorganizzazione dei servizi era necessario fare un salto di qualità».

Lo stesso Di Mizio ha poi definito la natura della disciplina, chiarendo il livello di complessità richiesto: «La medicina penitenziaria non è una disciplina, è un’integrazione di saperi», spiegando come il medico che opera negli istituti debba possedere competenze che spaziano dalla clinica generale alla psichiatria e alla psicologia, fino alla gestione dei traumi e alla prevenzione del suicidio. «Serve un medico veramente preparato, che non può più essere oggetto di improvvisazione», ha aggiunto, indicando un profilo professionale altamente specializzato e coerente con le direttive nazionali ed europee.

Il tema dei diritti e della qualità dell’assistenza negli istituti di pena è stato il fulcro dell'intervento della garante regionale delle persone private della libertà personale Giovanna Francesca Russo, che ha invitato a «Ragionare in termini di sanità penitenziaria e di formazione della sanità penitenziaria», dal momento che significa «Soffermarsi su quello che è il volano per la vera costruzione di un welfare penitenziario». La Garante ha affermato come il lavoro portato avanti da tecnici, operatori e istituzioni stia arrivando «quantomeno ad uno start necessario». Un passaggio che, secondo la Russo, coincide con la possibilità concreta di tradurre in pratica i diritti all’interno del sistema carcerario.

Sollecitata sul tema della riorganizzazione, ha indicato una fase iniziale ancora tutta da strutturare: «È un po’ il giorno zero questo di ragionare in termini di cosa la sanità penitenziaria è e di dove vogliamo condurla», osservando che la Calabria «non può e non deve minimamente rinunciare ad una sanità penitenziaria che deve essere riorganizzata ed armonizzata», in linea con i livelli essenziali di assistenza e con i principi costituzionali.

«Diversamente non possiamo permetterci un passo indietro».
Lucia Di Furia, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, ha portato l’esperienza della telemedicina applicata al sistema penitenziario, sottolineando l’evoluzione dello strumento nel tempo: «La telemedicina è stata introdotta come misura quasi di ripiego, avendo grande carenza di professionalità, e invece sta dando molte soddisfazioni. Abbiamo preso in carico oltre 1.463 detenuti e realizzato 2.482 prestazioni tra teleconsulti, televisite e telerefertazioni», evidenziando il coinvolgimento di operatori presenti sia negli istituti penitenziari sia nelle strutture ospedaliere. La stessa Di Furia ha poi richiamato la specificità del contesto carcerario, sottolineando il valore della formazione dedicata: «Chi lavora all’interno delle carceri si misura con un mondo diverso», osservando come il master possa contribuire a formare personale in grado di operare in ambienti ad alta complessità. «Questa occasione formerà professionisti capaci di rapportarsi a questo ambiente», ha concluso.

Sul versante progettuale è intervenuto Stefano Alcaro, direttore della Scuola di Alta Formazione dell’Università Magna Graecia e project manager del patto territoriale per l’alta formazione per le imprese, inserendo il master dentro la cornice più ampia di Magna Grecia Mediterranea. «Questo progetto dei patti territoriali dell’alta formazione per le imprese, attraverso i master che rientrano nel progetto Magna Grecia Mediterranea, beneficia dello stimolo che viene dal professor Di Mizio relativamente alla medicina penitenziaria», ha spiegato, indicando in questo ambito «un aspetto fondamentale» che si colloca dentro le discipline STEM previste dal programma ministeriale. Il direttore Alcaro ha quindi rimarcato il valore dell’iniziativa anche sul piano strategico: «Sono molto contento, da direttore del progetto Magna Grecia Mediterranea, di poterlo ospitare, di poterlo avere in questa sede».

L’incontro ha rappresentato l’avvio operativo del master e un momento di confronto tra i soggetti coinvolti nella gestione della sanità penitenziaria, con l’obiettivo di rafforzare la formazione specialistica e l’organizzazione dei servizi a livello regionale.