Sezioni
23/05/2025 ore 23.40
Società

Sasha Sorgonà sul bando per DJ: «Per Falcomatà a Reggio si balla ma non si lavora»

A Reggio Calabria è stato annunciato un laboratorio gratuito per aspiranti DJ rivolto a giovani tra i 14 e i 35 anni
di Redazione

«Non basta insegnare una competenza, se poi non si costruisce un contesto in cui applicarla. -Esordisce così Sasha Sorgonà, founder di Spinoza – Il laboratorio, promosso con grande enfasi e con il coinvolgimento di nomi noti del panorama musicale italiano, oltre che di validi artisti reggini, punta a formare nuovi talenti. Ma formare per cosa, e soprattutto, per dove?

A Reggio oggi non esiste un ecosistema professionale della musica in grado di assorbire anche solo 15 nuove figure nel settore del DJing e dell’intrattenimento. Non ci sono festival pubblici stabili, spazi di coworking creativo, e pochissimi locali che offrano opportunità reali e continuative di lavoro.

Anche immaginando che emergano veri talenti – eventualità auspicabile – dove lavoreranno? Sarebbe stato più serio, volendo creare un bando del genere, coinvolgere realtà come il Conservatorio, per formare figure professionali capaci di interagire a livelli più alti nel mondo dello spettacolo e della musica. A Reggio ci sono club, DJ, collettivi musicali, agenzie culturali, locali storici e nuove realtà che, pur con grandi difficoltà, mantengono viva una scena musicale sotterranea ma vitale.

Non parliamo di singoli professionisti: parliamo di imprese, potenzialmente in grado di generare posti di lavoro e continuità. Eppure, questi operatori vengono sistematicamente esclusi da bandi e iniziative calate dall’alto. Sostenere i giovani vuol dire prima di tutto rispettarli, non usarli per fare comunicazione. Non serve un selfie a fine corso. Serve una visione di città. Un’idea politica e culturale che metta musica e arte al centro dello sviluppo locale.

Reggio Calabria ha estremo bisogno di smettere di rincorrere i bandi e iniziare a costruire strategie di lungo periodo. Di smettere di improvvisare e cominciare a progettare. Perché il futuro dei nostri giovani non si gioca nel tempo di un laboratorio, ma nel tempo di un investimento strutturale, economico e culturale».