Sezioni
27/04/2026 ore 15.05
Società

"Sei un mito": domani martedì 28 aprile 2026 al Planetarium Pythagoras della Città Metropolitana di Reggio Calabria

Appuntamento alle ore 21.00 per il sesto evento della rassegna «Lo strappo nel cielo di carta», a cura del Prof. Gianfranco Cordì, filosofo della scienza

di Redazione

«Tappetini nuovi, Arbre Magique/Deodorante appena preso che fa molto chic» cantavano nel 1993 gli 883, riferendosi a una ragazza alla quale si rivolgevano dicendo: «sei un mito, sei un mito perché/Tu per tutti noi sei la più bella ma impossibile». Sulla scorta di questa suggestione musicale, il prof. Gianfranco Cordì, martedì 28 aprile alle ore 21.00 al Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria, terrà il sesto appuntamento della fortunata rassegna «Lo strappo nel cielo di carta».
 

Il prof. Cordì, filosofo della scienza reggino, introdurrà i presenti al «racconto» - è questo il significato originario della parola «mito» - che caratterizza quelle che oggi si chiamano le «grandi narrazioni» della storia umana. L’antropologo Bronislaw Malinowski ha scritto: «il mito non è un semplice racconto né una forma di scienza, né una branca d’arte o di storia né una narrazione esplicativa. Esso compie una funzione sui generis strettamente connessa con la natura della tradizione e la continuità della cultura, con la relazione tra maturità e giovinezza e con l’atteggiamento umano verso il passato. La funzione del mito è, in breve, quella di rafforzare la tradizione, di darle maggiore valore e prestigio connettendola alla più soprannaturale realtà degli eventi iniziali».
 

Il relatore partirà, appunto, da Dell’inizio, opera di Massimo Cacciari, per raccontare la storia del mito attraverso Platone, fino a Della cosa ultima, opera dello stesso filosofo veneziano, cioè all’eschaton (il quale descrive quella che sarà la vita ultraterrena). La conferenza del Planetario terminerà con un accenno al «cathecon», cioè quel «potere che frena» introdotto da San Paolo nella Seconda lettera ai tessalonicesi.
 

«E ora lo sapete che cosa lo trattiene perché non si manifesti se non nel suo tempo. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che lo trattiene. Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta. La venuta dell’empio avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati».
 

Con queste parole l’Apostolo delle Genti introduce l’ultimo mito possibile. Prima dell’Armageddon, la lotta tra il Cristo e l’Anticristo, il «cathecon» trattiene la venuta dei tempi del dolore e della sofferenza.
 

Un mito questo (quello del «potere che frena») del quale avremmo certamente bisogno anche noi, oggi, in tempi di crisi perenne e continua e di «Kaos» (il mito delle origini) generalizzato. Ingresso libero e gratuito; non occorre prenotare.