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15/05/2026 ore 06.30
Società

“Sogna ragazzo, sogna”: la Festa della Luce è pronta a brillare ancora lungo i passi di Ciccio Talia

Presentata durante una cena solidale la nuova edizione della manifestazione. Villa San Giovanni si prepara a due giorni di musica, pace, condivisione e impegno sociale nel ricordo di Francesco Talia e dei suoi sogni che continuano a camminare sulle gambe di una comunità intera

di Silvio Cacciatore

Ci sono assenze che svuotano una stanza. E poi ci sono assenze che invece, in modo misterioso, continuano a riempirla. E ad illuminare piazze, percorsi, strade da camminare anche verso altri continenti. Quella di Ciccio Talia appartiene a questa seconda, rarissima, categoria. Perché Ciccio non c’è più, e dirlo oggi fa ancora più male di ieri. Però qualcosa di lui continua a stare in piedi, a muoversi, a chiamare persone, a mettere insieme mani, gambe, voci, sorrisi, strumenti, associazioni, cittadini. Continua a illuminare e risplendere come se quella luce che aveva dentro non avesse mai davvero smesso di cercare strada.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda così: con quello sguardo buono, il viso dolce, la parola gentile sempre pronta, la capacità naturale di rivolgersi agli altri prima ancora che a sé stesso. Ciccio era uno di quelli che non dovevano spiegare troppo il bene: lui semplicemente lo faceva. C’era dove bisognava esserci, nelle battaglie da portare avanti, nelle piazze, nei progetti solidali, nelle cause difficili, nei luoghi in cui serviva una spinta, una presenza, un abbraccio. Era un ragazzo capace di unire senza forzare, di trascinare senza alzare la voce, di far sentire ciascuno parte di qualcosa.

È anche per questo che la "Festa della Luce" non somiglia a una semplice manifestazione e non lo farà mai. È diventata una forma di continuità. Una maniera per dire tutti insieme, cuore con cuore, che Francesco manca, certo. Eccome se manca... però il suo cammino non si è fermato. Lo si è percepito con forza anche durante la cena solidale di martedì dove nel suo "Kilometro Zero" gli amici di Francesco, oggi riuniti nell'associazione "Ensemble", hanno presentato la nuova edizione. Un abbraccio largo, umano, lungo due giorni, costruito attorno a ciò che Ciccio ha lasciato: condivisione, pace, uguaglianza, solidarietà, cura del territorio, attenzione verso gli ultimi.

La Festa della Luce 2026 si terrà il 23 e 24 giugno in Piazza Valsesia, a Villa San Giovanni. Due giornate di musica, cultura, dibattiti, intrattenimento per i più piccoli, buon cibo, villaggio solidale e partecipazione popolare. Un’edizione che nasce dentro un tempo difficile, segnato dalle guerre, dal Medio Oriente, dalla ferita palestinese, e che sceglie ancora una volta di rispondere con ciò che Francesco avrebbe riconosciuto come casa: l’incontro, la solidarietà concreta, la bellezza che diventa impegno.

Da questa spinta nasce anche Ensemble, la nuova associazione che mette insieme realtà, organizzazioni e tanti liberi cittadini che prima camminavano ciascuno per conto proprio e che oggi hanno scelto di unirsi. Come quando Ciccio faceva da filo conduttore. Come oggi, insomma. Un nome, "Ensemble", che racconta già una direzione: stare insieme, costruire insieme, continuare insieme. Ensemble nasce per portare avanti i sogni di Ciccio Talia, la sua missione, in Africa e sul territorio. Al centro resta la Scuola dei Mestieri in Costa d’Avorio, progetto avviato con Bandafalò e Francesco, i cui lavori proseguono e che oggi attende di essere completato anche grazie alle raccolte fondi e alla generosità della comunità.

Alla presentazione c'era anche la sindaca Giusy Caminiti, seduta tra gli organizzatori come quando ci si siede attorno ad un falò. Non soltanto come primo cittadino, dal momento che il Comune sostiene la manifestazione con il gratuito patrocinio, ma come amica di Francesco, come persona che ha voluto esserci e mettersi a disposizione oltre il piano istituzionale.

Perché Ciccio, in fondo, era questo: un anello di congiunzione. La catena buona che teneva insieme persone diverse. E oggi quella catena non si è spezzata. Ha solo cambiato forma. Si è illuminata ancora di più e brilla di quella luce celeste che è simbolo universale di pace e speranza. Vive nelle mani di chi prepara la festa, nelle gambe di chi continua a camminare, nella voce di chi lo nomina ancora con affetto, nella luce che Villa San Giovanni custodisce e rilancia. Una luce che non chiede nostalgia. Chiede strada. Una strada per l'Africa, passando per Gaza e per tutti i luoghi d'ingiustizia. E ancora oggi, nel nome di Ciccio Talia, quella strada è piena di gente pronta a percorrerla, portando i suoi sogni avanti sulle proprie gambe.