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26/03/2026 ore 14.46
Società

Taurianova per il 5° anno fa memoria delle vittime innocenti delle mafie

Il sindaco Biasi: «Ieri dominava la paura, oggi gustiamo la nuova libertà»

di Redazione

Otto foto con impressi i volti di 9 vittime innocenti di mafia e per ognuna di queste gigantografie una parola che richiama un valore, una esortazione a rendere viva con gesti concreti e responsabili la memoria del loro sacrificio.

Le hanno mostrate alunni e studenti delle scuole cittadine, prima lungo il corteo e poi nell’anfiteatro della villa Antonino Fava, riempiendo così di contenuti ed emozioni la “Giornata della Memoria e dell’Impegno per le Vittime Innocenti delle Mafie” organizzata per il 5° anno dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Roy Biasi.

Una ricorrenza introdotta con solennità durante questo mandato che si ripete e che – come ha detto nel suo intervento dal palco il referente di Libera, don Pino Demasi - «è segno della volontà precisa di voltare pagina che Taurianova dimostra».

La manifestazione, che ha avuto per colonna sonora l’interpretazione offerta da Seby Crudo e Martina Mattiani - a partire dalle note di “Immagine”, la canzone di John Lennon – annualmente si tiene in concomitanza con il raduno nazionale svoltosi nel primo giorno di primavera a Torino, e che – come ha detto lo scrittore Vincenzo Furfaro nel presentare gli interventi - «è diventata una tradizione a compimento di un percorso educativo che dura tutto l’anno grazie alla preziosa collaborazione con le scuole e con le associazioni dei familiari, Libera e Piana Libera». La mattinata è diventata così un concentrato in cui la città ha potuto prendere atto ancora una volta, attraverso la massiccia partecipazione di studenti, autorità e associazioni taurianovesi, di quello che il sindaco Biasi ha definito «un presente nel quale il paese non vive più le paure che ha conosciuto nel passato, ed è anche grazie ad una nuova narrazione del territorio che abbiamo imposto attraverso un forte investimento fatto nella cultura possiamo iniziare a goderci questo senso di libertà». Come ogni anno, anima toccante e motore instancabile della mattinata si è rivelato l’assessore alla Legalità, Massimo Grimaldi – che ha curato l’organizzazione assieme alla collega delegata all’Istruzione, Angela Crea – emozionato nella doppia veste di amministratore e di familiare che grazie alle associazioni ha potuto socializzare un dolore da cui è poi germogliato un continuo impegno civile.

Tra le foto e le storie descritte, anche quella che fissa suo padre e suo zio – Giovanni e Giuseppe Grimaldi, che hanno ispirato la parola “Rinascita” – che l’assessore ha voluto rimarcare affermando che «lottare contro l’indifferenza significa fare in modo che la ndrangheta non approfitti più del mancato ricordo e della manipolazione della verità, la verità è invece un bisogno vitale che noi avvertiamo e che indichiamo alla società perché tutti insieme ci si possa liberare dall’incultura mafiosa».

Su questa necessità gli hanno fatto eco tanto don Pino Demasi, che ha ricordato come «ben l’80% delle vittime non ha avuto ancora giustizia», quanto la presidente di Piana Libera, Silvia Ventra, che ha ricordato «la scelta fatta 19 anni fa di organizzare la memoria rendendo protagonisti noi familiari, partendo da un nucleo che avevamo formato tra Cittanova e Polistena e poi allargandoci a tutta la Piana, dimostrando cioè che si può uscire dalla solitudine rimanendo insieme».

Nei loro interventi sia il presidente del Consiglio Comunale, Raffaele Scarfò, sia l’assessore alla Cultura, Maria Fedele si sono rivolti ai giovani chiedendogli «di essere orgogliosi e gelosi della propria libertà», e di difendere «una città che dimostra di non volersi fermare e di voler continuare nel percorso di crescita culturale tracciato».

L’assessore all’Istruzione, Angela Crea, ha sottolineato «l’importanza della collaborazione che sul tema della cultura della legalità il Comune ha attivato con le scuole, fucina di formazione ma anche di un dialogo costante con il territorio, per descriverne anche grazie a docenti appassionati e sensibili le bellezze ma anche per indicarne le storture che bisogna aggredire».

Maria Concetta Muscolino, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Sofia Alessio-Contestabile-Monteleone-Pascoli, nel ricevere in dono un’opera dell’artista Maria Morgante, ha preso spunto «dall’importanza della stretta collaborazione con il Comune e le forze dell’ordine, servita a generare in questi anni diversi momenti in cui l’educazione civica si è fatta pratica concreta». Roberto Bellantone, responsabile del plesso taurianovese dell’Istituto di istruzione superiore Gemelli Careri, ha invitato gli studenti «a non tradire più, come in passato colpevolmente abbiamo fatto, quei valori che oggi vi indicano le storie delle vittime che meritoriamente vi vengono segnalate».

È toccato proprio agli alunni piccoli e grandi illustrare le storie scelte: oltre a quella dei fratelli Grimaldi, anche quella di Francesco Maria Inzitari (presenti il padre Pasquale e la madre Maria Princi), Antonino Polifroni (presente il figlio Bruno), Lea Garofalo, Dodò Gabriele, Rosario Livatino, Maria Chindamo e Nicholas Green.

Furfaro, leggendo un messaggio inviato dall’on. Angela Napoli – il cui intervento previsto è saltato per la sua assenza per motivi personali – ha chiesto «una preghiera per la mamma del piccolo Dodò, ancora ricoverata in ospedale dopo essersi a lungo battuta per la promozione della cultura della legalità nelle scuole».

Nel pubblico, oltre ai diversi sindaci e rappresentanti delle amministrazioni comunali della Piana di Gioia Tauro, si sono notate le presenze tra gli altri del capitano Samuele De Cintio, comandante della Compagnia dei carabinieri di Taurianova, del commissario Massimo Trimboli, che in città dirige il commissariato della Polizia di Stato, di Antonino Bernava, che guida la Polizia Locale, di Anna Maria Fazzari che presiede la Consulta delle associazioni e della società civile.