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06/06/2026 ore 11.50
Società

Tracce di storia millenaria circondate da rifiuti e riparo per persone senza fissa dimora: ecco il destino dell’area archeologica di piazza Garibaldi a Reggio

Gli scavi, visibili dalla strada già da un anno, non sono stati mai aperti al pubblico. Dopo un iter scandito da stalli e rallentamenti, la fine dei lavori del primo stralcio e il collaudo sottoscritto già a dicembre. Ma a oggi, invece di gestione e cura, imperano inciviltà, incuria e degrado

di Anna Foti

Dormire accanto a ciò che resta di un tempio di età Augustea, forse di prima età Giulio Claudia, laddove un tempo sorgeva l'area sacra della città antica, circondato da stratificazioni che si spingono a ritroso fino a oltre due mila anni: potrebbe quasi essere un’immagine poetica, un’esperienza suggestiva, se non parlassimo di un giaciglio di fortuna, apice di uno stato di totale abbandono di un’area archeologica di pregio dove da quasi un anno sono terminati i lavori senza che il Comune abbia proceduto alla sua apertura al pubblico, come da annunci e da programma. Ecco il triste epilogo degli scavi di piazza Garibaldi, nel centro storico di Reggio Calabria.

E dunque, invece di poter essere ammirati da vicino all'interno un parco archeologico accessibile in sicurezza e curato, i reperti dei primissimi decenni del I secolo d.C., visto il protrarsi di una condizione di mancata gestione e incuria, sono circondati da microdiscariche e da un crescente stato di degrado. E se l’area non è aperta a cittadini e turisti, che appena scesi dal treno alla fermata Reggio Calabria Centrale possono solo affacciarsi dalla ringhiera (da raggiungersi passando tra le macchine impropriamente parcheggiate) e ammirare questo triste scenario, lo stesso spazio è invece accessibile a chi cerca un riparo all’insolita ombra di una storia di millenaria. Neppure l’ironia basta a ridimensionare le gravi e ormai fuori controllo conseguenze di questo stato di assoluto abbandono.

Iter sempre a rilento

Scoperti oltre un decennio fa e nel frattempo, ricoperti e poi riscoperti e ancora studiati nell'ambito di un primo progetto di valorizzazione che non riesce ad approdare a completa definizione, l'area resta ancora in balia di incivili piuttosto che al centro di una gestione in grado di tutelarla e preservarla, rendendola fruibile, curata, pulita e sicura.

L'intervento denominato appunto “Messa in sicurezza scavi piazza Garibaldi, 1° stralcio – Valorizzazione e fruizione resti archeologici”, è stato scandito da un iter lungo e farraginoso che ha richiesto mesi per ogni singolo passaggio.

Prima la pausa per la riprogrammazione delle opere di completamento e, dopo la consegna dei lavori nel 2024 , un nuovo stallo di mesi prima del subappalto e della ripresa lavori nel gennaio 2025 . Poi l'attesa per il cambio in corsa della tipologia di ringhiera e la rimozione dei pannelli con un'anteprima rimasta tale dall'estate scorsa. Infine, l'ultimo capitolo relativo ai dissuasori che hanno solo comportato lo spostamento di qualche metro, rispetto alla ringhiera, del parcheggio selvaggio delle macchine attorno all'area.

Tracce di storia millenaria tra le micro-discariche, l'area archeologica di piazza Garibaldi a Reggio in stato di abbandono – FOTO

Nuova impasse

E il 2026 è ormai giunto a metà del suo corso e ancora tutto è fermo. Il collaudo sottoscritto alla fine del 2025, aveva fatto seguito alla fine dei lavori già formalizzati sempre lo scorso anno. Ma nulla si sa del futuro dell'area, chiusa al pubblico e ancora senza una gestione.

Neppure è dato sapere se si opterà per un accordo tra Soprintendenza e Comune per disciplinare le aperture e le modalità per rispondere a eventuali richieste di visite di gruppo o se sarà pubblicato un bando per esternalizzare il tutto. Certamente non aiutano le recenti vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto del rup, Arturo Arcano, con l’accusa di corruzione. 

Lavori terminati ma nessuna apertura al pubblico, l'area archeologica di Piazza Garibaldi rimane off limits per turisti e reggini

Il pregio dei reperti e il prosieguo delle indagini archeologiche

Oltre due mila anni di storia racchiusi in questi scavi. Numerose testimonianze archeologiche emerse nel corso della campagna scavi conclusa già circa due anni. Ma le indagini archeologiche proseguiranno.

Reggio, oltre due mila anni di storia della città affiorano dagli scavi di piazza Garibaldi - FOTO e VIDEO

Un finanziamento straordinario è già stato accordato dal Mic alla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia ed è pari a 400 mila euro. L'avvio delle indagini è legato all'apertura al pubblico dell'area archeologica. Dunque è anch'esso fermo al palo e condizionato a questo ennesimo stallo, auspicando che tali fondi, nelle more, non siano già andate perdute.