Una strada per Polsi: risorse, legalità e futuro nel cuore dell'Aspromonte
La Regione riorganizza i finanziamenti per il collegamento tra la SS 106 e il Santuario. Tra i primi lotti in chiusura a Natale e uno stanziamento complessivo da 65 milioni, lo Stato riconnette territori e scommette su turismo religioso e sviluppo locale per battere lo spopolamento
Lo scorso 22 ottobre il Dipartimento Infrastrutture di Regione Calabria ha stanziato, attraverso il decreto 18036, 15 milioni di euro per i lavori legati al progetto bandiera “Strada di collegamento di San Luca”. I soldi sono stati spostati dal Fondo Sviluppo e Coesione, destinato a finanziare progetti strategici per lo sviluppo economico, sociale e territoriale e per il riequilibrio delle aree del Paese, al Programma Regionale 21-27. Non si tratta di somme in più, ma di una rimodulazione contabile e finanziaria basata sullo strumento delle "operazioni non native", nell'ambito delle misure di accelerazione della spesa comunitaria. Un ambito, quello del raggiungimento dei target di spesa comunitari, in cui la Calabria non ha mai brillato (eufemismo), se non poi, negli ultimi anni, registrare sensibili margini di miglioramento.
Un investimento strategico per l'Aspromonte
Questi quattrini, tuttavia, dimostrano come la Regione, dal 2022 in poi, ossia dal momento in cui Occhiuto ha annunciato un maxi-stanziamento di 65 milioni a favore di una delle aree più controverse di tutta la Calabria, stia facendo sul serio. Questo anche in virtù del fatto che il progetto, tecnicamente molto complesso e classificato come “progetto bandiera”, è stato individuato direttamente dalla Regione, in accordo con il Governo tramite il Dipartimento degli Affari Regionali, come intervento di grande rilievo strategico per valorizzare il proprio territorio. In questo caso, non solo per garantire un accesso sicuro e stabile al Santuario di Polsi, uno dei luoghi marinai più visitati di tutto il Meridione di Italia, da parte di residenti, escursionisti e fedeli. Ma per collegarlo alla Statale 106, rimettendolo in connessione con il territorio e con lo stesso comune di San Luca.
Le origini del progetto e la svolta istituzionale
Una progettazione che non nasce sotto Occhiuto, ma che viene da più lontano e che vede la sua genesi da un insieme di fatti di cronaca che riaccendono i riflettori sulla annosa questione di Polsi come luogo sacro profanato da fatti di ‘ndrangheta. Fatti riportati nel maxi-processo Gotha del 2016 in cui Don Pino Strangio, ex Rettore del Santuario viene implicato e condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Se non poi essere prosciolto con formula piena lo scorso maggio.
Anche in reazione a quegli accadimenti e come segnale di interesse verso un territorio per troppo tempo isolato, il 22 dicembre 2017 l’allora governatore Mario Oliverio propone al CIPE la realizzazione di una nuova strada di collegamento tra il Santuario e la SS 106 per romperne l'isolamento. Il CIPE lo approva ufficialmente a maggio 2018 approvando un finanziamento di circa 20 milioni di euro. In occasione dell'inaugurazione della nuova Caserma dei Carabinieri presso lo stesso Santuario, a giugno 2018, lo stesso Oliverio ribadisce l'importanza della viabilità per la sicurezza e la legalità nell'area. Ne segue nell’agosto 2018 un sopralluogo tecnico lungo quelli che sarebbero diventati i cantieri della direttrice Fiumara del Bonamico – Pirria – Melia – Farnia – Cano. E nell’agosto 2019 l’allora governatore riceve a Catanzaro Bruno Bartolo, già sindaco di San Luca, per accelerare gli iter burocratici dei lavori stradali tramite un accordo quadro.
Don Tonino Saraco: «Sviluppo e turismo religioso»
Il dato è che oggi quella strada, che rappresenta uno degli interventi infrastrutturali e di viabilità più strategici per l'area interna dell'Aspromonte, è in fase di realizzazione. A mostrare soddisfazione è Don Tonino Saraco, rettore del Santuario di Polsi: «Sono molto fiducioso: per la prima volta sono stati stanziati tanti soldi a fronte di un passato in cui erano state spese tante parole cui non erano seguita la necessaria concretezza e nulla si era fatto. Ad oggi c'è già un lotto di questa strada, quello che va da Cano a Polsi, che è quasi completo e per il quale è stata realizzata un’opera veramente straordinaria». Già a settembre 2023, durante il nostro primo incontro, chiarendo che le grandi questioni per cui battersi erano sempre lavoro e infrastrutture, aveva precisato: «Costruire strade permette a questo luogo di essere accessibile, vissuto, meglio controllato e governato. Ho dovuto rifiutare parecchie visite dalla Sicilia perché arrivare qui in pullman è impossibile. Un anno e mezzo fa Occhiuto ha annunciato 65 milioni di euro per la realizzazione di una nuova strada che colleghi quello che è il santuario mariano più frequentato del Meridione, con visite che toccano picchi di 50 mila presenze l’anno tra giugno e ottobre. Non mi ritrovo nelle argomentazioni che di chi vede in questa strada una minaccia all’autenticità e allo spirito del luogo. Questo progresso può trasformare Polsi in un importantissimo attrattore per il turismo religioso».
Reppucci: «Ecco i tempi di consegna e il piano dei lavori»
Ma è nelle parole del Commissario straordinario Antonio Reppucci che deve essere colto il senso di questo investimento: «Si tratta di qualcosa attesa da decenni, che migliora notevolmente l'accessibilità al Santuario consentendo alle auto di arrivare velocemente e in sicurezza. Parliamo di un tragitto di appena 23-24 chilometri percorribile in circa 35 minuti. Troppo spesso la cronaca nazionale ha accostato questo luogo a fatti estremamente negativi, mentre noi dobbiamo valorizzarne la parte positiva: la strada si snoda tra le foreste in un contesto ambientale e paesaggistico di incontaminata bellezza, offrendo una reale opportunità di riconciliarsi con la natura. Ben venga quindi quest'opera, la cui conclusione definitiva è prevista per dicembre 2027. Intanto contiamo di inaugurare il tratto Cano-Polsi entro il prossimo Natale. Questo consentirà, entro dicembre e come auspica anche il Vescovo, di riportare nella sua sede naturale la Statua della Madonna, attualmente custodita a San Luca, permettendo così ai visitatori di raggiungere il luogo già da gennaio. Sempre a gennaio, invece, verrà interdetto il tratto San Luca - Farnai - Cano per consentirne i lavori di rifacimento».
Il segnale dello Stato; risorse in campo e prospettive occupazionali
«Credo – prosegue Reppucci - che la popolazione debba essere contenta di questi interventi, che servono anche a depotenziare quel senso di abbandono e di emarginazione che le persone spesso avvertono. Lo Stato e la Regione hanno messo in campo uno sforzo finanziario considerevole con risorse pubbliche: circa 60 milioni di euro per la strada, a cui si aggiungono altri 20 milioni previsti per la creazione del ponte sul Buonamico e oltre 2,8 milioni già impiegati per il recupero e il consolidamento antisismico del Santuario. Parliamo di una somma imponente che mi auguro possa fertilizzare positivamente il rapporto tra le istituzioni e le comunità locali, facendo capire che lo Stato c'è, opera e risponde alle legittime aspettative dei cittadini.
Da queste infrastrutture possono nascere nuove opportunità di crescita, sviluppo e benessere, legate a tutta una serie di attività collaterali ed esercizi pubblici capaci di creare occupazione. Dobbiamo offrire uno sbocco lavorativo per arginare la decrescita demografica, lo spopolamento e la desertificazione giovanile. Bisogna crederci fino in fondo per invertire una tendenza che vede ancora oggi la Calabria agli ultimi posti in Europa. Possiamo farcela!»,
Un ponte verso il futuro
È qui che Stato, istituzioni e cittadini possono e devono trovare un punto di saldatura: nonostante gli scetticismi e la diffidenza di una popolazione che, a ragione o torto, ha sempre oscillato tra vittimismo e vittimizzazione, la strada in parte c’è già e il resto, a meno di clamorosi intoppi, ci sarà. E oltre a essere un’infrastruttura che migliora le condizioni di vita di un comprensorio, va letta come un viatico verso nuovi modi di pensare, pensarsi, dialogare, connettersi e organizzarsi. Una strada che rappresenta un ponte lanciato nel futuro.