Una vita breve ma piena di luce: a Reggio il sorriso di Benedetta risplende in un murale
Realizzato dall'artista Arianna Delfino con la collaborazione dei giovani della comunità penale per minori Casa di Benedetta, su iniziativa della fondazione istituita dai genitori della giovane morta a soli 15 anni per una violenta forma di leucemia
Una giovane stella la cui luce continua a brillare ea illuminare nei momenti di buio. Tale è stata e continuerà ad essere Benedetta Nieddu del Rio . Il suo sorriso adesso potrà essere incontrato e ricordato anche percorrendo la strada che dallo scorso dicembre porta il suo nome e che conduce a Casa di Benedetta, comunità penale per minori a Reggio Calabria.
La fatica di crescere e il coraggio di sognare: gli adolescenti di Casa di Benedetta alla ricerca di una nuova libertà
Oggi, nel giorno del 14° anniversario della morte della giovane, don Luigi Cannizzo ha benedetto il murale recentemente realizzato dall'artista Arianna Delfino con la collaborazione dei giovani provenienti da tutta Italia e ospiti di Casa di Benedetta. L'iniziativa è stata promossa dalla fondazione Benedetta è la vita, in collaborazione con l'associazione Abakhi, dalla quale nasce l'impegno sul territorio a sostegno dei più fragili e poi concretizzati nella Casa . La benedizione ha seguito la Santa Messa celebrata nei locali della chiesa dell'ex complesso dei Padri Monfortani, oggi di roprietà dell'università Mediterranea e concessi per l'occasione.
Una forma violenta di leucemia linfoplastica ha portato via Benedetta il 3 luglio del 2012. Non aveva ancora 16 anni. In sua memoria i genitori Carmela Cimino e Costantino Nieddu del Rio hanno istituito la fondazione Benedetta è la vita, promotrice da oltre un decennio di iniziative di sostegno alla ricerca e di progetti di inclusione dei più fragili e vulnerabili sul territorio . Tra questi progetti anche quello di Casa di Benedetta, una comunità penale per minori coordinata da Alessandro Cartisano.
A TU PER TU | Alessandro Cartisano: «Sempre più “nostra” Casa di Benedetta. Qui giovani in difficoltà progettano una nuova vita» - VIDEONel murale, accanto allo splendente viso di Benedetta che sorride, le significative parole della canzone di Fiorella Mannoia "Che sia Benedetta":
«A chi trova se stesso nel proprio coraggio/ A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio / A chi lotta da sempre e sopporta il dolore / Qui nessuno è diverso, nessuno è migliore/ A chi ha perso tutto e riparte da zero/ Perché niente finisce quando vivi davvero/ A chi resta da solo abbracciato al silenzio/ A chi dona l'amore che ha dentro ».
Un messaggio di coraggio, amore e resilienza che la famiglia della giovane ha voluto donare alla città e ai giovani che percorrono quella strada verso la Casa da dove saranno accompagnati in un percorso di ripartenza e ricostruzione della loro vita dopo gli errori e le difficoltà.
La fondazione Benedetta è la vita ha contribuito a riqualificare ea rendere più accogliente questa Casa che aiuta a reinserire nella società questi minori. Tra i progetti attivi quello di arte terapia che continua ad adornare gli spazi esterni e della casa con significativi murali alla cui realizzazione, guidati da docenti dell'Accademia di Belle arti e artisti, contribuiscono anche i giovani accolti della casa.
Ci sono già altri murales che negli anni sono stati realizzati a Casa di Benedetta dai ragazzi e un nuovo progetto, sempre promosso dalla fondazione Benedetta è la vita in collaborazione con l'associazione Abakhi e con la disponibilità dell'università Mediterranea, è già alle porte .
I ragazzi di Casa di Benedetta, sempre guidati dall'artista Arianna Delfino, per il prossimo si ispireranno al mare. E ci sarà spazio anche per le loro riflessioni. Questa volta sarà realizzata non alla Casa di Benedetta ma all'Università. Un'esperienza significativa in chiave culturale per i ragazzi, che così esploreranno anche nuovi ambienti del sapere, e un passo importante verso questa integrazione tra due realtà chiamate a dialogare . Casa di Benedetta , per quanto autonoma, è contigua agli spazi dell'ex complesso dei padri Monfortani adesso di proprietà della Mediterranea, che si apprestano a ospitare il primo campus universitario di Reggio Calabria.