Sezioni
15/08/2026 ore 18.00
Società

Un'”upupa ecologica” guarda lo stretto e riposa sul lungomare di Reggio

VIDEO | Passeggiando sulla via Marina bassa e costeggiando lo Stretto, la spiaggia può riservare qualche curiosa sorpresa e può anche destare qualche interrogativo

di Anna Foti

La creatività può manifestarsi nei modi più inattesi e per questo sorprendere sempre. Anche quando si dona a sguardi curiosi come quelli di chi passeggia sul lungomare Falcomatà di Reggio Calabria .

Laddove la spiaggia si ritira con l'avanzare del mare e va a scomparire , nel tratto verso la zona sud della città , a occhi attenti non sfugge una cresta artigianale ergersi su quello che si mostra come il corpo affusolato di un uccello che domina un fazzoletto di sabbia , as olo qualche metro dalla battigia . Il suo aspetto richiama quello vivace di un'upupa, specie migratoria che sorvola anche lo Stretto per spostarsi tra Africa (dove sverna) ed Europa (dove nidifica). Per crearlo impiegato  materiale riciclato, plastica e carta e scarti vegetali. Così un ventaglio diventa la peculiare cresta dell'uccello al cui caratteristico becco è appesa un'esca artificiale, che forse qualche pescatore avrà lasciato sulla spiaggia, e che adesso in questa composizione rende il becco stesso una canna alla ricerca di pesci nello Stretto. Al termine del curioso becco con un fiore finto dal colore arancione sgargiante.

Davanti a due margherite con in mezzo una tartaruga composte da pietre colorate, curato nei dettagli anche il sostegno su cui l'upupa, che possiamo immaginare in sosta durante la sua rotta migratoria sullo Stretto, pare riposare . Un tronco in legno su cui si adagia la metà di un bergamotto, l'oro verde di Reggio Calabria, mentre piccole pietre raccolte sulla battigia sono riposte dentro un piccolo calice trasparente , forse anch'esso trovato in spiaggia, dove grazie al contenuto pietroso risalta la scritta in rosa acceso Calabria .

Un omaggio a questa terra insomma di chi, scegliendo di non lasciare personali segni identificativi del suo dono a chi si sarebbe soffermato su questo tratto di lungomare reggino , ha comunque v oluto lasciare, plasmando con la creatività materiali di scarto ai quali si è dato nuova e inattesa vita, un'originale traccia del suo passaggio.

Nello stesso punto, per un lungo periodo, in passato  era rimasta adagiata una vecchia barca in cui quel legno rosso e azzurro corroso dal sole e dal sale non smetteva di essere evocativo. Un relitto abbandonato ma non in preda all'incuria, un baluardo a difesa del mare e dell'ambiente,  poi un giorno rimosso come è accaduto di recente anche ad un'altra “composizione ecologica” che campeggiava dove non ebbe pace negli anni adietro un'opera artistica raffigurante una Sirena.

Ma ed avendo perse sono anche le tracce di un tronco quasi ornamentale riverso sulla battigia, l'ambito dal mare , sul quale, fino a qualche settimana fa, un altro uccello frutto di creatività sostenibile, era intento nella pesca.