Videosorveglianza Cerbero a Villa, Condemi (Codacons): «Un sistema illegittimo che ha generato oltre 7mila sanzioni in pochi mesi»
La presidente provinciale dell’associazione dei consumatori: «La vicenda del targasystem dimostra invece che si è messo su strada un meccanismo che in altre aree del Paese ha già fatto aprire fascicoli all'autorità giudiziaria»
«Lo avevamo detto e scritto più volte: l’illegittimo sistema adottato dal Comune di Villa San Giovanni era destinato a intercettare un flusso potenziale di circa otto milioni di veicoli l’anno e ha rappresentato uno dei più estesi sistemi comunali di lettura targhe e produzione seriale di sanzioni che violava codice della strada e normativa privacy. Un sistema – spiega in una nota Antonia Condemi, presidente provinciale Codacons Reggio – che ha generato oltre 7mila sanzioni in pochi mesi, acceso in pompa magna, difeso dalla sindaca Caminiti e dalla sua squadra contro ogni evidenza.
Ora rimane solo infrastruttura tecnologica e cartelli. Spento da un paio di mesi senza che nessuno si sia preso la briga di comunicare nulla eppure pronto a generare un buco di bilancio pauroso.
La disattivazione è intervenuta dopo che il direttore centrale della Polizia stradale, dott. Renato Cortese, investito della questione a seguito delle iniziative del Codacons, ha censurato il modello di accertamento automatico e segnalato rilevanti criticità anche in relazione alla protezione dei dati personali.
L’amministrazione Caminiti non ne esce affatto bene: ha dichiarato tutto e il suo contrario, tampinata e in qualche modo protetta dall’Autorità Garante della Privacy, ha dapprima affermato che non si trattava di videosorveglianza, poi ha nominato il Dpo, infine fatto realizzare un primo documento d’impatto che invece deve essere redatto prima di iniziare il servizio e poi fatto formulare un secondo documento d’impatto, da un consulente esterno alla Pa e senza che ci fosse un indirizzo istituzionale.
Tutto questo mentre diversi “Reclami”, che sono l’equivalente delle denunce al Garante, hanno determinato l’apertura di altrettanti procedimenti che non potranno non portare, inevitabilmente, ad una dichiarazione di “illiceità” del sistema, anche per via di recenti analoghi provvedimenti dello stesso Garante, a meno che non si voglia aprire un’altra vertenza giudiziaria presso la Procura di Roma.
La prospettiva che ora si apre concretamente è, dunque, un danno per le casse comunali di un paio di milioni di euro per il danno cagionato all’erario, sebbene il danno più grosso sia quello prodotto al patto di fiducia che lega gli elettori agli eletti.
L'articolo 54 della Costituzione, infatti, ricorda che coloro ai quali sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore. Sono due parole che troppo spesso vengono ricordate soltanto nelle cerimonie ufficiali, mentre dovrebbero guidare ogni decisione amministrativa.
Disciplina significa rispetto delle regole, dei procedimenti e dei limiti del potere pubblico. Onore significa lealtà verso i cittadini, trasparenza, corretta istituzionale e capacità di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Quando un'Amministrazione smette di considerare i cittadini interlocutori ai quali rendere conto delle proprie decisioni e li trasforma in semplici destinatari di ciò che decide di comunicare, non si incrina soltanto il rapporto di fiducia tra amministrati e amministratori. Si indebolisce il senso stesso delle istituzioni.
È questa, forse, la sconfitta più grave di tutta la vicenda Cerbero. Non quella di un sistema tecnologico – conclude Antonia Condemi, presidente provinciale Codacons Reggio - ma quella di un modo di intendere l'amministrazione pubblica che dimentica che il potere appartiene ai cittadini e che chi lo esercita lo fa soltanto in loro nome e nel loro esclusivo interesse.
Stupisce, infine, che una vicenda di tale portata non abbia ricevuto un’adeguata attenzione da parte della stampa. Il compito dell’informazione non è accompagnare il potere, ma controllarlo, soprattutto quando il potere utilizza strumenti tecnologici per controllare i cittadini».