Villa San Giovanni, apre “La Bottarga in Filanda”: la nuova sfida dello chef Antonio Battaglia
Nell'antica Filanda Cogliandro di Cannitello nasce il nuovo progetto del gruppo Chiringuito tra alta cucina, memoria dello Stretto e l'obiettivo della stella Michelin
Sabato 1° agosto apre ufficialmente a Cannitello di Villa San Giovanni «La Bottarga in Filanda», il nuovo ristorante d'autore guidato dallo chef Antonio Battaglia e dalla famiglia Bevacqua. Frutto di un nuovo investimento strategico del gruppo Chiringuito (già proprietario de La Bottarga Milano), il progetto punta sull'alta cucina recuperando e valorizzando uno dei luoghi più simbolici del territorio: l'antica Filanda Cogliandro, storico opificio della seta affacciato sullo Stretto, oggi lab-museo della seta.
Qui enogastronomia, arte e memoria si incontrano in un percorso che affonda le radici nell'identità culturale e gastronomica a cavallo tra Calabria e Sicilia.
Un concept identitario tra memoria e visione contemporanea
Il progetto nasce dalla volontà del gruppo di dare continuità all'esperienza maturata a Milano con La Bottarga Milano, cogliendo l'opportunità di gestire uno spazio intriso di storia per realizzare una proposta gastronomica autentica, contemporanea e svincolata da schemi rigidi.
Autodidatta con oltre 24 anni di carriera — partito da un chiosco di panini e arrivato alla guida della ristorazione di Altafiumara Resort — Antonio Battaglia porta in tavola una filosofia caratterizzata da istinto, sperimentazione e passione.
«Sono orgogliosamente calabrese e vivo a Villa San Giovanni, ma mi considero soprattutto un uomo dello Stretto e sento profondamente l'influenza della Sicilia. Vivo in un luogo magico, al centro tra millenarie culture, dove il mare incontra la montagna, dove i vigneti sembrano sospesi tra roccia e mare e dove in pochi chilometri convivono agrumeti, frutti tropicali e castagneti. La mia cucina parte dal territorio ma dialoga con altre culture, integrando tecniche orientali pur mantenendo un viscerale legame con le mie radici e la biodiversità che caratterizza la mia terra», spiega lo chef Antonio Battaglia.
La cucina: un viaggio gastronomico tra lo Stretto e i ricordi d'infanzia
La proposta si declina in un raffinato menu degustazione da sette portate (affiancato da un'ampia scelta alla carta, amuse-bouche, piccola pasticceria e un carrello di formaggi calabresi selezionati).
Il percorso degustazione è un vero e proprio racconto che parte dalla Sicilia, con degli amuse-bouche dedicati a tre icone culinarie siciliane: la brioche col tuppo, il pane cunzatu all'eoliana e l'arancino.
Nel menù non potevano mancare i signature che hanno caratterizzato il percorso dello chef, come la Merenda della Nonna: un viaggio nella memoria d'infanzia legato al pane con pomodoro «stricatu», arricchito e reinterpretato con la tartare di tonno fresco dello Stretto; lo Spaghetto alla Bottarga, il grande classico firmato Battaglia, realizzato con una bottarga artigianale curata maniacalmente in ogni fase, risottato con aglio nero e colatura di alacce e completato con pane atturrato e scaglie di bottarga; e il Cannolo di Stroncatura, piatto manifesto dello chef che unisce le due sponde dello Stretto. La scorza è realizzata con la stroncatura destrutturata (pasta povera della Piana di Gioia Tauro), racchiudendo una mousse di caprino calabrese, finocchi semi-canditi al bergamotto di Reggio Calabria, conserva di alaccia, pistacchio e polvere di olio EVO.
Arte, design e sartorialità: un unico racconto espositivo e del gusto
A La Bottarga in Filanda, l'esperienza culinaria è integrata con l'architettura e la storia dell'opificio:
Arredi d'Autore: i tavoli interni sono stati realizzati da scultori e artisti locali recuperando le componenti originali in ferro dei macchinari dell'antica filanda.
Dettagli Siciliani: i tavoli del dehor presentano superfici in pietra lavica dell'Etna, richiamo tangibile alla vicina Sicilia.
Illustrazioni e Moda Sartoriale: i menu sono illustrati da artisti, mentre le divise del personale, ispirate alla fine dell'Ottocento, sono confezionate da sartorie artigianali con tessuti naturali e pregiati.
Ambizione ed esclusività
Con un'atmosfera intima da soli 20-25 coperti e una carta dei vini che vanta circa 300 etichette (prevalentemente calabresi e siciliane), il locale punta a offrire un'esperienza immersiva e fortemente personalizzata.
«La stella Michelin è un obiettivo a cui guardiamo all'orizzonte entro i prossimi 36 mesi, ma la vera priorità è vedere gli ospiti felici. Per me la cucina deve avere prima di tutto un'anima e un gusto straordinario», conclude Battaglia.