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19/10/2026 ore 11.09
Società

Violenza di genere, a Reggio Calabria la rete fa il punto

Tra Noi Calabria annuncia lo sportello per uomini maltrattanti, primo passo verso il CUAV

di redazione

Rafforzare la rete antiviolenza attraverso la collaborazione tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine e servizi del territorio. È l’obiettivo della conferenza stampa «Due volti, un’unica medaglia: prevenzione, responsabilità e tutela nella rete antiviolenza», promossa dall’Associazione Tra Noi Calabria APS e moderata dalla giornalista Paola Suraci. Nel corso dell’incontro l’associazione ha annunciato l’apertura di uno sportello d’ascolto dedicato agli uomini maltrattanti, in vista dell’attivazione di un CUAV (Centro per Uomini Autori di Violenza), il primo sul territorio.

I saluti istituzionali. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della procuratrice aggiunta Rosa Raffa e del tenente dei Carabinieri Giuseppina Gambino. La procuratrice Raffa ha ricordato le «4 P» alla base del contrasto alla violenza di genere: prevenzione, protezione, perseguimento e politiche integrate.

È intervenuta poi l’assessora alle Politiche Sociali, Welfare e Terzo Settore del Comune di Reggio Calabria, Lucia Fio, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e ha ricordato di aver già inviato la prima lettera di invito per la costituzione della rete territoriale, a cui l’associazione potrà aderire dalla primavera. La prevenzione, ha detto, è «l’arma vincente» anche con gli autori di violenza. L’assessora ha richiamato il Protocollo Zeus, già attivo in altre realtà, che consente di intervenire fin dall’ammonimento, prima ancora della denuncia di un reato, e ha auspicato che sia sottoscritto presto anche a Reggio Calabria.

Prima sessione: «Le due facce della stessa medaglia». Si è quindi entrati nel vivo dei lavori con l’intervento della dott.ssa Francesca Mallamaci, responsabile del CAV e della Casa Rifugio «Antonella Morabito», che ha parlato dell’integrazione tra la protezione delle vittime e l’intervento sulle cause profonde della violenza. Mallamaci ha insistito sull’importanza della formazione, dell’intervento di esperti e di percorsi strutturati, e sulla necessità che gli uomini possano accedervi anche senza una prescrizione dell’autorità giudiziaria, grazie al ruolo decisivo della prevenzione.

È seguita la testimonianza del Centro Calabrese di Solidarietà, con Concetta Astorino, Cristina Marino e Rosa Ficara, collegate da remoto, che hanno portato l’esperienza del proprio CUAV. Significative anche le parole della dott.ssa Marianna Passalacqua, direttrice dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Reggio Calabria, che ha lanciato un grido d’aiuto e si è detta lieta che anche a Reggio nasca un servizio per gli autori di violenza.

Seconda sessione: «Diritti, prevenzione e responsabilità». Nella seconda parte dei lavori è intervenuto il primo dirigente della Polizia di Stato Enrico Palermo, che ha ribadito il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e i protocolli già attuati, a partire dagli ammonimenti.

Il nuovo percorso di Tra Noi Calabria. A chiudere la conferenza, la presidente dell’associazione, Alessandra Lo Presti, che ha illustrato il percorso già avviato: gli spazi del Centro Famiglie «La Collina degli Angeli» sono in fase di adeguamento e, grazie alla collaborazione con il Centro Calabrese di Solidarietà, è partita una prima formazione introduttiva, a cui seguirà il percorso specialistico per gli operatori. Lo sportello sarà attivato la prossima primavera, con la supervisione dello stesso Centro Calabrese di Solidarietà.

«Oltre alla tutela e al supporto alle donne e ai minori vittime di violenza è necessario agire sull’uomo», ha sottolineato Lo Presti, rendendolo consapevole del reato commesso. La tutela delle vittime resta la priorità, ma lavorare con chi usa violenza serve a interrompere la catena delle recidive e ad affrontare stereotipi di genere e «analfabetismo emotivo». La responsabilità della violenza, ha ribadito, è sempre e soltanto di chi la commette, mentre il cambiamento culturale per sradicarla appartiene all’intera comunità.

Per questo l’associazione non intende operare in modo isolato, ma entrare a far parte della rete che ogni giorno si occupa di violenza di genere: in raccordo con i Centri Antiviolenza, con istituzioni, magistratura, servizi sociali e forze dell’ordine, e con le altre realtà del terzo settore. Solo facendo rete, con forza, coesione e continuità, ha concluso Lo Presti, si può costruire un fronte comune ed efficace contro la violenza di genere.