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15/10/2026 ore 19.00
Società

Violenza giovanile e responsabilità educativa: l'appello dell'ANPE Calabria agli adulti e alle istituzioni

A seguito dei recenti fatti di cronaca, l'Associazione Nazionale invita a superare la sola indignazione per passare ad azioni concrete, chiedendo la presenza stabile del pedagogista a scuola e la nomina immediata del Garante regionale per l'infanzia

di Redazione

Di fronte ai recenti episodi di violenza giovanile che hanno occupato le cronache nazionali e regionali — dalle aggressioni avvenute a Roma all'inizio di ottobre fino al piano d'attacco ai danni di un'insegnante a Lamezia Terme, sventato grazie alla segnalazione di alcuni studenti e all'intervento dei carabinieri —, l'Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani della Calabria (ANPE), guidata dal Presidente regionale Dott. Pietro Surfaro, richiama la comunità degli adulti alle proprie responsabilità. I pedagogisti invitano a non demonizzare un'intera generazione, evidenziando come proprio a Lamezia Terme siano stati dei giovani a scegliere di fidarsi degli adulti e a sventare la violenza. Tuttavia, questi drammatici eventi devono far riflettere sulla qualità delle relazioni educative e sulla tendenza del mondo adulto a parlare spesso dei giovani in convegni ed eventi, ma molto meno con i giovani e insieme a loro.

Secondo la riflessione dell'ANPE Calabria, la comprensibile indignazione dell'opinione pubblica non può risolversi esclusivamente nella richiesta di risposte sanzionatorie o pene esemplari. L'ascolto e l'accompagnamento educativo non servono a giustificare chi commette un reato o a dimenticare le vittime, bensì ad accompagnare i ragazzi verso la consapevolezza e il riconoscimento della gravità delle proprie azioni. Un altro nodo centrale riguarda la gestione della noia e della frustrazione, poiché a molti ragazzi vengono offerti oggetti, intrattenimento e risposte immediate senza tuttavia fornire gli strumenti per accettare i limiti, tollerare le attese ed elaborare le proprie emozioni. La noia non deve essere considerata una colpa o una scusa per la violenza, ma un'esperienza da attraversare con la guida degli adulti per stimolare l'immaginazione e la scoperta di sé.

Per superare gli interventi occasionali nati sull'onda dell'emotività mediatica, i pedagogisti chiedono di strutturare spazi d'ascolto continuativi nelle scuole e nei territori, coinvolgendo direttamente i ragazzi in laboratori artistici, sportivi e di cura dei beni comuni insieme alle famiglie e al personale scolastico. Sul piano istituzionale, l'ANPE Calabria individua due priorità inderogabili per la Regione. Da un lato, sollecita il Consiglio regionale a procedere senza ulteriori rinvii alla nomina del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, la cui assenza priva i minori di un fondamentale presidio di tutela dei propri diritti. Dall'altro, richiede la concreta attuazione della Legge Regionale 30 maggio 2025, n. 25 (modificata dalla L.R. 2 febbraio 2026, n. 5) relativa all'istituzione delle Unità di pedagogia scolastica, attualmente bloccata nell'iter attuativo. L'associazione chiede tempi certi e risorse per garantire la presenza continuativa del pedagogista in ogni istituto all'interno di équipe multidisciplinari, ricordando che la prevenzione richiede un lavoro quotidiano di alleanza tra scuola, famiglia e istituzioni per decidere cosa gli adulti siano disposti a fare ogni giorno insieme ai ragazzi.