Albo sportivo comunale, Colella (FIV) critica il regolamento approvato in comune: «Duplicazione inutile rispetto al registro nazionale già operativo»
Il consigliere nazionale della Federazione Italiana Vela contesta l’iniziativa della VII Commissione: «I dati sulle associazioni sportive sono già disponibili e verificati a livello statale»
In merito all’approvazione da parte della VII Commissione consiliare del regolamento per l’istituzione e la tenuta dell’Albo comunale delle associazioni e società sportive, interviene duramente Fabio Colella, Consigliere Nazionale della FIV (Federazione Italiana Vela). Il provvedimento, proposto dal consigliere delegato allo Sport Giovanni Latella e inserito tra gli obiettivi operativi del Documento unico di programmazione 2025/2027, viene aspramente criticato per la sua ridondanza rispetto alle normative nazionali vigenti.
«Dichiarazioni ridicole: i dati sono già a portata di click»
Colella contesta le motivazioni espresse dal delegato Latella, il quale ha giustificato lo strumento come necessario per «censire le società sportive attive in città» e «avere contezza di quante società sono presenti e di cosa operativamente si occupano».
«Definire utile questo albo per “scoprire” chi fa sport a Reggio è, onestamente, ridicolo», esordisce Colella. «Sostenere che l’Amministrazione abbia bisogno di un nuovo regolamento per ottenere informazioni di base significa ammettere di ignorare completamente gli strumenti tecnologici e normativi che lo Stato ha già messo a disposizione. Ad oggi è semplicissimo sapere quali siano le associazioni attive sul territorio: basta consultare il database nazionale gestito da Sport e Salute».
L’inutilità tecnica di fronte al Registro Nazionale (RASD)
Secondo il Consigliere Nazionale FIV, il progetto del Comune si scontra con la realtà del Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD), istituito dal D.Lgs. 39/2021. Questo strumento, che è l’unico a certificare ufficialmente la natura sportiva dilettantistica di un ente, assolve già a tutte le funzioni che il Comune di Reggio Calabria vorrebbe replicare localmente.
Il Registro Nazionale è una piattaforma avanzata e interoperabile che dialoga costantemente con l’Agenzia delle Entrate e l’INPS. Al suo interno sono già depositati e verificati gli statuti conformi alla Riforma dello Sport, i verbali di rinnovo delle cariche, i dati anagrafici dei dirigenti e i rendiconti finanziari. Chiedere alle società reggine di trasmettere nuovamente questi documenti agli uffici comunali per un albo locale rappresenta un inutile aggravio burocratico che viola il principio di semplificazione amministrativa.
Trasparenza e monitoraggio già garantiti
Anche l’esigenza espressa dal Comune di monitorare l’attività operativa per valutare il sostegno a eventi e attività risulta tecnicamente superata. Il Registro Nazionale obbliga infatti ogni associazione a comunicare annualmente, tramite la propria Federazione o Ente di Promozione, l’effettivo svolgimento di attività sportiva, didattica e formativa per mantenere l’iscrizione.
«Il Comune ha già tutti gli strumenti per verificare chi opera seriamente e chi no», conclude Colella. «Invece di vantare il lavoro degli uffici per creare nuovi orpelli amministrativi nel DUP 2025/2027, l’Amministrazione dovrebbe imparare a utilizzare le banche dati statali già esistenti. Creare un ulteriore albo locale non crea sinergia, ma solo confusione e inutile perdita di tempo per i dirigenti sportivi reggini, che meriterebbero supporto concreto e non nuove trafile burocratiche per ottenere il riconoscimento istituzionale».