Caso De Falco, Nissa e Savoia fanno chiarezza: «Solo una verifica nel rispetto delle regole»
Nota congiunta dei due club sulle presunte segnalazioni alla Procura Federale: «Nessuna accusa, ma un incarico legale per valutare eventuali irregolarità nel segno della trasparenza e della lealtà sportiva»
In riferimento ai recenti sviluppi emersi sulla vicenda che coinvolge la Nuova Igea Virtus e la posizione del portiere Christian De Falco, le società Nissa e Savoia hanno ritenuto opportuno intervenire pubblicamente per chiarire le ragioni delle proprie segnalazioni agli organi federali. Le precisazioni diffuse intendono fare luce sul contesto che ha portato all’apertura del fascicolo da parte della Procura Federale, ribadendo la correttezza dell’operato dei club e la volontà di affidare ogni valutazione esclusivamente agli organismi competenti della giustizia sportiva.
La nota congiunta della Nissa e del Savoia
«Nelle ultime ore sono circolate notizie che fanno riferimento a presunte segnalazioni effettuate dalla società Savoia e dalla società Nissa nei confronti della società Igea Virtus.
Riteniamo opportuno chiarire preliminarmente – si legge nella nota congiunta di Nissa e Savoia – che lo sport, e il calcio in particolare, devono prima di tutto insegnare il rispetto delle regole e degli avversari. Nel corso delle nostre rispettive storie sportive, più volte avremmo potuto schierare in campo calciatori squalificati o tesserati in condizioni non ancora regolarizzate; tuttavia, per senso di responsabilità e rispetto delle norme, ciò non è mai avvenuto. Analogamente, non abbiamo mai fatto disputare gare a calciatori che dovevano scontare squalifiche o che erano in attesa delle necessarie liberatorie.
Fatta questa doverosa premessa, proprio in un’ottica di massima legalità e trasparenza, le società Savoia e Nissa hanno congiuntamente conferito mandato allo Studio Legale dell’Avv. Eduardo Chiacchio, tra i principali studi nazionali specializzati in diritto sportivo, esclusivamente al fine di valutare se vi fossero o meno i presupposti per ritenere che eventuali violazioni regolamentari potessero aver determinato un vantaggio competitivo a danno di altre società.
Il nostro intervento si è pertanto limitato al conferimento di tale incarico professionale, con l’unico obiettivo di ottenere una valutazione tecnica qualificata. Qualora fossero state riscontrate irregolarità, sarebbe stato lo stesso professionista incaricato a procedere secondo le modalità previste dalle norme vigenti.
Riteniamo altresì opportuno evidenziare che, qualora dovessero emergere irregolarità, queste sarebbero state verosimilmente commesse in buona fede. Tuttavia, a prescindere dalla buona fede, le regole restano tali e devono essere rispettate da tutti, a tutela della correttezza, della trasparenza e della lealtà della competizione sportiva.
Ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro definitivo in merito.
Ribadiamo infine che il rispetto delle regole rappresenta un valore imprescindibile dello sport e della competizione leale».