Cessione Reggina, Rizzetta ammette il suo legame con la piazza: «Amo quel popolo, vuole vincere»
L'imprenditore italoamericano conferma l'interesse per il club amaranto: «Posso fare finta di fregarmene, ma non è così». Sulla trattativa mantiene il riserbo: «C'è un patto di riservatezza»
Matt Rizzetta nel corso della conferenza stampa tenuta all'Axum Molinari Stadium, ha affrontato il tema che nelle ultime settimane sta infiammando il dibattito tra Molise e Calabria: il suo possibile coinvolgimento nell'acquisizione di quote della Reggina.
Pur evitando di entrare nei dettagli della trattativa, l'imprenditore italoamericano ha confermato l'esistenza di valutazioni in corso e ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a considerare la piazza amaranto come una possibilità concreta per il futuro.
«Avrete sicuramente sentito dei rumors su altre mie attività. Noi come impresa siamo in fortissima crescita. Ho deciso di dedicarmi economicamente alle cose che mi stanno a cuore e per questo ho deciso di venire qui a Campobasso. A me si sono aggiunti soci con patrimoni importanti fino a diventare punto di riferimento per fondi miliardari. E allora insieme ai miei soci abbiamo valutato l’ingresso di questi fondi che vanno alla ricerca di investimenti anche sportivi».
Rizzetta ha voluto rassicurare l'ambiente rossoblù sulla solidità del progetto Campobasso, sottolineando come qualsiasi eventuale cambiamento sarebbe pianificato nei minimi dettagli.
«Non ho mai fatto fallire una azienda in vita mia, quindi se dovesse esserci un eventuale cambiamento, tutto sarà organizzato, tutto è già pensato. Il futuro del Campobasso è garantito».
Il presidente ha poi spiegato la filosofia che guida le sue scelte nel mondo dello sport, tra passione e visione imprenditoriale.
«Io faccio anche l’imprenditore e lo faccio con il cuore, sono parole vere, emozioni. Ci metto sempre faccia e cuore. Ho sempre detto che avrei preso in considerazione tre piazze, anzi due, lasciamo stare la terza. La prima è Napoli e lì già ci siamo con il basket. Capite bene che se arrivasse questa opportunità, la prenderei in considerazione e c’erano fondi disposti a mettere risorse importantissime. Oggi, però, non è fattibile».
Poi il passaggio più atteso, quello dedicato alla Reggina.
«La seconda piazza è Reggio Calabria, ho un rapporto familiare con quella città. Sono cresciuto seguendo la Reggina in Serie A dei vari Amoruso, Cozza, Taibi, Modesto. Posso fare finta di fregarmene, ma non è così. A me la Reggina e i reggini piacciono, loro vogliono vincere, i tifosi sono caldi. È una opzione che ho preso in considerazione, una opportunità, una enorme potenzialità. Ho sangue calabrese e poi c’è il business. Cosa c’è di male nell’elogiare il mio popolo? Questo non significa che non voglio bene anche a voi di Campobasso».
Parole che confermano il forte interesse di Rizzetta nei confronti della piazza amaranto, pur senza rappresentare una conferma definitiva dell'operazione societaria.
Sul tema della multiproprietà e delle eventuali conseguenze per il Campobasso, il patron rossoblù ha ribadito di avere già un piano ben definito.
«È già tutto programmato, ho delle responsabilità e so già cosa fare. Se dovessi lasciare Campobasso, lo farei in mani sicure. Io non gioco per partecipare ma per vincere e i numeri lo dimostrano. Se dovessi andare in qualsiasi altro posto, andrò per vincere, che sia la Reggina o qualsiasi altra società professionistica e vi posso assicurare che tutto sarebbe programmato. Dalla gestione, alla presidenza, fino alla cessione ma, come detto, in mani sicurissime».
Infine, la chiusura sulla trattativa che potrebbe portarlo a Reggio Calabria.
«Ci sono dodici mesi per valutare tutte queste cose. Sulle trattative non posso aggiungere altro, c’è un patto di riservatezza».
Una dichiarazione che non scioglie i dubbi sul futuro, ma che certifica come la Reggina sia molto più di una semplice suggestione. Per la prima volta, infatti, Rizzetta ha ammesso pubblicamente di considerare il club amaranto «una opportunità» e «una enorme potenzialità».