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28/05/2026 ore 20.30
Sport

Dalla chiamata a stagione in corso alla promozione in A2, Tommaso Motta racconta l’anno irripetibile della Domotek

Il giovane opposto ripercorre i successi conquistati con il club reggino, il rapporto con i compagni e l’affetto travolgente del pubblico amaranto

di Redazione
FORTUNATO SERRANO'

È arrivato a campionato in corso, senza nemmeno il tempo di ambientarsi, eppure Tommaso Motta, giovane opposto della Domotek Volley, è riuscito a lasciare un segno importante in questa stagione da sogno. Il ragazzo ripercorre i momenti salienti di un'annata che difficilmente potrà essere dimenticata.

«Devo dire che da appena arrivato qui a Reggio Calabria non mi aspettavo di vivere una stagione del genere, un'annata piena di successi che non mi sarei mai aspettato» – esordisce Motta con ancora l’entusiasmo negli occhi. «Tre successi su tre: prima la Coppa Italia Del Monte, poi la Supercoppa e infine la promozione in A2. È una stagione che non si ripeterà facilmente, infatti non bisogna per niente abituarsi. Sono davvero contento».

Motta sottolinea più volte l’importanza dell’ambiente che ha trovato nel club reggino. «Un gruppo molto bello: compagni sempre disposti ad aiutarci e a supportarci a vicenda. E poi, umanamente parlando, grandi persone».

Quando gli si chiede da chi abbia imparato di più in questa esperienza, il giovane opposto non ha dubbi: «Sicuramente dal mio pari ruolo, Domenico Laganà. È una grande persona e, facendo anche lui l’opposto, ho cercato di ispirarmi a lui, prendendo molte delle sue caratteristiche, sia a livello mentale che pallavolistico. Poi anche gli altri ragazzi più grandi, come Lazzaretto, Zappoli e Saitta, sono stati un grande aiuto».

Motta elogia con calore anche il pubblico locale. «Il tifo che c’è qui a Reggio Calabria è davvero importante. I tifosi sono venuti a vederci sia in casa che fuori – come a Reggio Emilia nello spareggio promozione – supportandoci nei momenti più difficili, ma soprattutto in quelli di vittoria».

E l’affetto della gente, racconta, si è manifestato in modo travolgente: «Dopo le partite siamo sommersi da una quantità indecifrabile di persone che vengono a complimentarsi, tra foto ed autografi».

Un finale con il botto per un ragazzo arrivato all’ultimo minuto, ma che ha saputo trasformare ogni attimo in oro. Alla domanda di rito – «Cosa ti porti dentro di quest’anno?» – la risposta è già nelle sue parole: la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di irripetibile. E il sorriso di chi non vede l’ora di ricominciare.