Dentro o fuori: l'ultima chiamata della Reggina passa da tre sfide in una settimana
Anticipo con l’Acireale, poi Igea Virtus e Athletic Palermo: un trittico decisivo per il destino amaranto
La Reggina entra nel momento più delicato e decisivo della propria stagione. Doveva essere il mese di marzo a dare risposte definitive, ma il calendario ha compresso tutto in una sola settimana. Sette giorni, tre partite, un unico verdetto possibile: restare in corsa o abbandonare definitivamente le ambizioni di vertice.
Gli sviluppi sono stati determinati anche dalla definizione del recupero contro la Nuova Igea Virtus, fissato per mercoledì 25 marzo alle ore 14:30. Una collocazione che ha inevitabilmente ridisegnato l’agenda degli amaranto, rendendo necessario anche l’anticipo della sfida contro l’Acireale. Il match del Granillo, inizialmente previsto per domenica 22 marzo, si giocherà invece sabato 21 marzo alle 14:30, grazie all’accordo raggiunto tra le due società.
Una modifica che, se da un lato impone un cambio di abitudini per squadra e tifosi, dall’altro rappresenta un piccolo vantaggio nella gestione delle energie. Anticipare di ventiquattro ore la prima gara del trittico consente infatti alla squadra guidata da Alfio Torrisi di avere un margine minimo in più per preparare il recupero infrasettimanale.
Ma il nodo centrale resta la densità degli impegni. Dopo la sfida casalinga contro l’Acireale, la Reggina sarà chiamata ad affrontare la trasferta di Barcellona Pozzo di Gotto contro l’Igea Virtus, prima di chiudere questo tour de force il 29 marzo sul campo dell’Athletic Palermo, attuale capolista. Un percorso ad ostacoli che mette insieme un match interno tutt’altro che scontato e due scontri diretti lontano dal Granillo.
È proprio questo trittico a dare la misura di quanto sia sottile il confine tra rilancio e resa. Difficile immaginare scenari intermedi: o la Reggina uscirà rafforzata, rilanciando con decisione la propria candidatura alla vittoria finale, oppure il distacco dalla vetta diventerà difficilmente colmabile. L’aritmetica, in questo senso, lascia pochi spazi alle interpretazioni: servirà fare bottino pieno per continuare a credere davvero nel primo posto.
La difficoltà è amplificata anche dalle condizioni con cui si arriverà all’ultima sfida. Contro l’Athletic Palermo, infatti, gli amaranto disputeranno la terza partita in sette giorni, mentre la capolista potrà contare su una preparazione più lineare. Un fattore che, alla lunga, potrebbe incidere sul piano fisico e mentale.
Eppure, guardando il percorso stagionale, la Reggina non può permettersi di cercare attenuanti. Se oggi si trova costretta a rincorrere e a giocarsi tutto in una settimana, è soprattutto per i punti lasciati per strada nei mesi precedenti. È da qui che nasce la necessità di cambiare passo proprio nel momento più complicato.
Il mantra deve essere uno solo: pensare a una partita alla volta. Il primo ostacolo è rappresentato dall’Acireale, formazione in piena lotta per la salvezza e quindi tutt’altro che arrendevole. La squadra guidata da Francesco Cozza arriverà al Granillo con l’obiettivo di strappare punti pesanti, consapevole dell’importanza di ogni risultato in questa fase della stagione.
Ma non sarà una sfida come le altre, soprattutto sul piano emotivo. Il nome di Cozza evoca inevitabilmente ricordi profondi nella storia amaranto, essendo uno dei simboli più rappresentativi del club. Un incrocio che aggiunge ulteriore tensione e significato a una partita già delicata di per sé.
Dal punto di vista tecnico, la Reggina dovrà ritrovare quelle caratteristiche che avevano alimentato la rimonta nelle settimane precedenti: intensità, aggressività e capacità di restare mentalmente dentro la gara in ogni fase. Allo stesso tempo, sarà fondamentale migliorare la concretezza sotto porta, aspetto che in più occasioni ha frenato il cammino degli amaranto.
In un calendario così compresso, diventa determinante anche la gestione delle risorse. Alfio Torrisi spera di poter contare su un gruppo il più possibile completo, con l’obiettivo di ruotare gli uomini e mantenere alta la competitività in ogni partita. Le condizioni fisiche e la profondità della rosa potrebbero rivelarsi decisive tanto quanto la qualità del gioco.
Nel frattempo, la squadra ha ripreso gli allenamenti a porte chiuse, una scelta che conferma la volontà di isolarsi da pressioni esterne e mantenere la massima concentrazione. L’obiettivo è chiaro: trovare all’interno del gruppo le energie mentali e fisiche per affrontare questo snodo cruciale della stagione.
Non è più il tempo dei calcoli, né quello dei rimpianti. La Reggina è arrivata al punto in cui servono risposte immediate e concrete. Sette giorni possono cambiare tutto: rilanciare un sogno o chiudere anticipatamente i giochi.
Il destino è nelle mani degli amaranto. E passa, inevitabilmente, da questa settimana.