Dierre Reggio, Filippo Arrigni: «Lavoro e spirito di gruppo ci hanno portato in cima alla classifica»
Il punto sulla vittoria contro Svincolati Milazzo e sul futuro della squadra del centro nativo di Cengio (Savona)
Una vittoria importante e dominante, che conferma la prima posizione in classifica e proietta la Dierre Basketball Reggio Calabria verso la seconda fase con grande fiducia.
Dopo il successo contro Svincolati Milazzo, ecco il punto di Filippo Arrighini, centro nativo di Cengio (Savona).
«Era una partita che dovevamo vincere. Con Nova e con Milazzo, in casa loro, ci avevano messo in difficoltà. Al ritorno dovevamo toglierci la soddisfazione di dimostrare a noi stessi di essere cresciuti come squadra. Milazzo rimane una squadra molto giovane, quindi, brutto da dire, ma anche un pò imprevedibile. Può vincere con chiunque, come può rischiare di rimanere fuori dalla lotta. Noi eravamo subito attenti dal primo minuto per non correre rischi.
Quando arrivano al PalaCalafiore, un pò di paura c'è. Un palazzetto inusuale per una serie C, soprattutto per un ragazzo giovane può essere destabilizzante, può toglierti dalla tua comfort zone. Abbiamo sempre detto che stiamo formando un gruppo vero e stiamo macinando vittorie con la giusta fame. Abbiamo deciso di non pensare a niente, solo a lavorare su noi stessi prima di tutto. E qua ci ha portato ad essere primi in classifica.
Ho iniziato a 6 anni a Cairo Montenotte. Da lì mi sono appassionato sin da bambino. Sin da bambino è sempre stato Tim Duncan, il mio idolo».
Uno dei temi centrali è l'impatto del nuovo allenatore, Francesco Inguaggiato arrivato dal Texas: «Mi trovo veramente bene. A livello umano è una super persona, sempre disponibile a parlare. Fa tanto per il gruppo avere una figura come lui. Dopo l’infortunio, mi sento molto migliorato. Avere un allenatore che è un ex giocatore e che ha passato lo stesso travaglio, mi ha aiutato anche mentalmente. La Liguria ha una tradizione complicata. Adesso è già pazzesco che ci siano squadre in Serie B2, è già un traguardo. La tradizione calcistica è fortissima. Lavorare, lavorare, lavorare – conclude il centro – e poi spero di poter rispondere a questa domanda a giugno».