Sezioni
05/05/2026 ore 17.41
Sport

Domotek, mercoledì al Palabenvenuti la prima di finale Playoff

Parrini: «Pubblico bellissimo, ora testa alla partita»

di Redazione
FORTUNATO SERRANO'

Sorrisi, energia e una consapevolezza sempre più solida. La Domotek Volley supera a domicilio la sfida piemontese con un perentorio 3-0, replica tra le mura amiche con il medesimo scarto e si regala un'altra serata da protagonista. Giulio Parrini, schiacciatore dei reggini, a raccontare l’umore del gruppo, tra soddisfazione per il risultato e l’entusiasmo del pubblico.
Parrini non nasconde la gioia, sottolineando l’atmosfera unica che si respira attorno alla squadra. «Missione compiuta – esordisce –. Grande festa, Abbiamo avuto un pubblico bellissimo, assolutamente. Siamo stati bravi a partire forte e a fermarci come abbiamo fatto ad Acqui Terme. Siamo contenti perché, sopra 2-0, potevamo mollare, invece l’abbiamo finita. Adesso testa alla finale».

Lo schiacciatore, che si allena sempre con grande intensità, elogia la profondità della rosa. «Sì, come aveva già detto il mister Polimeni più volte, siamo una squadra completa dal primo all’ultimo. Siamo dei professionisti e sono contento che chi gioca meno sia riuscito a dimostrarlo oggi. Sono contentissimo per i ragazzi che stanno un po’ più nell’ombra, per essersi fatti vedere».

Ora l’attenzione si sposta sull’avversaria in finale. «Che squadra è Belluno? Ostica, sicuramente. È una squadra che si merita di essere lì, e se è qua non è per caso. Sarà complicato, sarà bello sicuramente. Speriamo di dar vita a una bella serie».

Le novità sul campo campo. «Si cambierà impianto – spiega Parrini. l rischio è che al Palabotteghelle non entri più neanche uno spillo ma la società ha lavorato sodo per sopperire alle problematiche. Per carità, sarebbe stato più bello giocare al PalaCalafiore. È una cosa positiva che sicuramente sarà pieno. Dispiace non giocare al PalaCalafiore perché è casa nostra, e si vede quando giochiamo in casa. Abbiamo dimostrato di saper giocare su tutti i campi in cui siamo saliti, quindi non mi preoccupa. Peccato, però. Peccato».