Domotek, Saitta ritrova il palazzetto e prepara la battaglia in A2: «Qui non deve essere facile per nessuno, non ci snatureremo»
Il palleggiatore amaranto racconta il ritorno a Reggio, analizza le insidie della nuova categoria e indica nella mentalità del gruppo la strada per affrontare la stagione
Reggio Calabria – Emozione, consapevolezza e tanta voglia di ricominciare. Queste le sensazioni a caldo di Davide Saitta, palleggiatore della Domotek Volley, con trascorsi internazionali e con la nazionale di Italvolley, al suo ritorno nel palazzetto che lo ha visto protagonista la scorsa stagione. Un luogo che porta con sé ricordi indelebili, ma che ora si apre a un nuovo capitolo, quello della Serie A2, con un gruppo in parte rinnovato e tanti obiettivi da inseguire.
«Che effetto fa tornare in questo palazzetto? Vuoto – esordisce con un sorriso Saitta –. L'ultimo giorno qui è stato fantastico, un ricordo indelebile. Ma inizia una nuova stagione, una nuova avventura, e anche in questo nuovo inizio c'è del bello, il nostro compito sarà riempirlo ancora una volta dopo i sette mila della passata stagione».
Sul nuovo organico, Saitta racconta i primi giorni di lavoro: «Siamo qui da ieri, l'altro ieri sera abbiamo conosciuto i nuovi arrivati. Manca ancora qualche elemento per diverse ragioni, ma si vede già tanta voglia di fare, di lavorare e di essere quella squadra che, come dice Antonio Polimeni, deve scendere in campo ogni partita per provare a fare il meglio. Se gli altri saranno più bravi, bene, altrimenti dovremo lottare su ogni pallone».
Cambia la categoria, cambiano le difficoltà. Saitta traccia un identikit chiaro del campionato che lo attende: «La A2 è un bel campionato, tosto. Retrocedono due squadre e lo scarto tra i play-off e la zona retrocessione è piccolissimo. Non bisogna mai abbassare la guardia, anche quando si è fuori dalla zona calda, perché può cambiare tutto da un momento all'altro». Il palleggiatore sottolinea anche l'aspetto tecnico-tattico: «Cambia l'intensità della battuta, che fa da padrona, e rispetto alla Superlega c'è un ulteriore step. È un gioco più di sofferenza: non prendere ace, tenere palla staccata, muro-difesa, rigiocate, coperture. Un gioco più sporco e fisico».
Ma Saitta lancia subito un avvertimento agli avversari: «Noi siamo sicuri che in questo palazzetto non deve essere facile per nessuno. Partiamo da qui».
L'inizio non sarà dei più semplici, e Saitta lo sa bene: «Abbiamo sei partite, le prime sei: quattro fuori casa e due in casa. La prima è complicatissima, poi terza e quarta… Pineto, Grottazzolina e Fano sono tre squadre che finiranno tra le prime otto senza se e senza ma. In mezzo abbiamo Brescia e Gioia del Colle in casa».
L’Eco della mia prima annata in amaranto? «Questo mi fa solo piacere. Qui a Reggio ho continuato a divertirmi, dopo una stagione complicata nella mia città Essere qui, ritrovare il sorriso – la prima cosa che mi ha detto il Mister al telefono – è stato bellissimo. La telefonata è durata 5 minuti e ho trovato quello che mi aveva promesso».
Il messaggio per la stagione è chiaro: «Dobbiamo provare a non snaturarci quest'anno, anche se cambia la categoria. Serviranno accorgimenti nel lavoro e nella mentalità, perché dopo tre anni in cui si è vinto tanto (A3, B, ecc.), quest'anno le sconfitte arriveranno. Dovremo capire come rialzarci subito, lavorare settimana dopo settimana. Tenere i punti forti: la società, la spensieratezza che Antonio Polimeni trasmette, la qualità del lavoro in palestra». E chiude con un messaggio ai tifosi: «Sono contentissimo di essere qui».