La Domotek scrive la storia: Billy Gurnari racconta l’anno che ha portato Reggio nell’élite del volley
Dalla Coppa Italia alla promozione nella seconda serie nazionale, il Direttore Tecnico ripercorre una stagione irripetibile e guarda al futuro: «Ora servirà il contributo di tutta la città per affrontare una sfida ancora più grande»
Un’annata da incorniciare, un’impresa che profuma di storia. La Domotek Volley ha chiuso il suo ciclo trionfale con un’esplosione di gioia e record. A parlare è il Direttore Tecnico Billy Gurnari, che con la sua consueta passione ha descritto i sentimenti di una cavalcata perfetta.
«Un ritorno al futuro straordinario, bellissimo», esordisce Gurnari, ancora visibilmente emozionato. Ma quante sono state le emozioni in queste settimane?
«Parlare di emozioni e metterle insieme è un susseguirsi – racconta il DT – perché sono iniziate nella parte finale dell’annata, diciamo due mesi fa. Sono iniziate con la conquista della Coppa Italia Del Monte, con la conquista della Supercoppa italiana, con la cavalcata dei play-off dove niente era scontato. Un susseguirsi di emozioni una dietro l’altra e poi il dolce “in fundo”, insomma, la giornata conclusiva che sembrava quasi scritto che dovesse terminare in questo modo. Anche se noi avremmo voluto, da un punto di vista chiaramente sportivo, farlo la settimana precedente, vuol dire che era scritto così».
Il segreto di questo successo, per Gurnari, è stato il calore della città. «Godere di queste emozioni insieme al nostro pubblico, che non dimentichiamo, è stato il primo attore di tutta l’annata – sottolinea –. Con una chiusura così che ha gremito gli spalti: oltre 7.000 spettatori. Stiamo parlando di numeri che anche la Superlega stessa si sogna».
Le emozioni, ammette, sono ancora tutte da smaltire.
«Di anni ce ne sono tanti sulle spalle, ho vissuto piacevolmente tanti momenti, ma questo vuol dire veramente che non c’è un prima e un dopo. Questa è stata la grande gioia di questa società che, anche se è giovane, sta anticipando e lavorando in un modo veramente indescrivibile per poter raggiungere tutto questo. E quindi, diciamo, emozioni grandi, viviamole, godiamoci questo grande momento».
Uno dei fotogrammi più belli della festa è stato l’abbraccio tra Gurnari e il primo allenatore Antonio Polimeni, founder del club.
«In quell’abbraccio credo ci sia racchiusa una storia – confessa il DT – iniziata tanti anni fa. Vedere un ragazzo pieno di sogni, che magari non ha potuto ottenere ciò che voleva durante il periodo da atleta, ma che con grande caparbietà, grande volontà, grande competenza è riuscito a trasformare i suoi sogni in realtà da uomo».
Una scalata rapidissima in tre anni, che però non fa dimenticare le fondamenta.
«Penso che quello rimanga il dictat: assolutamente. Appena terminati questi giusti festeggiamenti, sarà un momento di soffermarsi e riprogrammare, così come è abituata a fare questa società, quello che sarà il futuro, perché ci aspetta un futuro veramente molto importante».
La promozione nel gradino subito sotto la Superlega cambierà le prospettive.
«Eravamo già nell’élite, ma adesso si va nell’élite vera e propria. Siamo il gradino al di sotto della Superlega, cambierà tutto. Dovremo cambiare anche un modo di vedere tutti insieme. Quando parlo “tutti insieme” parlo di società, parlo di Reggio, parlo del nostro pubblico nel sapere che andremo ad affrontare un’annata piena di difficoltà da un punto di vista tecnico, ma questo chiaramente lo sappiamo. Ci prepareremo, ci stiamo già preparando per affrontare nel migliore dei modi quello di andare a godere ogni domenica di questo spettacolo, di questa gioia che ognuno di noi ancora ha e che vorrà far sì che possa durare il più a lungo possibile».
In chiusura, Gurnari si lascia andare a un pensiero nostalgico, da ex atleta. Alla domanda se avrebbe voluto scendere in campo in una partita così, la risposta è secca: «Assolutamente sì, era quello che dicevo: si soffre meno se vai in campo, questo da sempre, che non giocarla. A giocarla, almeno entri lì, hai quell’emozione dei primi minuti, poi la prima battuta, le prime azioni e poi vai a scaricare tutto quello che hai dentro. Quindi sono quelle partite che i giocatori sognano una vita e sono quelle partite da voler giocare in assoluto».