La Domotek Volley spopola. Il Direttore Tecnico Billy Gurnari: «Un traguardo storico, puntiamo sui giovani e sui valori»
Gurnari traccia il bilancio della mission societaria: «Tecnica, impegno e sociale, le nostre tre anime. 160 famiglie ci hanno affidato il loro bene più prezioso»
La pallavolo reggina vive un momento di svolta epocale. Non è solo una questione di risultati sportivi, ma di vera e propria consacrazione culturale. Per la prima volta, infatti, il volley della città dello Stretto sbarca a teatro, in uno scenario suggestivo come il Cilea di Reggio Calabria, gremito di giovani e appassionati.
A raccontare l'emozione di questo momento è Billy Gurnari, Direttore Tecnico della Domotek Volley e gloria del volley reggino, che non nasconde la propria soddisfazione: «È la prima volta che succede una cosa del genere. La pallavolo, almeno per quello che ricordo io, non era mai andata a teatro. Oggi ce la troviamo in uno scenario stupendo come il Cilea, e vederlo così gremito, soprattutto di tanti nostri giovani, non può che far sperare molto bene su quelli che sono i nostri intendimenti».
Gurnari ha poi illustrato la mission che guida la società, basata su due pilastri fondamentali: l'aspetto tecnico e quello sociale. «Quello tecnico è quello di reclutare, di avere il maggior numero di ragazzi in modo tale da poter avere, oggi e domani, un vivaio florido. Per fare questo non possiamo prescindere dall'avere un grandissimo numero di ragazzi e poi farli crescere da un punto di vista tecnico».
Ma è sull'aspetto sociale che il Direttore Tecnico pone l'accento con particolare forza: «L'altra missione è quella di far crescere dei ragazzi condividendo gli aspetti della crescita umana, della condivisione, del saper vincere, del saper perdere, e di prendersi magari anche qualche 'no' che a volte è superiore ai tanti 'sì'. E questo lo possiamo fare soltanto insieme alle famiglie».
Un ringraziamento speciale va proprio ai genitori: «Il settore giovanile sono due anni che lavora su questa strada e ad oggi quasi 160 famiglie hanno deciso di affidarci il loro bene più prezioso, cioè i figli. Hanno scelto la Domotek, una società che spera di poter diventare punto di riferimento per far crescere questi ragazzi».
Gurnari ha poi citato la celebre frase di De Coubertin, spesso semplificata in «L'importante non è vincere, ma partecipare", per spiegare il vero senso dello sport: "La frase reale era 'essere nelle condizioni migliori per poter vincere'. Questo vuol dire fare riferimento a tutti quei presupposti di cui parlavo prima: la condivisione, lo stare insieme, il saper vincere, il saper perdere, il rispetto delle regole. Tutte queste cose insieme, anche quello che possiamo chiamare sacrificio, poi ci portano fuori l'atleta, ma mi auguro sempre soprattutto l'uomo».
Sul cambio generazionale, il Direttore Tecnico è chiaro: «Nello sport è una cosa normale. Attraverso il settore giovanile si punta proprio a questo, perché può anche terminare un contesto di sponsor, ma una società deve essere abile a farsi trovare pronta anche nei momenti più difficili. E questo lo potrà affrontare se ha costruito qualcosa dietro, se ha costruito dei giovani che possono far sì che si possa continuare nel miglior modo possibile».