L’Anima dello Stretto: Vincenzo Caso e Giulia Gabrielleschi Re e Regina della 62esima Traversata
In uno scenario epico che profuma di storia e salsedine, il ritorno al traguardo di Punta Pezzo consacra il dominio delle Fiamme Oro. Tra correnti insidiose e arrivi al fotofinish, Villa San Giovanni riabbraccia la sua identità più profonda.
Ci sono giorni in cui lo Stretto di Messina smette di essere un semplice braccio di mare per farsi mito, racconto, respiro collettivo. La 62esima edizione della Traversata dello Stretto non è stata solo una competizione sportiva, ma un ritorno a casa, un tuffo nel cuore pulsante della nostra comunità. Con l'arrivo a Piazza delle Repubbliche Marinare, nel quartiere di Pezzo, la gara ha ritrovato il suo alveo storico, celebrando la tradizione marinara villese in una giornata resa ancor più speciale dal riconoscimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri come evento di carattere internazionale.
Il riscato di Vincenzo Caso
Nelle acque agitate da una forte corrente "descendente" che non ha concesso sconti a nessuno, è stato il napoletano Vincenzo Caso (Fiamme Oro) a scrivere il suo nome nell'albo d'oro con il tempo di 48 minuti e 28 secondi. Per lui, una vittoria che sa di riscatto dopo il podio sfiorato lo scorso anno: «Finalmente è andata bene», ha commentato a caldo, con gli occhi ancora lucidi di fatica e gioia, « quest'anno sono riuscito a conservare bene le energie per il finale. Questa gara è nel mio cuore, è veramente affascinante».
Caso ha preceduto per un soffio il compagno di squadra Giuseppe Ilario, protagonista di un arrivo mozzafiato quasi in fotocopia rispetto alla passata edizione, quando si era imposto per una frazione di secondo. Al terzo posto si è classificato Tiziano Tripodi. Fondamentale, nel percorso da Capo Peloro verso la Calabria, è stata la sintonia con il proprio barcaiolo: «Senza di lui non sarei qui a gioire per questa vittoria», ha ammesso Caso, sottolineando quanto sia difficile «centrare la corrente a favore» in un tratto di mare così imprevedibile.
Giulia Gabrielleschi: esperienza e cuore Anche tra le donne, il finale è stato "al cardiopalma". Giulia Gabrielleschi ha trionfato con il tempo di 50 minuti e 54 secondi, precedendo di un istante Iris Menchini in un arrivo a braccetto che ha emozionato il pubblico. «Ho giocato di esperienza», ha dichiarato la campionessa delle Fiamme Oro, «conosco bene le caratteristiche di Iris, abbiamo gareggiato insieme molte volte». Anche per lei, il ruolo del barcaiolo è stato decisivo: «È fondamentale se conosce bene i cambiamenti delle correnti. lo scenario è bellissimo, quasi omerico». Il podio femminile è stato completato da Emma Micheletti.
Uno Stretto che non perdona L'organizzazione, curata dal Centro Nuoto Villa insieme all'amministrazione comunale e alla Lega Navale, ha gestito una prova tecnicamente complessa. Il presidente Mimmo Pellegrino ha parlato di un «campo di gara unico al mondo», sottolineando come la corrente favorevole abbia aiutato solo chi possedeva una preparazione d’élite. Nonostante la velocità della gara – che ha visto l'80% dei concorrenti arrivare nell'arco di venti minuti – lo Stretto ha mostrato il suo volto severo: «Ci sono stati dei ritiri, lo Stretto non perdona».
Identità e Futuro Per il sindaco di Villa San Giovanni, questa edizione segna un punto di svolta: non solo sport, ma «identità e cultura». Tra il Gran Galà e l'esordio della fiera del biscotto nautico, antico compagno dei marinai fin dal '500, la Traversata si conferma l'evento dell'Area dello Stretto.
Mentre cala il sipario sulla 62esima edizione, lo sguardo è già rivolto al futuro. Come anticipato dagli organizzatori, l'obiettivo per la 63esima è alzare ancora l'asticella, cercando di attrarre l'élite mondiale del nuoto in questo specchio d'acqua che, oggi più che mai, ha brillato di luce propria.