Sezioni
18/06/2026 ore 16.00
Sport

L’eterno scontro tra tifosi divide la città, ma Lotito è la scelta migliore per gli amaranto

Mentre impazzano i commenti più disparati sui social si continua a lavorare per la chiusura della trattativa entro la settimana. La simpatia di Rizzetta non può bastare

di Clab

C’è solo una cosa che divide una comunità come fa la politica, e quella cosa è lo sport. Quando le due cose si intrecciano poi, apriti cielo. Se poi questa cosa succede in una città storicamente lacerata come Reggio Calabria, allora quella lacerazione rischia di diventare una ferita. Una di quelle condizioni che non ti fanno godere il presente, annebbiandoti la vista, alla ricerca, a tutti i costi, di un capro espiatorio per provare a dimostrare le tue tesi disfattiste, al punto che magari ti auguri che le cose vadano male.

Tutti sobbalzeranno dalla sedia ad una tale affermazione, ma sappiamo tutti che è così. Perché Reggio non è diversa dall’Italia, paese che dà i natali a cinquanta milioni di commissari tecnici, oggi anche presidenti e imprenditori.

La tempesta perfetta in città è arrivata in questa prima metà di giugno, con le trattative estenuanti per la cessione della Reggina. Sul banco degli imputati a giro ci sono già stati naturalmente il professore Ballarino, ma anche il broker venuto dal Molise Matt Rizzetta, l’imprenditore e presidente della Lazio Lotito, e naturalmente il neo sindaco Francesco Cannizzaro, a cui, per inciso, sono stati proprio i tifosi a chiedere di impegnarsi per garantire un futuro più avvincente alla maglia amaranto.

Lo scenario è comunque sempre lo stesso. Il silenzio imposto dal patron amaranto – che alla fine farà la differenza nella trattativa – ha aumentato le preoccupazioni dei tifosi che hanno trovato subito rifugio nella figura di Rizzetta. Faccia pulita, parlata italo americana affascinante, qualche sentimento sparso qua e là, buoni propositi e foto inequivocabili in città. Su di lui, in pochi (esclusi chi di sport ne scrive da una vita) si sono fatti qualche domanda in più. Pochissimi hanno parlato della consistenza finanziaria del suo progetto. D’altra parte si è parlato di una offerta plurimilionaria per l’acquisto, nel momento stesso in cui, in conferenza stampa è stato proprio lui a dire di aver investito 2 milioni per il Campobasso in Serie C chiamando in causa gli imprenditori molisani per mantenere l’esistente e provare a fare meglio.

La strategia di Rizzetta – video social, accenno all’impegno finanziario, foto con gelati da gustare - è diventata più aggressiva proprio nel momento in cui si faceva largo la proposta arrivata dal gruppo di Claudio Lotito, e si è completata con l’apparizione dello stesso al PalaCalafiore, accompagnato dal Dg Giuseppe Praticò, per assistere alla finale di play off per la promozione in B nazionale, poi tristemente persa.

Al di là del fatto che Rizzetta abbia investito nel Napoli basket, c’è da dire che la “coppia” non è passata inosservata, e per l’assortimento (che ci faceva il Dg con l’imprenditore che sta comprando la società?), e per l’annuncio del fallimento della trattativa, che sarebbe arrivato ufficialmente 24 ore dopo.

Se si pensa che una nuova società in genere azzera le posizioni pregresse per mettere i suoi uomini nei posti di comando, quella scena è un po' come aver assistito ad una sorta di lotta interna tra il patron (che a Rizzetta non ha mai dato veramente delle chances) e il suo dg che evidentemente l’ha trovato, l’ha portato in riva allo Stretto, evidentemente sperando di prolungare il rapporto con la Reggina. Un elemento non secondario che rischia in effetti di continuare ad alzare quel muro non più invisibile tra i tifosi amaranto e tra gli stessi e la società (odierna e futura).

Trattativa dunque fallita, perché dall’altra parte del telefono, Ballarino aveva un certo Lotito. Se dovessimo fare una comparazione solo sull’esperienza, l’affidabilità e la consistenza patrimoniale, questo articolo potrebbe terminare qui. Ma proviamo ad andare più a fondo. La trattativa è ormai alla firma, si parla del fine settimana per il closing, ma non si sa mai. Certo il tempo è tiranno, ma le solite “scartoffie” burocratiche potrebbero allungare i tempi.

Qui (ri)entrano in gioco (ma non ne sono mai usciti in realtà) i tifosi. Si comincia a fare le pulci a Lotito, si parla di Lazio e del fatto che i tifosi provino a sabotarlo, di Salernitana e delle lamentele dei nostri gemellati, di multiproprietà ricorrendo al caso di Bari, e dulcis in fundo, dello zampino che ci avrebbe messo il sindaco Cannizzaro.

All’epoca della scelta dell’amministrazione Falcomatà, allora retta da Paolo Brunetti, si guardava con grande speranza a Bandecchi, che problemi di multiproprietà non ne aveva, ma che aveva dichiarato che avrebbe portato la Reggina in C per poi lasciare il “titolo” al Comune al miglior acquirente. Di Bandecchi ci interessavano i soldi, la consistenza, pur senza un progetto chiaro. La scelta di Ballarino non ha certo compensato quelle mancanze, altrimenti non saremmo qui a discuterne.

Oggi però c’è un Lotito interessato alla Reggina. Uno a cui non devi insegnare come fare l’imprenditore, anche se si tratta di farlo in una regione e una città diverse dalla sua. Uno che intanto sta dicendo: questo marchio per me vale.

Lotito è contestato a Roma, perché i tifosi laziali vorrebbero sempre lottare per lo scudetto, ma nessuno ricorda che ha preso una società sull'orlo del fallimento e in questi anni, durante la sua presidenza, la Lazio ha vinto tre Coppe Italia nelle stagioni 2008-2009, 2012-2013 e 2018-2019, tre Supercoppe italiane nel 2009, nel 2017 e nel 2019, un Campionato Primavera nel 2012-2013, due Coppe Italia Primavera nel 2013-2014 e nel 2014-2015, una Supercoppa Primavera nel 2014. La sua avventura a Salerno, poi, è tutt’altro che da dimenticare: pur tra le lamentele dei tifosi campani, non bisogna dimenticare che in 10 anni, investendo circa 70 milioni di euro, ha riportato dalla D alla serie A la Salernitana e che poi l'ha venduta a Iervolino, non certo l'ultimo imprenditore arrivato, quindi lasciandola in mani molto sicure. Che cosa sia successo dopo, è un’altra storia.

Dunque se davvero c’è lo zampino di Cannizzaro in questa operazione, bisognerebbe solo ringraziare il sindaco per aver portato unno degli imprenditori italiani più solidi, con grande esperienza nel mondo del calcio e una storia fin qui fatta di successi. La due giorni di Cannizzaro a Roma – già oggi è tornato in città – sarà servita a favorire una chiusura veloce dell’affare, ma anche a rinsaldare un rapporto che esisteva già da prima tra i due parlamentari. E siccome non si investe soltanto su una squadra di calcio, non è escluso che Lotito preveda un progetto anche più ampio di investimenti. Certo, saranno loro a dircelo, queste sono solo ipotesi, ma realistiche. Insomma Lotito serve alla Reggina e se la Reggina servirà a Lotito, sarà la storia più vecchia del mondo.