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09/02/2026 ore 14.51
Sport

Lo sconcerto della Dierre basket Reggio: «Gravi gli insulti razzisti pronunciati dal dirigente del Gela verso Donati»

La società reggina denuncia l'episodio e chiede giustizia in tutte le sedi: «Non basta celebrare la lotta al razzismo un giorno all’anno. La si combatte, ogni giorno, ripudiandolo con i fatti»

di Redazione
FORTUNATO SERRANO'

«Oltre le iniziative servono i fatti: razzismo in campo contro un nostro cestista, attendiamo risposte concrete

Non è nostro costume additare, ma questa volta non possiamo stare zitti. E neanche l’avversario dovrebbe farlo. In un periodo in cui lo sport si veste spesso dei colori della solidarietà e dell’inclusione – con iniziative lodevoli che abbracciamo e sosteniamo, dall’accoglienza dei ragazzi di Niscemi (bellissima) alla celebrazione di giornate come quella contro il razzismo o dei calzini spaiati – ci si aspetterebbe che certi confini siano invalicabili.

Che alcuni valori siano non negoziabili. Purtroppo, i fatti di domenica scorsa nel campionato di basket di Serie C Unica ci costringono a una riflessione amara e a una richiesta precisa: le belle iniziative non bastano.

Siamo rimasti basiti. Atterriti. E non siamo i soli. I nostri canali social sono stati sommersi da messaggi e mail di tifosi, genitori e semplici appassionati, tutti concordi nell’esprimere sconcerto e indignazione per quanto accaduto. Un video, dalla qualità ottima e inconfutabile, ha documentato per intero la vergogna: insulti razzisti, chiari e ripetuti, pronunciati dal dirigente del Gela Basket, non ci vuole un Oscar per capire di chi stiamo parlando, nei confronti del nostro cestista Donati.

Episodi che non sono sfuggiti a chi era al Palalivatino e, ancor di più, a chi seguiva la diretta da casa, trasformando un momento di sport in uno spettacolo indegno.

Condanniamo in modo assoluto e senza appello questi gesti barbari, un cancro che offende lo sport, la società e la dignità della persona. La nostra priorità assoluta è tutelare il nostro tesserato Donati, che in questo momento ha tutto il nostro sostegno incondizionato.

Ora, però, aspettiamo. E quello che aspettiamo non sono parole di circostanza. Aspettiamo scuse pubbliche, chiare e inequivocabili, da parte della società Gela Basket, che deve prendere le distanze in modo netto da quanto compiuto da un suo dirigente di così alto livello.

Aspettiamo provvedimenti seri e immediati dalla stessa società verso il proprio collaboratore. La gravità dei fatti richiede azioni conseguenti.

Aspettiamo, infine, che il Giudice Sportivo competente emani provvedimenti reali e esemplari, a tutela della vittima e come monito per il futuro. Stiamo attendendo l’omologazione del referto di gara, prevista per martedì o mercoledì, per leggere anche come il direttore di gara avrà descritto l’accaduto. Ma noi non resteremo in silenzio in attesa. Stiamo già preparando una nota ufficiale molto pesante da inviare a tutti gli organi federali e istituzionali competenti, per denunciare nel dettaglio gli insulti razzisti del dirigente e chiedere giustizia.

Lo sport è passione, rispetto e lealtà. Quando questi pilastri vengono infranti dall’odio razziale, non si può voltare lo sguardo. Non basta celebrare la lotta al razzismo un giorno all’anno. La si combatte, ogni giorno, ripudiandolo con i fatti quando si manifesta, soprattutto tra chi dovrebbe educare i giovani. Noi non abbasseremo la guardia. E chiediamo a tutti, avversari compresi, di non farlo»