Quaranta anni non cancellano valori e sentimenti, Massimo Mazzetto continua a vivere nei cuori dei reggini
Ieri alla stele “Il dono” l’associazione Viola Inside ha ricordato le virtù e i valori di un giovane cestista troppo presto strappato ai parquet per un tragico incidente. Presenti vecchie glorie neroarancio e una nutrita rappresentanza del gruppo storico dei Total Kaos
«Massimo era un ragazzo che era arrivato da Padova con un sogno sportivo, che ha indossato la maglia della Viola Reggio Calabria, quando aveva già indossato la maglia della nazionale italiana alla tenera età di vent'anni. Era un ragazzo che meritava non solo da un punto di vista sportivo, era solare, amato da tutti e per questo oggi ricordiamo il ragazzo, oltre che il giocatore».
Sergio Zumbo ricorda che sono passati quarant’anni da quel 18 giugno del 1986. Massimo Mazzetto era solo un ragazzo, pieno di sogni e di amore per lo sport, vittima di una incredibile fatalità che ce l’ha portato via troppo, ma troppo presto. Erano i tempi mitici del presidente Viola, che visse il resto della sua presidenza onoraria con questo dolore nel cuore. Le sue parole di affetto, amore, stima hanno riecheggiato ieri al tramonto al monumento “il dono” dedicato proprio al compianto Massimo Mazzetto. Le ha lette con una carica emotiva non indifferente il figlio Piero nel corso della commemorazione voluta dall’associazione Viola Inside, a cui hanno partecipato vecchi e nuovi tifosi, una nutrita rappresentanza della Lumaka, reduce dal torneo in quel di Padova proprio in memoria di Massimo, e della Redel, insieme a vecchie glorie neroarancio tra cui Mario Porto, Lucio Laganà e Massimo Bianchi. È toccato propria all’allora capitano della Viola leggere un estratto di un tema scritto da Massimo Mazzetto, incentrato sul valore dell’amicizia e dello sport, in cui si definiva ironicamente un “drogato di pallacanestro”. Parole che hanno stimolato un applauso spontaneo dei tanti presenti, a cui come di consueto, ormai da anni, si uniscono i Total kaos 1990, il gruppo storico del mito Viola che ha gridato a squarciagola il nome del giovane cestista.
«Massimo – ha detto il presidente di Viola Inside, Zumbo - era un ragazzo con una prospettiva nazionale in cui la Viola aveva creduto, che amava quello che faceva e sicuramente i ragazzi, soprattutto di oggi, a distanza di 40 anni, dovrebbero seguire quei valori, perché al giorno d'oggi ci sono una miriade di distrazioni, e soprattutto attraverso lo sport possono provare e immedesimarsi e soprattutto coltivare delle passioni che naturalmente fanno bene e che poi possono portare ad avere una vita sicuramente migliore, perché ricordo che noi di Associazione Viola Inside siamo tutti appartenuti a una Viola che è comunque una società che ci ha trasmesso non solamente valori sportivi ma è stata una scuola di vita, e ci ritroviamo dopo anni per condividere questi valori che soprattutto grazie all'opera di Gaetano Gebbia, noi cerchiamo anche di tramandare ai ragazzi».
Come detto c’erano anche i ragazzi dei Total Kaos, gruppo storico della Viola Reggio Calabria che ha appena compiuto 36 anni senza mai dimenticare gli eroi dell’epopea neroarancio. «Questo momento per noi è importante anche se è legato purtroppo a una tragedia umana e familiare – dice Sandro Milardi in rappresentanza del gruppo -. Tutti sanno che siamo legati tantissimo al nome e alla Cestistica Piero Viola, e Massimo era una promessa della nostra squadra che era sceso da Padova fino a Reggio Calabria per spiccare il volo verso nuove avventure sportive. Per noi è un momento importante in cui partecipare è più che un dovere, è un onore». Da anni il gruppo ultras depone un mazzo di fiori alla targa affissa in via Reggio Campi, luogo della tragedia, in ricordo di Massimo, e così è stato anche ieri.
A chi gli domanda quale sarà il futuro del gruppo, storicamente legato ai colori neroarancio, Sandro risponde ricordando che «in questi sette anni, da quando ci siamo allontanati dalla realtà che attualmente partecipa al campionato di Serie B2, abbiamo incontrato sempre tutti. Abbiamo delle nostre idee che qui ovviamente non è opportuno ribadire, ma che comunque sono chiare e alla portata di tutti, basta andare sulle nostre pagine ufficiali. Siamo qui presenti proprio perché legati a un'altra epoca. Noi al momento proseguiamo con la nostra attività di basket popolare, dove con questa nostra attività siamo riusciti a ritornare un po' alle origini degli insegnamenti che la Cestistica Piero Viola ci ha lasciato nel corso della nostra vita, nella quale abbiamo avuto l'onore e l'onere di viaggiare e rappresentare la città di Reggio in tutti i palazzetti d'Italia. Ora abbiamo questo nuovo percorso, non andiamo contro nessuno, facciamo parallelamente una nostra attività sociale, sportiva, ma che sono due binari completamente diversi. C'è la squadra del gruppo, l'abbiamo creata nel 2018, e l’anno scorso abbiamo vinto il torneo nazionale Csi, quindi continuiamo con la nostra attività».
