Reggina, il ritorno in campo e la sfida della continuità: ora inizia davvero un altro campionato
Ballarino punta al ritorno nel professionismo e rilancia la fiducia dei tifosi per una seconda parte di stagione decisiva. Il 4 gennaio il Granillo ospiterà il CastrumFavara
Dopo la pausa natalizia, la Reggina è tornata a respirare aria di campo. Il gruppo di Torrisi si è ritrovato al Sant’Agata per riprendere gli allenamenti in vista del girone di ritorno, quello che in Serie D molti definiscono “un altro campionato”. E per gli amaranto, questa definizione non è mai stata così vera: la seconda metà di stagione rappresenta una nuova occasione per riscrivere il destino di un’annata partita tra incertezze e polemiche, ma ora nuovamente aperta a ogni scenario.
Gli ingredienti per ripartire ci sono tutti. Torrisi, con pazienza e lavoro, ha restituito fiducia, identità e compattezza a una squadra che oggi sembra aver ritrovato se stessa. I risultati, infatti, hanno riportato entusiasmo in città e tra i tifosi: 6.500 presenti al Granillo nell’ultima gara casalinga e circa un migliaio in trasferta contro il Sambiase. Numeri che raccontano meglio di ogni dichiarazione il rinnovato legame tra la Reggina e il suo popolo. Anche le contestazioni alla proprietà, almeno per il momento, sembrano essersi placate: l’ambiente è tornato a remare nella stessa direzione.
Ora però arriva la parte più difficile. Il campo chiama, e gli amaranto hanno davanti una missione chiara: colmare i quattro punti che li separano dalla vetta. Nessun margine d’errore, nessuna distrazione ammessa. Ogni partita sarà una finale. E per centrare l’obiettivo, servirà anche un segnale concreto dal club — quell’attaccante di peso richiesto da Torrisi potrebbe rivelarsi l’innesto chiave per completare un organico già solido.
Il calendario non concede tregua: il 4 gennaio il Granillo ospiterà il CastrumFavara, primo banco di prova del nuovo anno. Per la sfida tornerà a disposizione Salandria, mentre dallo staff medico filtra ottimismo sul recupero di alcuni infortunati.
L’obiettivo è chiaro: ripartire da dove si era lasciato, trasformando la crescita del girone d’andata in un trampolino per la svolta decisiva.
L’insegnamento dei primi mesi resta fondamentale: nel bene e nel male, la Reggina ha sempre dipinto il proprio destino attraverso la prestazione. Ritrovata compattezza, grinta e identità, ora tutto dipende da un’unica variabile: la continuità. Se mantenuta, potrà davvero cambiare il finale di questa stagione.
Le parole del patron amaranto
In occasione dei tradizionali saluti di fine anno, il patron Antonino Ballarino ha tracciato un bilancio sincero e diretto sul percorso amaranto: «Dobbiamo essere onesti. Se le cose sono andate male in alcuni momenti, la colpa è stata prima di tutto nostra, della dirigenza. Abbiamo commesso degli errori, ma siamo stati capaci di raddrizzare l’asticella. Anche nei momenti più bui non ho mai perso la voglia di riscatto per riprendere un percorso che avevamo smarrito. Oggi sentiamo di nuovo il calore del popolo amaranto e sappiamo che, quando corriamo insieme ai nostri tifosi, diventa difficile per chiunque affrontarci su ogni campo.»
Un messaggio di autocritica ma anche di grande fiducia verso il futuro, che Ballarino ha voluto ribadire con forza: «Il 2026 deve essere l’anno della rinascita e del ritorno nel professionismo. Faremo di tutto perché questo avvenga, agendo con razionalità e senza colpi di testa. Credo fortemente nella forza della gente del Sud: se restiamo uniti, tra istituzioni, società e tifoseria, possiamo raggiungere qualsiasi traguardo. Alle critiche rispondiamo con il lavoro, puntando dritti all’obiettivo che questa città merita».