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11/05/2026 ore 19.00
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Reggina in finale playoff: gli amaranto si giocano l'ultima chance di dignità contro la Nissa portandosi dietro i soliti limiti strutturali

Tra una sterilità offensiva ormai cronica e uno stadio vuoto, gli uomini di Torrisi arrivano alla sfida di domenica prossima nel momento più basso del rapporto con la città

di Melania Neri

La Reggina conquista la finale playoff superando l’Athletic Palermo, ma attorno agli amaranto il clima resta tutt’altro che sereno. Il successo consente alla squadra di giocarsi l’ultimo atto contro la Nissa, senza però cancellare le delusioni di una stagione che, nei programmi iniziali, avrebbe dovuto avere un epilogo ben diverso.

Nelle parole di Alfio Torrisi al termine della gara emerge soprattutto la consapevolezza di ciò che è mancato durante l’anno. La squadra ha spesso costruito gioco e creato occasioni, ma ha continuato a pagare gli stessi limiti mostrati per tutta la stagione: poca concretezza negli ultimi metri e incapacità di chiudere le partite con decisione. Un problema diventato quasi strutturale e che, in un campionato equilibrato come la Serie D, ha finito per pesare in maniera decisiva.

Più del risultato, però, colpisce l’immagine del Granillo semivuoto. Uno scenario che racconta meglio di qualsiasi analisi il rapporto ormai freddo tra la tifoseria e la squadra. Non è soltanto una questione di classifica o di playoff: la piazza ha accumulato stanchezza e disillusione dopo anni complicati, tra promesse non mantenute, incertezze societarie e obiettivi sfumati.

A Reggio Calabria non basta partecipare o disputare buone prestazioni. La Serie D continua a essere vissuta come una categoria che non appartiene alla storia e alle ambizioni del club, motivo per cui anche il raggiungimento della finale playoff viene accolto con distacco. Troppo forte la delusione per un campionato che avrebbe dovuto riportare la Reggina altrove.

Adesso resta la sfida di Caltanissetta contro una Nissa costruita, proprio come gli amaranto, per vincere il campionato. Una partita che può aiutare la squadra a chiudere almeno con dignità la stagione, ma che difficilmente basterà a modificare il giudizio complessivo sull’annata.

Dopo, inevitabilmente, arriverà il momento delle decisioni. La tifoseria chiede una società capace di garantire stabilità, programmazione e credibilità, elementi che negli ultimi anni sono mancati troppo spesso. Perché il distacco creatosi con l’ambiente non può essere colmato soltanto da una vittoria nei playoff, ma richiederà finalmente fatti concreti e una visione chiara per il futuro.