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23/03/2026 ore 11.13
Sport

Reggina, nessun ribaltone dopo il ko con l’Acireale: la società decide di…non decidere

Nonostante le dichiarazioni di Ballarino pronto a farsi da parte e a prendere decisioni drastiche, la società decide di restare compatta fino alla fine della stagione, lasciando alla squadra il compito di rispondere sul campo

di Melania Neri

Sono passate più di 24 ore dalle durissime parole del patron Ballarino dopo il pesante ko interno contro l’Acireale, e in casa Reggina regnava il silenzio. Silenzio che, finalmente, è stato interrotto negli ultimi minuti con un comunicato ufficiale della società, che conferma una decisione inattesa: quella di… non decidere.

La nota sottolinea come la società abbia dato vita a un confronto interno «profondo e senza sconti», coinvolgendo proprietà, dirigenza e allenatore Torrisi. Tutte le possibili opzioni, comprese quelle più drastiche, sono state valutate. Solo poche ore fa, Ballarino aveva dichiarato senza mezzi termini di essere pronto, insieme al presidente Virgilio Minniti, «a farci da parte o anche di lato» qualora fosse arrivato qualcuno “vero” in grado di guidare la Reggina nel modo giusto. Parole forti, che lasciavano presagire interventi immediati.

Dal vertice interno è invece emersa una scelta diversa: continuare insieme fino alla fine della stagione, compatti e con l’obiettivo di onorare la maglia, la città e i sacrifici di chi sostiene quotidianamente la squadra. Le valutazioni più incisive, assicura il club, saranno fatte solo al termine dell’annata sportiva, con la massima lucidità e nel pieno interesse della Reggina.

Il messaggio della società è chiaro: la responsabilità per il momento critico è pienamente assunta, ma non ci saranno cambi di rotta immediati. Il post-gara con l’Acireale aveva lasciato intuire possibili interventi drastici; Ballarino, visibilmente amareggiato, aveva annunciato decisioni «per rispetto della città», sottolineando le responsabilità del gruppo squadra e assumendosi personalmente quelle societarie. Ora, però, la scelta ufficiale è quella della continuità: niente tagli, niente liste, niente scossoni immediati.

Sul campo, intanto, resta il gesto più autentico della stagione amaranto. Domenico Girasole, a fine gara, sotto i fischi della curva, non è riuscito a trattenere le lacrime e ha strappato la maglia di dosso in un gesto istintivo e potente, simbolo di rabbia e attaccamento ai colori. Un gesto che, forse, avrebbe dovuto rappresentare tutta la squadra, spesso apparsa distante e incapace di trasmettere emozione e impegno.

Ma la crisi della Reggina non nasce ieri. Dopo il successo di Caltanissetta dell’11 gennaio, le speranze erano alte: la vetta sembrava a portata di mano e le prospettive stagionali promettenti. La vittoria contro la Vibonese e il trionfo sul campo della Gelbison del 25 gennaio sembravano confermare la bontà del percorso. Poi, però, la parabola amaranto ha iniziato a inclinarsi.

L’1 febbraio, contro il Savoia, un’occasione chiave per consolidare la leadership, la squadra parte male, va sotto e riesce solo a pareggiare grazie a Ferraro. La traversa nega la vittoria, anticipando una serie di delusioni che segneranno tutto il mese. Contro il Ragusa, si vince solo all’ultimo minuto grazie a Girasole. Il derby con il Messina diventa un’occasione per rilanciarsi, ma gli amaranto sbattono contro il muro giallorosso e perdono ancora, incapaci di concretizzare.

La disfatta di Lamezia, il 22 febbraio, rappresenta uno dei momenti più bui della stagione: superiorità numerica per oltre 40 minuti, zero tiri in porta, corner e cross sprecati, vuoto tattico e mentale evidente. Il brodino contro la Sancataldese del 28 febbraio non basta a tamponare la crisi, e la sconfitta interna con l’Acireale del 21 marzo riporta la squadra nell’oblio, deludendo tifosi e ambiente.

Da gennaio a marzo, quella che sembrava una stagione da protagonisti si è trasformata in un calvario: fragilità mentale, mancanza di concretezza sotto porta e incapacità di reagire nelle partite chiave hanno pesato più di ogni assenza o traversa.

La tifoseria, ormai divisa, riflette la confusione del club: da una parte chi sostiene la fiducia in Torrisi, dall’altra chi invoca cambiamenti immediati. Ora, con la scelta societaria di proseguire insieme fino alla fine, tutto il peso della stagione ricade sulle spalle della squadra. Il messaggio finale è netto: scendere in campo con orgoglio e carattere, perché solo i fatti possono ridare senso a una stagione che rischia di essere ricordata per le delusioni più che per i successi.