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08/05/2026 ore 10.54
Sport

Reggina tra contestazione e tribunali: tensione sempre più alta in città

Gli ultras tornano a colpire con nuovi striscioni. Dopo il verdetto del TFN, duro intervento del presidente del Savoia

di Melania Neri

Clima sempre più teso attorno alla Reggina, tra la crescente contestazione della tifoseria organizzata e i nuovi sviluppi sul fronte della giustizia sportiva. Le ultime ore hanno infatti segnato un ulteriore irrigidimento dell’ambiente amaranto, con la protesta della Curva Sud che continua a intensificarsi e le dure parole del presidente del Savoia, Nazario Matachione, arrivate subito dopo il rigetto della seconda istanza cautelare presentata dal club reggino al Tribunale Federale Nazionale.

Gli ultras amaranto sono tornati a manifestare il proprio dissenso nei confronti dell’attuale proprietà rilanciando un messaggio ormai inequivocabile: «Liberate la Reggina». Nella notte nuovi striscioni sono comparsi in diverse zone della città, con uno affisso simbolicamente davanti ai cancelli del centro sportivo Sant’Agata, luogo storico e identitario del club.

I messaggi esposti confermano il livello di rottura ormai raggiunto tra la tifoseria organizzata e la società: «Disertare», «Tutti fuori», «Reggio non ti vuole più», «Devi vendere», fino al duro riferimento agli ultimi anni sportivi: «Brunetti 10 anni di D, fatevi da soli dignità e rispetto per i nostri colori».

La mobilitazione proseguirà anche nei prossimi giorni. La Curva Sud ha infatti annunciato l’organizzazione della “Marcia Amaranto”, prevista per domenica alle ore 15:30 in Piazza Duomo. Da lì partirà un corteo che attraverserà il corso principale della città fino a raggiungere il Comune, in quella che si preannuncia come un’altra forte manifestazione di protesta.

In questo clima già particolarmente acceso sono arrivate anche le dichiarazioni del presidente del Savoia, Nazario Matachione, intervenuto pubblicamente dopo la decisione del TFN di respingere la seconda istanza cautelare della Reggina.

Il numero uno del club oplontino ha attaccato frontalmente la società amaranto invitandola a interrompere il percorso giudiziario intrapreso dopo gli sviluppi legati alla vicenda Messina. «Avete perso un’altra istanza cautelare. La seconda sconfitta in tribunale dopo quella maturata sul campo», ha dichiarato Matachione, sostenendo che la prosecuzione del ricorso starebbe danneggiando l’immagine di una piazza storica come Reggio Calabria.

Nel suo lungo intervento, il presidente del Savoia ha definito la tifoseria amaranto «straordinaria» e meritevole di «rispetto e dignità», accusando però l’attuale dirigenza di continuare a «umiliare» la città attraverso battaglie legali che, secondo lui, starebbero producendo soltanto ulteriori sconfitte davanti alla giustizia sportiva.

Matachione ha poi invitato apertamente la Reggina a ritirare il ricorso e a chiedere scusa «ai propri tifosi, alla città di Messina, alla città di Reggio Calabria e ai colleghi presidenti» che, a suo dire, avrebbero contribuito a salvare il calcio messinese attraverso «una procedura pubblica e legittima svolta in tribunale».

Infine, il presidente oplontino ha annunciato anche la volontà del Savoia di costituirsi formalmente nel procedimento qualora il contenzioso dovesse proseguire, parlando di aggravio di spese e della richiesta di risarcimento danni per lite temeraria. Un eventuale risarcimento, ha aggiunto, verrebbe devoluto a iniziative dedicate alla tifoseria organizzata della Reggina, «che sta pagando il prezzo più alto di questa vicenda».