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16/06/2025 ore 10.30
Sport

Reggio Futura, Saccà lancia l’appello: «Serve più umiltà per far ripartire lo sport»

Il direttore tecnico della Polisportiva Futura, figura storica del futsal reggino, ripercorre la stagione e invita le nuove generazioni a riscoprire il valore dell’ascolto.
di Redazione

«Una stagione così non la vivevo da 25 anni». Angelo Saccà lo dice con la voce di chi ha visto il futsal reggino attraversare decenni di gloria e difficoltà. È stato lui il primo allenatore della Polisportiva Futura, club nato nel 2011 per volontà di Nino Mallamaci. Un progetto cresciuto con tenacia e visione: «Mi chiamò per portare avanti la squadra del paese. Io ero in A2, ma ho accettato di scendere in Serie D perché credevo in quell’obiettivo. Nino diceva: “Mi accontento della B”, io risposi: “No, dobbiamo puntare all’A”. E ci siamo riusciti».

L’annata appena conclusa – con un gruppo «coeso e unito come non accadeva dai tempi della Reggio Calabria Calcio a 5» – ha riportato Saccà con la mente agli anni Novanta, quelli che lui definisce «gli anni d’oro dello sport reggino». C’erano cinque squadre in Serie A in cinque discipline diverse, dal rugby al baseball. «Oggi il movimento c’è – ammette – ma manca qualcosa. Noi ci alleniamo ogni giorno a Lazzaro, ma sotto di noi la crescita è scarsa».

Il problema, secondo Saccà, è soprattutto culturale. «Da giovane andavo a vedere allenare Geria, Famà, Diaz. Prendevo appunti e riportavo tutto ai miei ragazzi. Oggi? Nessun tecnico delle serie inferiori si ferma a studiare Honorio o Martino. I giovani credono di sapere già tutto». Il discorso si allarga a tutta la scena sportiva cittadina. «Fino a poco tempo fa avevamo Gaetano Gebbia, esperto di basket e responsabile di squadre nazionali. Ai suoi allenamenti non c’era nessuno con carta e penna. È un problema di orgoglio: manca l’umiltà».

Un richiamo forte, quello di Saccà, rivolto non solo agli atleti ma anche ai tecnici e agli operatori dello sport: «Io ho imparato dai maestri, da Diaz a Molluso. Oggi bisogna ricominciare dall’ascolto. Se vogliamo far ripartire davvero lo sport a Reggio, dobbiamo tornare ad avere fame di sapere».

Intanto la Futura guarda avanti, consapevole di aver chiuso una stagione importante. Ma per Saccà la vittoria più grande sarà un’altra: vedere crescere un movimento sportivo capace di formare, unire e restare umile.