Sfumature “Azzurre” su Reggio per accogliere la nazionale di Calcio Femminile in campo al Granillo contro la Svezia – FOTO
In Pinacoteca e in piazza Paolo Orsi al museo nazionale, l’esposizione di cimeli provenienti dal museo Figc di Coverciano per celebrare la prima delle Azzurre nello stadio reggino. Martedì alle 18:15 al via le qualificazioni per i Mondiali Brasile 2027
La maglia numero 11 di Barbara Bonansea (Coppa del Mondo Femminile 2019), la maglia numero 3 di Lisa Boattin (Coppa del Mondo under 17 2014), gli scarpini di Patrizia Panico e di Sara Gama, il pallone di Italia-Australia (Coppa del Mondo Femminile 2019) e ancora la maglia numero 9 di Carolina Morace (Campionato Europeo Femminile 1997), simbolo di una stagione fondamentale per la (difficile) affermazione del calcio femminile in Italia.
In attesa della prima storica partita che la Nazionale Italiana di calcio femminile giocherà allo Stadio Granillo di Reggio Calabria, la pinacoteca civica e il museo archeologico nazionale della città dello Stretto celebrano il calcio e i suoi valori ospitando dei cimeli della Nazionale femminile provenienti dal museo del Calcio della Figc, allestito all'interno del Centro Tecnico di Coverciano a Firenze. Cimeli esposti, unitamente alle quattro Coppe del mondo vinte dalla Nazionale italiana maschile, nel 1934, nel 1938, nel 1982 e nel 2006, tra la Pinacoteca civica e piazza Paolo Orsi del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.
L’esposizione itinerante di trofei e cimeli, “Sfumature d’azzurro”, promossa dalla Federazione italiana giuoco calcio e dalla fondazione Museo del Calcio di Coverciano, in collaborazione con il Comune di Reggio Calabria, torna in riva allo Stretto in vista della partita di calcio femminile Italia-Svezia in programma al Granillo alle ore 18:15 di martedì 3 marzo, giorno fino al quale sarà visitabile gratuitamente. La gara sarà valida per le qualificazioni ai Mondiali Brasile 2027.
Reggio si tinge d'azzurro con le ragazze della Nazionale di calcio e attende i campioni del mondo dell'ItalvolleyLe donne calciarono per la prima volta in Inghilterra alla fine dell'Ottocento. Questo sport praticato anche al femminile si consolidò durante il primo conflitto mondiale, quando le donne sostituirono gli uomini chiamati alle armi nelle fabbriche e anche sui campi di gioco. Il calcio femminile fece capolino in Italia nel 1933 ma dovette attendere oltre trent’anni per un primo riconoscimento. Le resistenze e i pregiudizi in Italia, anche da questo punto di vista, non mancarono e il cammino fu lento e sintomatico della necessità di svecchiamento della (sub)cultura e di riconoscimento di parità, al cui processo, ancora in corso, ha contribuito anche il calcio.
«Vietato dal Coni negli anni Trenta, il calcio femminile riprese a vita nel 1945 prima a Trieste e poi a Roma, Napoli e Palermo. Nel 1968 fu fondata la Federazione italiana calcio femminile, capofila - l'anno seguente - nell'organizzazione del primo Campionato europeo. Nel 1986 la Federcalcio riconobbe il movimento femminile e nel 1991 la Nazionale fu tra le 12 partecipanti al primo Mondiale disputato in Cina.
Le Azzurre – si legge ancora nel pannello che accompagna i cimeli del museo del Calcio - presero parte anche al Mondiale del 1999 in America, edizione che segnò il definitivo successo planetario del movimento.
Da sempre equiparate agli uomini nei Paesi più evoluti, in Italia si è dovuto attendere il 2015 per giungere a un passo decisivo. Quell'anno la Federcalcio obbligò i club di vertice a creare un settore giovanile per le donne, una spinta fondamentale che ha portato molte stesse società di Serie A maschile a creare una propria squadra. Ma è stata la Nazionale guidata da Milena Bertolini a permettere il vero balzo in avanti, con 8 milioni di share il 29 giugno 2019, per assistere ai quarti di finale contro l'Olanda al Mondiale francese.
All'Europeo di Svizzera del 2025, con Andrea Soncin in panchina, le Azzurre, arrivate fino alla semifinale dopo ben 28 anni, sono state eliminate dall'Inghilterra ai supplementari».
La storia continua e adesso per le atlete di mister Soncin è tempo di correre verso la Coppa del Mondo. Reggio si prepara all’esordio al Granillo della Nazionale di calcio femminile che inizierà dallo Stretto il suo cammino di qualificazione alla decima edizione del torneo iridato, in programma in Brasile dal 24 giugno al 25 luglio 2027. Al Granillo fischio d’inizio alle 18:15 di martedì 3 marzo.
Le Azzurre, inserite nel Gruppo 1 della Lega A, proseguiranno le qualificazioni sabato 7 marzo, sempre alle ore 18.15, contro la Danimarca allo stadio Romeo Menti di Vicenza.
Nell’intervallo della partita al Granillo si esibirà la cantante Baby K. Intanto, impegnata con le compagne in allenamento, la centrocampista azzurra Emma Severini fa sapere di contare molto sul pubblico reggino: «Per noi la presenza dei tifosi è e molto importante e ci darà la possibilità di creare un’atmosfera ancora più bella di quella che noi già viviamo interiormente. Sapere che c’è tanta gente che ci segue da vicino ci dà grande soddisfazione e tanta carica. Il pubblico di Reggio Calabria ci darà la spinta in più, ne sono certa».