«Siamo soli contro tutti»: la dichiarazione d’intenti di Torrisi per una Reggina che non molla e prova a crederci fino alla fine
Due successi rilanciano le ambizioni amaranto, ma il distacco dalla Nissa pesa: per credere davvero nella rimonta servirà un filotto perfetto e una svolta definitiva
«Siamo soli contro tutti». Le parole di Alfio Torrisi, pronunciate dopo la vittoria contro l’Athletic Palermo, vanno oltre il semplice sfogo: rappresentano l’essenza di una squadra che, nel momento più delicato della stagione, ha ritrovato orgoglio, identità e convinzione. La Reggina riparte da qui, da due successi pesanti che tengono viva una speranza che solo poche settimane fa sembrava affievolita.
Eppure, la realtà resta complessa. La classifica impone lucidità: davanti corre la Nissa e, a cinque giornate dalla fine, il margine accumulato pesa. Servirà un finale perfetto, senza più passi falsi, e forse nemmeno basterà. Un paradosso che racconta bene la stagione amaranto.
Perché questa Reggina è stata, fin qui, una squadra dai due volti. Fragile e irriconoscibile nelle battute d’arresto contro Vigor Lamezia, Acireale e Messina; determinata, intensa e concreta nelle recenti affermazioni contro Igea Virtus e Athletic Palermo. Una discontinuità che ha inciso profondamente sul percorso e che oggi obbliga a inseguire invece che gestire.
Le ultime vittorie, però, non sono solo punti: sono segnali. La risposta a un momento complicato, la dimostrazione che il gruppo ha ancora risorse mentali prima ancora che tecniche. Quando messa alle strette, la Reggina ha reagito da squadra vera, rifiutando l’idea di un finale già scritto.
Resta però il peso dei rimpianti. Quelle occasioni perse lungo il cammino oggi fanno la differenza, rendendo la rincorsa più ripida e meno dipendente dalle proprie forze. È questa la contraddizione con cui convivono squadra e ambiente: essere ancora in corsa, ma senza avere il pieno controllo del proprio destino.
E allora diventa fondamentale non guardarsi indietro. Servono continuità e maturità, perché il rischio è che queste ultime vittorie restino isolate, trasformandosi nel simbolo di un potenziale non pienamente espresso. Al contrario, devono rappresentare un punto di svolta.
Il campionato, del resto, ha già dimostrato di essere tutt’altro che prevedibile. Ed è proprio in questa incertezza che la Reggina può trovare appigli per continuare a crederci. Fare il proprio dovere, vincerle tutte, e poi osservare cosa accade sugli altri campi.
«Siamo soli contro tutti» diventa così più di uno slogan: è una condizione, ma anche una forza. Un modo per compattarsi, per isolarsi dal rumore e concentrarsi sull’obiettivo. Perché, finché esiste anche solo una possibilità, questa squadra ha il dovere di inseguirla fino in fondo.
Il finale è ancora da scrivere. E, forse, proprio per questo, vale la pena crederci. Anche da soli contro tutti.